50 sfumature dello stesso argomento #1

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50 sfumature dello stesso argomento #1 
Piccolo viaggio nella letteratura erotica contemporanea

 

Come avrete capito facendo un viaggio in qualsiasi libreria o edicola che vende i libri, la trilogia della benamata E. L. James ha dato il via alla commercializzazione di tutta una serie di libri che normalmente non sarebbe stato cosí facile trovare, se non in lingua originale e stampati dalla buona vecchia Ellora’s Cave. Mr. Gray e Anal – ops, scusate, Ana – hanno invece mandato mainstreaming il sesso kinky, e a voi valutare quanto questo possa essere o meno positivo.

Cominciando dalla trilogia di Sylvia Day, che potrebbe essere intitolata 50 sfumature di plagio invece che Crossfire, che è meno azzardato dal punto di vista sessuale ma, se vogliamo, molto più spietato. Possiamo passare poi per tutte le varie rielaborazioni dei classici di cui purtroppo ho letto “Jane Eyre Laid bare” di Eve Sinclair,  pessimo sia dal punto di vista della scrittura che del contenuto “porno”. Diciamo che la sig.ra Brönte un affronto del genere non se lo meritava proprio.

Oppure “50 Shades of Mr.Darcy” di William Codpiece Thwackery, che è invece divertente in modo caustico mischiando appunto Darcy e Mr. Gray con tanto di occhio languido ed Elizabeth con Anastasia, la sua dea interiore e tutti i suoi vari tic. Non so voi, ma ogni volta che vedo qualcuno che si morde il labbro inferiore mi viene voglia di sculacciarlo 😉 Altra versione sardonica e divertente sull’onda delle 50 sfumature è “50 Shames of Earl Gray ” di Fanny Markin, che sin dalla copertina mette in chiaro di essere un libro per veri intenditori, astenersi principianti e palati delicati.

Poi però ci sono tutti quei libri che si prendono proprio sul serio, quelli i cui autori non hanno capito che la letteratura erotica è qualcosa di diverso dall’aumentare gli orgasmi fino a superare il Guinnes dei primati: eccoci quindi al fiorire di autrici (più che autori) che si riciclano in scrittori erotici pur avendo poche e confuse idee sull’argomento. Sia chiaro che io non mi considero migliore, ma almeno non scrivo aiutando i miei non lettori a risparmiarsi ulteriore mondezza. Sul filone “qualsiasi cosa capiti non c’è niente che una bella sculacciata non possa aiutare” direi che la serie “The pleasures of Winter” di Evie Hunter si aggiudica incontrastata il primo posto e ora vi spiego anche perché: immaginate che una giornalista debba lasciare di corsa un paese del centro America perché minacciata dai narcotrafficanti e trovi un passaggio a bordo del piccolo Cessna di un attore di successo, che stava girando un film dal quelle parti. Tale attore non solo è bello, affascinante e tormentato quanto basta, ma per girare questo film ha anche preso lezioni di sopravvivenza e quando, ovviamente, l’aereo precipita in mezzo alla giungla amazzonica, grazie al piccolo manuale delle giovani marmotte che ha al posto del cervello, riesce a portare tutti in salvo, non prima però che la nostra eroina, passivo-aggressiva come tutte le donne in questo genere di letteratura, riceva una bella sculacciata, perché gli aveva disubbidito e si era messa a leggere sul suo kindle invece di pulire i resti del pranzo ed era quasi stata mangiata da un coguaro. Ora, ammetto che dopo la scenetta in questione ho telefonato a mia sorella, grande estimatrice delle 50 sfumature e le ho detto: “Non puoi capire che cosa ho appena letto….”. Da qui poi la storia si dipana attraverso scenari BDSM più o meno credibili in cui il bacino di utenza sadomaso della sola New York è talmente ridotto che porta l’eroina di nuovo a stretto contatto con il nostro attore cattivone e poi… vissero felici e contenti. Non per spoilerare niente, ma cosa pensare di un libro in cui per l’anniversario lei regala a lui un anello fallico? Intarsiato e fatto ad personam da Tiffany! Audrey Hepburn che ti sei persa!!!

Un’altra serie che invece mi ha lasciato parecchio stupita, perché almeno ha il pregio di essere diversa, si chiama “Finding Anna” di Sherry Heyes ed è invece decisamente molto più cupa, ha molto meno sesso, direi anche pochissimo, e tratta delle schiave o delle donne che per qualche motivo si ritrovano vendute nella tratta delle bianche. Brianna, a quanto sembra ma il terzo libro non è ancora uscito, viene venduta dal padre che è uno sceriffo che non può pagare i debiti contratti a carte e si ritrova ad essere la schiava di un riccone, nella cui casa però incontra Stephan, un dominante milionario (ebbene sí, se non siete ricchi è inutile che vi date al BDSM) che cerca di farle capire che lei è più che una schiava destinata ad essere dominata da chiunque sia il suo padrone del momento. Ora, parti di questi due primi libri della trilogia sono stati veramente fastidiosi per me da leggere, intanto mi chiedevo perché mai una donna che fino a 19 anni ha vissuto un’esistenza normale con tanto di istruzione superiore, non si sia riuscita a ribellare o quanto meno a riprendere in mano la situazione una volta che sono cambiate le carte; poi il fatto che non riuscissi a smettere comunque di leggere mi faceva ulterioremente imbestialire. Non sto qui a mentire quindi vi informo che sto aspettando il terzo libro, considerato che il secondo finisce con un cliffhanger pazzesco, però non posso nemmeno dire che questi due libri mi abbiano poi fatto immedesimare così tanto con i personaggi, né che li consiglierei caldamente a chiunque, perché secondo me possono veramente turbare.

A presto con un altro articolo sull’attuale letteratura erotica contemporanea.

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