‘Affliction’ di Laurell K. Hamilton [Serie Anita Blake #22] Recensione doppia

Affliction

Serie Anita Blake

di Laurell K. Hamilton

 


affliction
Titolo:
Affliction
Autore: Laurell K. Hamilton (Traduttore: A. Zabini)
Serie: Anita Blake #22
Edito da: Nord
Prezzo: cartaceo 18,60 €
Genere: Paranormal Romance, Adult
Pagine: 632 p.

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Trama: Per via del suo lavoro di risvegliante, Anita Blake ha spesso a che fare, con i non-morti e sa benissimo che non sono affatto come gli zombie che si vedono al cinema… almeno non lo sono mai stati. Dalla telefonata che Micah riceve dalla madre, sembra invece che in Colorado sia improvvisamente comparsa un’orda di creature assetate di sangue, che trasformano tutti coloro che mordono in mostri simili a loro, compreso il padre di Micah. Determinata a fermare l’epidemia e a salvare mr Callahan, la sterminatrice si precipita sul posto. Ma le bastano pochi giorni per rendersi conto che questi zombie sono molto più pericolosi di quanto pensasse. Incredibilmente veloci e forti come vampiri, non temono nulla, né il fuoco né la luce del giorno. Eppure Anita deve trovare un modo per fermarli, prima che annientino le persone che ama…

serie
Serie Anita Blake:
 
22. Affliction,2013

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Recensioneùby CriCra

Venghino signore e signori, venghino! Ha inizio il 22° appuntamento con la più cinica, cruenta, spietata, assatanata umana/mezza vampira e… vabbè, per chi non lo avesse capito Anita Blake, la sterminatrice di vampiri (e non solo, lo sappiamo tutti oramai, no? 😉 ) è tornata. Una nuova avventura ha inizio, un’avventura che la vede affrontare nuovi pericoli, nuovi temibili avversari e, dulcis in fundo, nuovi problemi di tipo “coniugale” tra lei e l’ampia cerchia di amanti della sua vita. Tutto nuovo, o quasi, afferrato il concetto? Bene! 🙂

affliction originalPartiamo allora proprio da questi ultimi, ovvero i suoi tanti amanti perché alla fine parlare di problemi forse non è il termine giusto anzi tutt’altro. Al termine della storia Anita, Jean Claude, Micah e Nathaniel, si accingeranno a rendere ancora più saldo il loro ménage di gruppo. E questo sarà uno dei pochi aspetti positivi dell’intera storia perché se proprio devo dirvela tutta, miei cari lettori di Sognando Leggendo, in questa nuova avventura di Anita, di fatti eclatanti ce ne saranno ben pochi.

La storia è praticamente statica. Quasi come un tracciato piatto di un ECG (elettrocardiogramma per chi non conoscesse l’acronimo). La Hamilton ha abbondantemente lasciato spazio al lato burocratico e tecnico del lavoro svolto da Anita come Marshall Federale, rendendo il tutto un po’ dispersivo e tedioso. La trama praticamente vi anticipa quasi tutto ciò che accade e quindi non starò qui a spoilerare altro dicendovi: è successo questo o quello, ve lo risparmio ok? 🙄

La lotta contro i cattivi sembra essere una sorta di copia e incolla di capitolo in capitolo. Un ammasso di zombie putrescenti qui e là soggiogati da un nemico potente, talmente potente che, dopo aver combinato di tutto e di più per capitoli e capitoli… rullo di tamburi!!!…… verrà battuto in men che non si dica nello spazio di due paginette. Cooosa?!!? Come? Dove? Quando? Perché?? Boh!! 😯

No, questo libro non mi è piaciuto affatto. Poco pathos, poca attrattiva. La routine tra Anita e company ovvero il loro continuo darsi da fare – in tutti i sensi ci siamo capiti, vero? 😎 -, è l’unica costante che ritroviamo anche in questo libro. C’è il personaggio di turno che risalterà un po’ più rispetto ad un altro, e non faccio nomi perché tanto alla fine dei conti sono sempre gli stessi, ma sinceramente, ripeto, come storia, dovendo tirare le somme alla fine, non mi ha lasciato niente. Certo, lo stile della Hamilton, come sempre, non mancherà di sanguinosi e cruenti dettagli che sono oramai praticamente il suo marchio di fabbrica, ma stavolta non ho trovato quella scintilla che in quasi tutti gli episodi precedenti mi hanno dato l’input per continuare a seguire le vicende di Anita.

Come dissi qualche recensione fa, la Hamilton ha smarrito un po’ del suo smalto durante il percorso di questa lunga serie. Che sia l’avvisaglia che fa capire al lettore che manca poco a far sì che Anita appenda le armi al chiodo? Io credo di sì.

Voto

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Recensioneùby Sil.Lav

Siamo arrivati al 22° libro della serie di Anita Blake. Non penso dopo tutti questi libri che serva descrivere i personaggi narrati e ho la sensazione che fisicamente e caratterialmente sappiamo tutti benissimo come sono rappresentati.

Sfido molti a non aver alzato gli occhi al cielo almeno una volta quando avete incontrato le ripetitive descrizioni che la Hamilton fa dei suoi personaggi. Per cui passiamo subito a parlare di questa nuova avventura della nostra Sterminatrice preferita.

