AnimeLab: Made in Abyss

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Quando i manga arrivano allo schermo…
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Made in Abyss

Titolo: Made in Abyss
Studi d’animazione: Kinema Citrus
Regista: Masayuki Kojima
Genere: Seinen, Avventura, Fantasy
Anno di trasmissione: 2017
Rete televisiva: AT-X, Tokyo MX, SUN, KBS
Autore Manga: Akihito Tsukushi
Episodi: 13
Voto: 10/10

 

Trama

Rico è una bambina e vive nell’orfanotrofio di Orth, una città situata sull’orlo dell’Abisso. L’Abisso è un luogo misterioso, pieno di reliquie di una civiltà perduta ma anche di mostri e di misteri. Un giorno, durante una missione nel primo livello dell’Abisso, Rico viene attaccata da un mostro decisamente al di fuori della sua portata, ma viene fortunatamente salvata da Reg, un robot dall’aspetto molto simile a quello di un bambino umano…

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Recensione

di Francesco Mirabella

Se non avessi letto che Made in Abyss è stato prodotto dallo studio Kinema Citrus, avrei creduto che dietro ci fosse lo Studio Ghibli. Ecco, la recensione potrebbe anche chiudersi qui, con questo pensiero sintetico. Made in Abyss è un prodotto di qualità elevatissima che va ben oltre il rendere giustizia al manga che porta sullo schermo, ma s’impegna a dar vita a quel mondo fantastico e terrificante disegnato da Akihito Tsukushimi. A volte è possibile capire se vale o meno la pena seguire un anime già dal primo minuto; per Made in Abyss bastano 30 secondi. Nei primi 30 secondi dello show notiamo subito uno scenario magnifico, ma senza personaggi visibili e sopratutto la visuale che va dal basso verso l’alto, creando un senso di verticalità. E guardando in basso, non in alto, vediamo delle nuvole. Non sappiamo neanche di cosa tratti lo show, ma si ha già la sensazione di risalire da un profondo abisso.

Made in Abyss sembra presentarsi come un anime dedicato alle avventure di due ragazzini, ma non è un anime per bambini. Come Madoka, Youjo Senki o Alice to Zouroku, sfrutta un design che normalmente non viene associato al tipo di storia che racconta. Una storia ambientata in una città costruita intorno a un abisso profondo decine di chilometri, ed è un mistero cosa ci sia in fondo. Nell’abisso ci sono reliquie di una civiltà antica e sconosciuta, oggetto di studio e raccolta da parte degli esploratori. Ma l’Abisso è pieno di insidie che aumentano per numero e pericolosità ad ogni livello. E tornare su non è facile, perché più in profondità si scende e più dura sarà la maledizione dell’abisso.

C’è tanto da scoprire su questo mondo, ma l’anime non si perde nel costruire un mondo attraverso lunghe esposizioni, preferendo concentrarsi sui due protagonisti e il mondo ci viene illustrato attraverso i loro occhi e le loro orecchie, passo dopo passo. Un mondo apparentemente meraviglioso che nasconde in realtà un lato terribile, che va ben oltre la semplice minaccia delle creature mostruose che lo abitano.

Molti anime apparentemente per adulti hanno in realtà solo una maschera di maturità composta da violenza gratuita, sadici cattivi degni dei peggiori film di James Bond e filosofia da quattro soldi. Quello che distingue un anime ben fatto da questi non è la mancanza di questi elementi, ma il modo in cui vengono trattati. Made in Abyss ne è un perfetto esempio: ci saranno momenti violenti e scene che non sfigurerebbero in un prodotto horror, ma nessuna di queste sarà mai forzata, ma sarà al contrario il prodotto del naturale svolgersi della storia, una storia di crescita e di sopravvivenza. Made in Abyss è un’avventura, ma un’avventura in un mondo pieno di pericoli che sembrano essere sempre imminenti e, sopratutto, concreti. Il rischio che i protagonisti non arrivino a vedere la fine del loro viaggio è sempre costante e credibile.

Made in Abyss presenta un ottimo cast di personaggi. Rico e Reg, i protagonisti, sono il motore della storia, e presentano un’ottima dinamica. La loro amicizia è genuina e senza ulteriori fini, le loro abilità sono complementari e, per usare altri termini, diventa facile immedesimarsi in questi personaggi e tenere davvero per loro. A questi due si affianca un nutrito gruppo di personaggi secondari, ognuno dei quali è ben delineato e facilmente distinguibile. Spiccano tra tutti Ozen, l’Inamovibile, caratterizzato da un design grafico e sonoro unico (come si fa a non avere un brivido quando si sente il suono che la schiena di Ozen fa quando si rialza?) e Nanachi. Quest’ultima in particolare ha un aspetto tenero e sembrerebbe essere quasi una mascotte, se non fosse che dietro questo suo aspetto tenero c’è una storia orribile e terrificante, degna dell’Abisso.


La qualità dell’anime è eccellente. La cura dei dettagli negli sfondi e nel creatures design è ai massimi livelli, donando vita ed energia all’immagine, creando un prodotto eccellente. Opening ed Ending sono simpatiche e orecchiabili anche se non memorabili o, almeno, non al livello di altre Openings ed Endings di questo 2017, ma il comparto sonoro dà il meglio durante lo show, esibendo un montaggio sonoro e un editing dei massimi livelli, creando così un anime piacevole da vedere e da sentire. Nei doppiatori spicca la voce di Rico, Miyu Tomita; doppiatrice giovane (classe 1999) quest’anno è già comparsa nel divertente Gabriel Dropout e Hinako Note come protagonista e in Ballroom e Youkoso, Sin: Nanatsu no Taizai e Ousama Game come membro del cast di supporto. In generale, non è possibile trovare un difetto a quest’anime se non il finale che lascia la storia in sospeso, purtroppo una necessità visto che il manga adattato è ancora in corso di pubblicazione.

Made in Abyss è un capolavoro, che riesce a far vivere sullo schermo il suo mondo e i suoi personaggi, rendendoli memorabiliE riesce a farlo senza far uso di spiegazioni e spiegoni vari, ma attraverso l’uso di visuali, character design e dialoghi. Un anime da vedere assolutamente.

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Akihito Tsukushi è l’autore del manga originale. Ha lavorato come Character Designer in Otogi Juushi Akazukin nel 2007. Made in Abyss è il suo primo manga.

 
 
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