AnimeLab: Alice to Zouroku

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Quando i manga arrivano allo schermo…
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Alice to Zouroku

Anime

Titolo: Alice to Zouroku
Studi d’animazione: J.C. Staff
Regista: Katsushi Sakurabi
Genere: Seinen, Magia, Psicologico
Anno di trasmissione: 2017
Rete televisiva: AT-X, Tokyo MX, SUN, KBS
Autore Manga: Tetsuya Imai
Episodi: 12
Voto: 7,5/10

 

Trama

La storia ha inizio quando Sana, chiamata “Regina Rossa” fugge dal laboratorio in cui era tenuta prigioniera. La bambina è una degli orfani che possiede il potere chiamato “Sogni di Alice, un’abilità che le consente di manifestare nel mondo reale qualunque cosa riesca a immaginare. In fuga dall’organizzazione che la bracca, Sana si ritrova per la prima volta nello sconosciuto mondo reale, dove incontra per caso il vecchio Zouroku.

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Recensione

di Francesco Mirabella

Non credo che Alice to Zouroku si troverà in molte Top 10 List alla fine dell’anno. A essere proprio onesto è un anime difficile da inquadrare; le scene d’azione, per quanto ben fatte, sono poche e sicuramente non il fine ultimo della storia. La magia è un elemento che domina la scena, ma non è la scena, bensì solo un mezzo per portare avanti la caratterizzazione dei personaggi. Personaggi che si pongono domande, che hanno dubbi e paure. Il primo episodio dura ben 44 minuti e non sembra distaccarsi troppo dai canoni del genere: personaggi dotati di poteri magici, un’organizzazione amorale, inseguimenti che finiscono con il distruggere parte della città… una volta fatto questo, però, lo show cambia radicalmente.

Alice to Zouroku non si vergogna di porsi domande non banali e, supportato da una sceneggiatura intelligente quando non geniale e da un’eccellente colonna sonora, lo spettatore non può fare a meno di porsi le stesse domande. Lo show non è pretenzioso né arrogante, non vuole essere solo uno spettacolo per intellettuali. Non prende l’ormai abusata piega “dark”, né vuole sottoporre lo spettatore a un costante stato di shock. Una scelta che ha il merito di rendere quella poca violenza presente nello show molto più vera e molto più sentita, tenendo lo spettatore sulle spine senza cercare di disgustarlo con squartamenti e altro. Ma, e qui mi ripeto, queste scene sono soltanto una piccola parte dello show.

Il punto forte di questo show sono sicuramente le scene in cui i personaggi affrontano i loro sentimenti, in cui dimostra un’abilità di trasmettere il peso della scena, far percepire il pathos, come pochi altri show; sono scene credibili, realistiche, mai esagerate. Dopo la fuga dall’organizzazione, Sana si comporta con l’arroganza che ci si aspetta da una persona pienamente consapevole di poter alterare la realtà a suo piacimento, provocando non pochi problemi a Zouroko. Il personaggio, però, si evolve e cresce e non lo fa imparando a controllare i suoi poteri (anzi, il provare emozioni con cui ha poca familiarità la confonde e rende instabili i suoi poteri) ma accettando che questo suo dono è una parte importante di sé e che non è l’unica cosa che la definisce come individuo.

Zouroko è un personaggio interessante: fumatore, irritabile, senza una gran cerchia sociale (ma senza neanche essere un solitario), si occupa di addobbi floreali e di sua nipote. Se Sana è il personaggio presente nel marketing, quello per cui magari si decide di guardare l’anime, allora Zouroko è il personaggio che si ricorda. Zouroko è il personaggio più realistico della storia, in grado di comprendere le sue limitazioni e le sue mancanze. C’è una frase che lo definisce più di tutte, e che vale la pena riportare per intero:

“se c’è una cosa di cui sono sicuro è che nessuno in questo mondo è perfetto. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro perché ci sono cose che non possiamo fare da soli, non importa quanto capaci o intelligenti possiamo essere”.

Zouroku domina lo show, è “fonte di saggezza” senza atteggiarsi mai a vecchio saggio ma rimanendo semplicemente un nonno. E per quanto non prenda parte all’azione, com’è lecito aspettarsi da un personaggio di quell’età, in un mondo in cui c’è chi riesce a materializzare mitragliatrici e fucili d’assalto dal nulla, si presenta comunque come un personaggio genuinamente tosto, che non esita a correre dei rischi o a rimproverare delle bambine che si comportano male; questo sembra essere poca cosa, se non si tiene presente che dette bambine hanno appena provocato gli stessi danni di un bombardamento in città…

Tuttavia, esclusi i personaggi principali, non ci saranno altri personaggi memorabili. La caratterizzazione del resto del cast promette profondità e lascia intuire che ci sia più di quanto non sembri, ma non va oltre. I personaggi secondari hanno tutti qualche battuta che li definisce, un momento sotto i riflettori e qualche flashback, con l’unica eccezione di Hatori nelle ultime due puntate.
Innumerevoli i riferimenti ad “Alice nel Paese nelle Meraviglie.” Wonderland è il luogo creato da Sana con i suoi poteri, uno spazio che si estende a dismisura all’interno del mondo reale senza confini. Il Bianconiglio funge sia da mezzo di comunicazione con il mondo esterno che da guida per Sana e Hatori all’interno di Wonderland, due dei personaggi sono gemelli e persino lo stregatto fa una sua apparizione. L’unica problema che ho al riguardo è che non viene mai spiegato il perché di questi numerosi riferimenti. Da nessuna parte Sana, creatrice e parte di Wonderland, soprannominata Regina Rossa, fa intuire d’aver anche solo una minima conoscenza del testo. Comunque, è un difetto da poco.

La qualità generale dell’anime è molto buona. La colonna sonora è orecchiabile e accompagna le scene in modo eccellente e anche opening e ending sono orecchiabili sebbene non memorabili. Le visuali sono interessanti, sopratutto Wonderland e l’evocazione del MirrorGate e le scene d’azione sono rese con la giusta dinamica e drammaticità, ma non sempre riescono a reggere il ritmo e il CGI non è perfetto. Vale la pena far notare la cura nei personaggi, che cambiano spesso abito e pettinature. Akio Ootsuka (doppiatore veterano che annovera tra i suoi ruoli quello di Batou nella serie di Ghost in the Shell e Souther nel primo film della pentalogia di Ken il Guerriero) domina sul resto del cast, ma anche Hitomi Ohwada è da lodare per la sua interpretazione di Sana. 

Alice to Zouroku è un anime che può trarre in inganno chi vi si avvicina perché attratto dalla premessa e dal materiale promozionale. Intelligente, non sempre facile da seguire ma mai troppo filosofico, è comunque intrigante e divertente, anche se non sarà certo uno dei “Must See” del 2017.

 

 

 

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Imai Tetsuya è l’autore del manga originale. Classe 1983, Alice to Zouroku è il suo primo lavoro a raggiungere il mainstream.

Editing by Fede

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