Amore di Inoue Yasushi

Yasushi Inoue

(Asahikawa, 6 maggio 1907 – Tokyo, 29 gennaio 1991) E’ stato uno scrittore giapponese. La maggior parte della sua produzione è dedicata a romanzi storici ambientati alla fine del cinquecento, sia in Giappone che in altri paesi dell’Asia.

Nato in una famiglia dedita alla professione medica, fallì l’esame di ammissione alla facoltà di medicina. Iscrittosi in seguito alla facoltà di lettere, si laureò nel 1936 con una tesi su Paul Valéry. Dopo il matrimonio avvenuto nel 1935 intraprese la carriera giornalistica. Lo stile scorrevole acquisito in quegli anni, diverrà in seguito una caratteristica delle sue opere. Nel 1937 prestò servizio militare nel nord della Cina. Iniziò tardivamente, nel 1947, la carriera di scrittore con due racconti Ryoju e Togyu, vincendo il prestigioso premio letterario Akutagawa nel 1950.

Dal suo libro Honkakubō ibun fu tratto un film, con la regia di Kei Kumai, conosciuto in Italia col titolo “Morte di un maestro del tè”, Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia del 1989, forse l’opera cinematografica di maggior rilievo che sia stata dedicata alla cerimonia del tè e alla vita del maestro Sen no Rikyu.

 

TitoloAmore
Autore: Inoue Yasushi
Serie: #
Edito da: Adelphi
Prezzo: 10.00 euro
Genere: Racconti
Pagine: 118 pag
Voto:

Trama: Un piccolo hotel incastonato in una scogliera scoscesa, la spiaggia di ciottoli, il mare indaco: per Sugi, che dopo infiniti fallimenti deve affrontare anche il disonore, è l’approdo cercato – lo scenario ideale per morire. Si è concesso un unico, singolare lusso: tre giorni, il tempo necessario per leggere il resoconto del favoloso viaggio che nel XIII secolo Guillaume de Rubrouck compì attraverso l’impero dei Mongoli. Nulla tranne quel libro lo tiene legato alla vita. Ma l’unica altra ospite dell’albergo, la giovane Nami, nel registrarsi ha indicato come motivo del suo soggiorno«Mors»: forse una criptica richiesta di soccorso, o una sfida lanciata alla sorte. È fatale che fra loro nasca un silenzioso dialogo, che ha la stessa iridescenza del mare in cui entrambi hanno deciso di scomparire. E di astrali rispondenze, impercettibili cataclismi, arcane complicità, beffarde rappresaglie scatenate dai luoghi (come l’abbagliante Giardino di pietra di Kyoto) sono intessuti anche gli altri due, non meno indimenticabili, racconti qui riuniti. Racconti che esplorano, con la sovrana maestria che i lettori del Fucile da caccia ben conoscono, quell’indecifrabile e ingannevole universo che si spalanca dietro la parola «amore».

 

Recensione:

L’amore è un sentimento che verrà sempre narrato in ogni genere di libro e in ogni epoca, io credo. Oggi mi è capitato tra le mani questo splendido gioiellino che definirei in una parola poetico e che  ha saputo emozionarmi come pochi libri sanno fare. Inoltre ho trovato molte caratteristiche comuni di altri romanzi, racconti e/o autori giapponesi che io stimo profondamente. E di amore si parla, in molte sfaccettature; di amore perduto, di amore trovato, di amore “spento”. Quale di questi è amore vero? In quale vi rispecchiate di più? Oppure nessuno lo è? E’ tutto pura illusione? Avrete modo di riflettere su questo e vi ritroverete forse in uno degli amori raccontati.

In questo libro abbiamo tre racconti: Giardino di rocce, Anniversario di matrimonio ed infine La morte, l’Amore, le onde. Fin da subito sono stata trasportata in altri luoghi, descritti con semplicità e leggerezza. La semplicità non traspare solo nello stile di scrittura ma anche nel descrivere i sentimenti dei protagonisti dei racconti. Non c’è bisogno di chissà quale trama, con storie avvincenti, per costruire un buon romanzo, ma bastano delle piccole accortezze che l’autore insinua nelle righe. Bastano degli attimi di felicità quotidiana, bastano dei dialoghi tra due persone che si amano, basta essere immersi in una natura che ci affascina e che ci racconta di sè. Nel primo racconto Giardino di rocce i luoghi visitati con la moglie susciteranno in lui ricordi di amori passati e di amicizie, di attimi sereni della sua vita. E’ un racconto che sa essere malinconico e che ti porta a pensare che l’essenziale è vivere l’attimo poichè la felicità può sfuggire, ci può scivolare dalle mani. Anche in La morte, l’amore, le onde sono rimasta stupita delle sensazioni che la natura può suscitare in un animo. Il protagonista di questo racconto non è solo l’amore, trovato all’improvviso, ma anche il mare e la sua bellezza che è evidente persino davanti alla morte. Davanti alle onde, al loro fluttuare dimentichiamo persino la paura della morte.

Sono descritti  dei viaggi, metafora della ricerca di sè stessi e i personaggi di questi racconti troveranno tutti una soluzione per risolvere il loro stato di infelicità, scavando nel loro intimo, ispirati dal contatto con la Natura. L’autore nel finale dei racconti è sempre molto schietto, trova la fine in fretta, ma è un epilogo sempre aperto che voi potrete costruirvi perchè sono sicura che di questo libro ognuno potrà trovare la sua interpretazione.

Uno scrittore che sicuramente voglio conoscere meglio in futuro perchè mi ha colpito dritto al cuore lasciandomi addosso una bellissima sensazione di leggerezza, che a parole proprio non so spiegarvi.

 

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