Ancora domani di Fabio Ognibene

Fabio Ognibene;

 E’ un giovane autore di Bologna ed  ha pubblicato:
Impercettibili condensazioni sentimentali”, Giraldi editore, romanzo, 2008;
Dopo il silenzio”, Arduino Sacco editore, romanzo, 2009;
La principessa che dice le bugie”, Giraldi editore, fiaba illustrata, 2009».

Titolo: Ancora Domani
Autore: Fabio Ognibene
Edito da: Smasher
Prezzo:12 euro
Genere: Romanzo Contemporaneo
Pagine:  140 pag
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Trama: Il personaggio principale di questo romanzo racchiude in sé due registri dicotomici dell’essere umano: la straordinaria bellezza e la quotidiana mediocrità dell’attesa di una forma da dare alla propria vita. È l’insieme delle manie, delle consuetudini dei gesti, dell’assonanza dei pensieri, della definizione faticosa delle relazioni che popola questo romanzo.

È come se conoscere il reale nome del protagonista principale non rappresentasse una necessità, non avesse poi tutta questa importanza. Anche il lettore, ad un certo punto, così invaso dalle pieghe delle pagine e dagli intrecci relazionali, dimentica di chiedere allo scrittore: “Ehi, ma come si chiama il tuo personaggio?”. Né interessa sapere l’indirizzo, l’abitazione, il colore dei maglioni o dei calzini.

Avrà pure trentacinque anni, sarà pure un ex collega della quarantenne Greta, ma non ci importano questi dettagli anagrafici del personaggio e degli abitanti della sua vita.
Interessano di più le sue mani, il suo modo di essere “un pazzo tra i pazzi”, un essere come ne esistono tanti al mondo, moltiplicati per quante facce siamo e per quanti rapporti indossiamo.

Il Prode, così soprannominato, è un personaggio che circumnaviga attorno a donne e a uomini, a desideri che pensa di conoscere, ma che non acciuffa mai. Non per distrazione, né per mancanza di desiderio. Ma per quello strano destino che viene racchiuso nei tipici passaggi degli “sliding doors” della nostra vita (…e se non avesse lasciato così facilmente Alice? Se avesse insistito, quella sera, di fronte a quel portone chiuso in faccia?).

 

Recensione:

Recensione di Debora

C’è un’ importante premessa che vorrei fare prima di andare a parlare di questo libro. Non mi è piaciuta la prefazione, troppo prolissa, che già vuole giudicare il libro, ancor prima che il lettore inizi a gustarselo. La interrompo dopo poche righe perché ho paura che mi sveli troppo, che mi anticipi la trama; io, invece, quando inizio un libro non voglio che mi venga svelato troppo ma soprattutto odio che mi vengano propinate delle “chiavi di lettura” per comprendere meglio la morale del libro o l’intento dell’autore. Il libro è mio (eh sì, sono possessiva, lo ammetto) e devo trovarla io la mia visione dei fatti. Se volete leggere la prefazione, di cui trovate sopra nella sezione Trama un breve estratto, potete andare sul sito della casa editrice http://www.edizionismasher.it/fabioognibene.html .

Veniamo allo stile di Fabio Ognibene, che scrive in maniera molto diretta, andando subito al sodo, senza fronzoli o giri di parole che allungano il brodo. Molti fatti il lettore li conosce grazie alle parole, ai dialoghi tra i protagonisti. C’è da dire che però in alcuni punti del romanzo inserisce alcune frasi più elaborate, quasi un tentativo di diventare più poetico con frasi metaforiche. Belle sì, ma le ho trovate un po’ una forzatura. Poi incontriamo tra le pagine del libro questa Alice (scusate ma, già dal nome che ho sentito e risentito nella letteratura, mi sta antipatica) che è presente nel romanzo perché è un’ossessione del nostro protagonista senza nome, ma che noi non vedremo mai nella storia.

Se l’autore, con Ancora Domani, ci ha voluto raccontare la vita sgretolata di oggi, dove ognuno è affetto dal male di vivere, dalla solitudine, dalla depressione, ebbene ci è riuscito perché il romanzo è popolato da pazzi. Io non mi rispecchio nella vita di queste persone (per fortuna!!), nella quotidianità che l’autrice della prefazione esalta tanto. Ma forse qualche altro lettore si troverà bene tra queste pagine.

Non dico che non mi sia piaciuto perché non è così; la lettura risulta scorrevole e anche divertente per le situazioni assurde in cui si trova il protagonista. Ma è una risata amara.

Una nota positiva per la copertina che rispecchia il romanzo; una copertina bianca, con delle panchine sullo sfondo, che personalmente mi hanno trasmesso solitudine e molta ansia. Sentimenti che ho trovato anche nei protagonisti del libro.

 

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