Anita in questo libro si discosta dalla politica vampira che ha guidato gli ultimi libri, per ritornare in un certo senso alle origini: gli Zombi. Il libro comincia con la telefonata della mamma di Micah che chiama per informare che il padre è in ospedale in pericolo di vita perché è stato dilaniato da degli zombi cannibali e sta lentamente e dolorosamente morendo.

L’incontro con i parenti non è sicuramente facile, soprattutto visto il modo in cui si erano lasciati Micah e la sua famiglia. Una riconciliazione è d’obbligo visti i presupposti, ma non tutti i parenti sono di grandi vedute, per cui la situazione si fa delicata. Diciamocelo, cosa sarebbe un libro di Anita senza qualcuno con gravi ristrettezze mentali!? Certo ormai lei questo genere di persone le mangia a colazione, ma in ospedale, con una famiglia duramente colpita…

La scena con i parenti retrogradi è veramente irritante. Micah ha suo padre lì a pochi passi, in fin di vita e si ferma a scambiare insulti con questi rigidi (per non dire parolacce) parentastri.

Un altra cosa che non può mancare mai nei libri della Sterminatrice è il classico poliziotto maschilità. Questo ruolo lo riveste il collega Rickman, sicuramente. La figura poli amorosa (come si definisce Anita stessa) e una Sterminatrice spietata, proprio non collimano e qualcuno nel libro deve sottolinearlo. Ma da qui a parlare più spesso della vita amorosa di Anita ce ne passa. Una persona normale penserebbe che l’attacco di Zombi cannibali alla popolazione, i quali sono la causa di una pestilenza mortale, che ti fa marcire da vivo, sia più preponderante della vita amorosa di un singolo agente. Per quanto la vita amorosa comprenda un vero e proprio harem di creature.

Queste dinamiche ormai sono sempre più macroscopiche nei libri della serie, hanno un non so ché di famigliare nelle loro ripetitività, ma spesso vanno a discapito della storia, purtroppo.

Essendo un libro incentrato sulla famiglia Callahan, si potrebbe pensare che Micah sia molto presente, in realtà rimane un po’ nelle retrovie, non viene coinvolto molto nel libro. Impariamo si a conoscerlo meglio, ma è più da racconti di altri protagonisti che da situazioni che lo mettano in luce. Da questi rivelazioni anche la Coalizionie ci appare sotto una luce più chiara.

Una figura che ci fa sempre piacere incontrare è Edward. La sua presenza fa sempre capire che il libro non si perderà troppo in continue scene di sesso. Ted non è nutrimento per l’ardeur e la Morte che cammina, per cui nel libro ci sarà sicuramente un bagno di sangue.

«Ah… Ted?»
«Sì?»
«Porta il lanciafiamme.»
«Davvero?» Di nuovo Edward ridacchiò in modo sensuale. «Non mi stai prendendo in giro, questa volta?»
«Arrivano rapporti di aggressioni zombie da tutto il circondario ed è ancora giorno. All’imbrunire diventerà anche peggio.»
«Dici sempre le cose più belle», replicò Edward, ancora con quella risatina cupa, profonda e sensuale
«Conversazioni come queste sono una delle ragioni per cui la gente pensa che andiamo a letto insieme.»
«Può darsi…»

In un certo senso siamo tornati alle origini: analisi di una scena del crimine, corpi in putrefazione, cadaveri e il ritorno dei vampiri putrescenti. Una lotta contro il tempo per trovare una soluzione e cercare di salvare il padre di Micah.

Ovviamente la soluzione è li apportata di mano e la Hamilton ci guida piano piano alla soluzione. Come tutti gli ultimi libri c’è un eccessiva attenzione su Anita, come se non avesse ancora dimostrato al mondo che è una persona temibile e da non sottovalutare. Questo fa perdere un po’ il ritmo alla storia, ma che libro della Hamilton sarebbe se non ci fossero questi elementi? Certo alcune descrizioni le avrei saltate, cosi come le frasi: «Ti amo.» «Ti amo di più.» «Ti amo di più io.» «E io ancora di più.»

Rimane comunque un libro della serie Anita Blake e chi l’ha accompagnata fin qui sa già cosa aspettarsi dalla lettura di un nuovo libro.

«Perché mai espongo i miei dilemmi morali a voi due?»
«Perché in realtà non hai nessun dilemma morale a proposito della violenza, Anita. Semmai hai paura di essere giudicata male perché ne godi, quindi ne parli con le uniche due persone della tua vita che non ti giudicano.» Mi fu impossibile discutere con Edward, anche se avrei voluto.
«Be’, cazzo…»
«Vai a destare zombie come quella negromante spaccaculi che sappiamo che sei.» Edward mi accarezzò la testa, ben sapendo che è una cosa che odio.

Voto

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laurell k. hamiltonLaurell K. Hamilton è nata a Heber Springs (Arkansas), ma è cresciuta a Sims, un piccolo villaggio dell’Indiana. I romanzi dedicati alla cacciatrice di vampiri Anita Blake sono stati pubblicati con enorme successo in tutto il mondo, e uguale fortuna ha riscosso la serie incentrata sulle vicende magiche e sensuali di Meredith Gentry.

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0 risposte a “‘Affliction’ di Laurell K. Hamilton [Serie Anita Blake #22] Recensione doppia”

  1. […] Bullet, 2010 20. Hit list, 2011 (Hit List, 2014) 21. Kiss The Dead, 2012 (Kiss The Dead, 2015) 22. Affliction, 2013 23. Jason, 2016 24. Dead Ice, […]

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