50 sfumature dello stesso argomento #3

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 50 sfumature dello stesso argomento #3 
Piccolo viaggio nella letteratura erotica contemporanea

 

Rieccoci per un altro appuntamento di questo breve viaggio nella letteratura erotica contemporanea. Considerate, però, che io conosco soltanto quella di lingua inglese ed attuale, quindi questi articoli sono assolutamente parziali.

Fino ad ora non vi avevo parlato dalla letteratura Regency con sfumature erotiche, per esempio la serie “House of pleasures“, di Kate Pearce, unisce lo spionaggio (che durante le guerre napoleoniche era piuttosto frequente tra i paesi come la Gran Bretagna, la Francia, l’Irlanda e la Spagna) con una casa di piacere “particolare” gestita da una donna che permette a tutti coloro che la frequentano di spaziare tra le loro più recondite fantasie e soddisfarle. Considerato che è appena uscito il nono volume della serie, l’unico che ho letto tra l’altro, direi che ci sono lettori in grado di apprezzare il genere.

Possiamo proseguire ancora con il regency grazie alla seria The Riding Crop” (il frustino), di Karyn Gerrard, dove abbiamo sempre una famosa casa di piaceri proibiti per marchesi, conti e gentildonne,  che vengono ad alleviare i loro pruriti più segreti; personalmente ho letto solo un libro e non mi è piaciuto: mi è sembrato uno di quei casi dove la storia fosse composta unicamente da una serie di amplessi più o meno ginnici.

A questo punto è meglio un film porno secondo me. Leggermente più leggibile è invece “Mastering the Marchioness“, il primo libro della serie “Cavern of pleasures“, dove master e submissive s’incontrano, soltanto che uno di loro proprio non si aspetta di trovarsi tra le mani la moglie. Questa serie di Em Brown potrebbe migliorare con il tempo. Nelle altre, invece, nutro poca fiducia.

Veniamo ora ad un libro che ho letto recentemente, ovviamente anche questo il primo di una serie paranormal romance, che mischia il sesso con antichi dèi di provenienza incerta, forse assiro-babilonesi, forse antecedenti degli egiziani, fatto sta che il primo libro della serieThe szolites, per quanto la premessa non fosse male, crolla rapidamente in un polpettone lungo e noioso, tra l’altro scritto nemmeno particolarmente bene. Quindi questo “Blood flows deep in the empire” resterà probabilmente il primo e l’ultimo libro che leggerò di Isabelle Blanco. Non è certo il primo paranormal romance con un sacco di sesso. Voglio dire, Cat e Bones, Anita Blake con il suo stuolo infinito di amanti seguito a ruota da tutte le fate che vanno a letto con  Merry Gentry, ci hanno ormai abituato; ma siccome al peggio non c’è mai fine, sembra ormai che nei romanzi fare l’amore sia più una prestazione da sviscerare in dettaglio che non un mezzo per raccontare i sentimenti e le emozioni che hanno portato i protagonisti del libro a quel punto. È anche chiaro che se dopo due capoversi i protagonisti sono già a letto assieme, le emozioni e i sentimenti scendono un pochino in secondo piano 😉

Concludo con uno dei peggiori libri BDSM che mi sia mai capitato di leggere, uno di quelli che ho terminato perché dovevo recensirlo per NG, altrimenti avrebbero dovuto pagarmi per finirlo. “Hostile takeover” di Joey W. Hill è, spero, l’ultimo di 5 volumi che racconta le storie dei Knights of the board room (I cavalieri della sala dirigenziale). Questi 5 giovani e potenti uomini d’affari ritengono di sapere meglio delle donne che si scelgono ciò che è meglio per loro, le obbligano quindi ad avere relazioni con uno di loro in particolare che poi le passa agli amici. Insomma, sono senza parole, perché io ritengo che quando una donna dica “no”, intenda dire proprio “no”, e non “sì” o “forse”. La signora Hill invece pensa che quando una delle sue protagoniste dica no, intenda dire “Sì, sì, obbligami a venire a letto con te, piegami alle tue più turpi voglie e vedrai che poi mi abituo e mi piace pure, e già che ci sei porta pure gli amici“. È chiaro che a questo punto c’è un evidente conflitto d’interessi… Inoltre, il BDSM di questi libri – sempre avendo letto solo l’ultimo, che però riassumeva anche i pezzi più salienti degli altri 4 (tutto fa brodo) – è veramente pesante. Scordatevi Christian Gray e pensate alla “Historie d’O” e poi aumentate all’ennesima potenza.

Alla prossima volta!

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