AnimeLab. Oggi parliamo di ‘A silent voice’ di Reiko Yoshida

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Quando i manga arrivano sullo schermo…
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A silent voice
di Reiko Yoshida

Film

Titolo: A silent voice
Studi d’animazione: Kyoto Animation
Regista: Naoko Yamada
Sceneggiatura: Reiko Yoshida
Genere: dramma scolastico, adolescenziale
Anno di trasmissione: 2016
Autore manga: Yoshito Oima

Voto: 7.5/10

Trama

Shoya Ishida è un bambino vivace delle elementari che passa ogni giorno ad affrontare diverse prove di coraggio insieme ai propri amici. La sua vita cambia quando in classe arriva una nuova alunna: Shoko Nishimiya, una bambina sorda che usa un quaderno per comunicare con gli altri. A causa della sua sordità, la bambina diventa subito vittima di scherni e atti di bullismo da parte sia del resto della classe sia in particolare da Shoya stesso, ma proprio a causa di ciò, Shoko lascerà poi la scuola e tutta la colpa ricadrà sul suo principale oppressore. Diventato ora vittima di bullismo lui stesso, Shoya si chiuderà quindi sempre di più in sé, finché anni dopo, una volta diventato studente delle superiori, non ritroverà Shoko con la volontà di iniziare il suo percorso di redenzione per gli errori del passato.

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Recensione

di Persefone

 

“You have to learn to love even the things  you hate about yourself and move forward”

 A Silent Voice è un film delicato ed emozionante, che ha come tema principale il bullismo. Dopo aver visto il trailer, ne sono rimasta subito colpita e la visione non ha deluso le mie aspettative.

I protagonisti sono dei giovani liceali che, attraverso un doloroso percorso di redenzione, cercheranno di riallacciare i rapporti e perdonarsi a vicenda.

Il film inizia presentandoci il protagonista liceale, Ishida, e la sua routine frenetica. Il ragazzo ha un obiettivo, ma quando lo spettatore scopre il suo reale scopo rimane spiazzato. La successiva calma, segno del profondo disagio di Ishida, culmina con un tentativo di suicidio. Dato che ci troviamo nei primi minuti del film, lo spettatore non ha la minima idea del motivo che ha spinto il giovane a questo punto.

Il passaggio di uno stormo di uccelli distrae il protagonista, che alla fine rinuncia al suo intento. Qui parte un lungo flashback, nel quale vengono mostrati gli eventi dolorosi che hanno spinto Ishida al limite.

Allo spettatore viene così mostrata la vita alle elementari di Ishida e l’evento che sconvolgerà per sempre la sua vita. Il bimbo è circondato da amici, è popolare ed attira le simpatie dei suoi compagni, finché l’arrivo di una nuova alunna non modifica questo equilibrio. La nuova compagna di classe è Nishimiya, una bambina sorda. La piccola si presenta con un quaderno tra le mani, attraverso il quale comunicherà con i suoi compagni. Dopo i tentativi iniziali della classe di coinvolgere la nuova arrivata, i compagni iniziano ad isolarla, allontanarla e soprattutto scrivere cattiverie sul suo quaderno. La bambina risponde però sempre con sorrisi, cercando di ignorare le cattiverie e il cinismo che la circondano.

Ad un certo punto mi è sembrato che Nishimiya quasi giustificasse la malignità dei compagni, che si addossasse la colpa di quelle azioni spietate. Anche quando ci viene presentata da liceale, la vediamo auto-isolarsi e riporre troppe responsabilità alla sorella minore. Infatti quest’ultima si annulla nel tentativo di aiutare la sorella maggiore, per poterle offrire più attenzioni possibili.

Il più crudele dei compagni è Ishida, che non perde occasioni per deridere la compagna, fin quando si spinge a romperle vari apparecchi acustici. Esasperata dalla situazione, Nishimiya è costretta a cambiare scuola. Ed è qui che inizia il periodo buio del protagonista. Infatti i suoi amici iniziano ad allontanarlo, ad additarlo come bullo, fin quando Ishida rimane completamente da solo.

Giunti a questo punto la narrazione viene riportata al presente e all’incontro tra Ishida e Nashimiya. I due si rivedono ormai cresciuti e il ragazzo tenta di tutto pur di riallacciare i rapporti e creare una genuina relazione con la ex compagna. I due si riavvicinano, ma questo non è sufficiente per Nishimiya, la quale continua a vivere con il peso delle crudeltà subite, e questo la spingerà a commettere un gesto estremo.

Tuttavia, dopo un climax emotivo nel quale i compagni coinvolti si ritrovano per chiarire una volta per tutte ogni incomprensione, la storia ha un lieto fine. I ragazzi si riuniscono il giorno del diploma e insieme guardano al futuro e alle numerose possibilità che hanno.

Nel suo insieme il film mi è piaciuto molto, mi sono anche commossa perché le tematiche delicate vengono affrontate in modo da colpire il lettore e far passare un messaggio. La storia parla di come il bullismo, le discriminazioni e la cattiveria delle persone possano infliggere delle ferite che non si rimargineranno mai. Ishida intraprende un percorso di redenzione per perdonare i suoi amici ma soprattutto se stesso, ma è ben lontano dal dimenticare tutto il dolore che ha causato e quello che ha subìto, dopo essere diventato lui stesso una vittima.

Il film mostra chiaramente e in modo efficace la difficoltà di comunicare che spesso caratterizza l’età dell’adolescenza, la solitudine e l’ipocrisia che regnano nella società. I compagni di classe fanno finta di non vedere e, non appena hanno l’occasione, si tirano indietro e puntano il dito su Ishida. Ho adorato il modo in cui la sceneggiatrice ha reso il crescente isolamento di Ishida. Infatti le persone che circondano il giovane hanno un croce immaginaria sul proprio volto, tranne quello di cui il protagonista si fida, come la sua famiglia. La croce rappresenta la difficoltà di aprirsi agli altri, la paura di essere giudicati, il dolore profondo che Ishida prova.

La scena più toccante è stata quella in cui, una volta accettato il suo passato ed essersi chiarito con i suoi compagni, Ishida lascia cadere tutte le croci che ricoprono i volti della gente. Il ragazzo ha compreso che può continuare a vivere ed essere felice, nonostante quello che è accaduto.

I personaggi sono ben tratteggiati, anche se i due protagonisti risultano a tratti troppo stereotipati seguendo il percorso canonico della redenzione che permetterà a i due di diventare amici. Il personaggio che mi ha convinto meno è stato proprio Nashimiya perché resta immobile a subire gli eventi. Ma forse questo è stato un espediente per mostrare come chi è vittima di discriminazione abbia difficoltà a comunicare il suo disagio.

I disegni sono semplici e lineari: il punto forte del film sono appunto le tematiche.

A silent voice è un film toccante, che tratta in modo delicato dei temi attuali e molto complessi.

 

 

 

 

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Reiko Yoshida

Yoshida Reiko è una sceneggiatrice e mangaka nata nella prefettura di Hiroscima nel 1967. I suoi lavori più celebri sono, Kaleido Star, Aria, Maria-sama ga Miteru, D.Gray-man, K-On!, Bakuman and Girls und Panzer, grazie al quale ha vinto il premio come miglior sceneggiatutra nel 2014 Il suo lavoro più celebre è il manga Tokyo Mew Mew del 2003.

 

 

editing by CriCra

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  1. […] Il film è tratto dall’omonimo manga di Yoshitoki Ōima, pubblicato in Italia da Star Comics. Qui trovate la nostra recensione! Data: 24-25 […]

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