AnimeLab: oggi parliamo di ‘Attack on Titan’ – prima stagione

AnimeLab
Quando i manga arrivano sullo schermo…
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Attack on Titan
di Hajime Isayama

Anime

Titolo: Attack on Titan
Studi d’animazione:  Wit Studio, Production I.G
Regista: Tetsuro Araki
Sceneggiatura: Yasuko Kobayashi
Genere:  azione, fantasy, drammatico
Anno di trasmissione: 2013
Rete televisiva: MBS, Tokyo MX, TVA, BS11
Autore manga: Hajime Isayama
Episodi: 25

Voto: 8.5/10

Trama

Nell’anno 845 compare un gigante alto circa 60 metri, che con un calcio crea una breccia nella cinta esterna del Wall Maria, presso il distretto di Shiganshina. I giganti sciamano al suo interno divorando quanti più umani possibile, mentre questi cercano inutilmente di difendersi e trasferire più gente possibile all’interno della seconda cerchia di mura; ma prima che gli uomini riescano a chiudere la porta interna delle mura, un gigante corazzato la sfonda con un colpo e gli umani sono costretti a ripiegare sul Wall Rose. Tra i sopravvissuti alla tragedia vi sono i tre protagonisti della storia: Eren Jaeger, Mikasa Ackermann e Armin Arelet. Nel giorno dell’irruzione dei giganti, Eren perde sua madre, la quale viene divorata davanti ai suoi occhi. L’accaduto genera nel bambino, già impulsivo di natura, un odio verso i giganti superiore alla paura nei loro confronti, ed egli giura di sterminarli tutti. Mikasa è un’orfana che dopo la perdita dei suoi genitori ha vissuto sotto l’ala protettiva della famiglia Jaeger, ma quel giorno — così come Armin, il miglior amico di Eren — anche lei perde tutto. A cinque anni di distanza dall’accaduto, i tre amici sono cresciuti e sono entrati a far parte dell’esercito, quando i giganti si presentano di nuovo. Per Eren, Mikasa, Armin e le altre reclute inizia così un crudele battesimo del fuoco.

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Recensione

di Persefone

 

” Quel giorno l’umanità ricordò la paura di una vita sotto il loro dominio… L’umiliazione di vivere come uccelli in gabbia”

Attack on Titan è un anime intenso, brutale e con una fitta trama di misteri. Era da molto tempo che ne sentivo parlare, infatti è uno degli anime più celebri degli ultimi anni, ma per i temi trattati avevo rimandato la visione.

L’anime è ambientato in un medioevo post-apocalittico, nel quale l’esigua popolazione rimasta vive circondata da tre cerchie di mura: Wall Rose, Wall Maria e il Wall Sina, infatti al di là delle mura si trova il più grande nemico dell’umanità: i giganti. Di queste creature umanoidi, alte più di tre metri, non si sa nulla, tranne che divorano l’uomo.

La vivenda inizia in media res, espediente che immerge nel migliore dei modi lo spettatore, quando due giganti mai visti prima fanno breccia nella prima cerchia di mura e compiono una strage; “la peggiore che l’umanità abbia mai visto”.

In questo frangente ci viene presentato il protagonista, Eren Jaeger, un ragazzino che si vede distrutta la sua famiglia dopo l’attacco del Titano Colossale. Il protagonistra da allora nutre un profondo rancore verso quelle creature e vive con l’unico scopo di vendicarsi e uccidere tutti i giganti. Eren è un personaggio ben caratterizzato, che ha uno sviluppo notevole nel corso della stagione: i sentimenti violenti lo spingono ad agire d’istinto pur di sconfiggere il nemico dell’umanità e proteggere i suoi compagni dell’esercito. Tuttavia questa rabbia impulsiva verrà incalanata e guidata, infatti Eren imparerà a proprie spese che a volte e meglio ammettere la sconfitta e pianificare il prossimo attacco.

Le tre cinta di mura sono protette dall’esercito, suddiviso in tre corpi: Guarnigione, Gendarmerie e di Ricerca. Quest’ultimo ha come obiettivo quello di raccogliere più informazioni possibile sui giganti, in modo da poterli sconfiggere, ed è per questo che organizza periodiche spedizioni fuori le mura. Questo è il corpo con maggiori perdite, ma composto dai migliori soldati. Eren e i suoi amici Armin e Mikasa si arruolano nel Corpo di Ricerca per poter realizzare il loro sogno di libertà.

Armin ed Eren sognano un mondo senza muri o barriere, un luogo dove l’uomo non si debba sentire insignificante e vivere nella paura. Mentre molti cittadini hanno accettato una vita protetta ma in gabbia, Eren non l’ha mai accettato, così come i componenti del corpo di ricerca. Il comandante Erwin e i capi squadra Levi e Hanji hanno le stesse aspirazioni del giovane Eren, ma la capacità e l’esperienza di saper accettare le sconfitte e le numerose morti.

La tematica della ricerca della libertà ci viene quindi presentata da due punti di vista: quello più impulsivo e rabbioso di Eren e quello più consapevole e maturo di Erwin. Il punto di forza dell’anime è lo spessore psicologico che si cela dietro i personaggi: nonostante l’umanità sia in ginocchio, sottomessa e travolta da qualcosa che non può sconfiggere, continua a lottare e a cercare il proprio riscatto.

Un altro punto di forza di Attack on Titan è sicuramente la fitta trama di misteri e segreti che tengono lo spettatore col fiato sospeso fin dalle prime puntate: infatti lo spettatore è messo sullo stesso livello dei personaggi e vive la loro angoscia di non sapere quello che sta accadendo. Non sappiamo cosa sono i giganti, da dove vengono, chi ha costruito le mura, perché Eren ha un’abilità speciale, perché alcuni umani sembrano ostacolare le spedizioni. L’anime è un continuo domandarsi cosa accadrà e chi sopravviverà con un ritmo frenetico e delirante.

Attack on Titan è un anime violento, con numerosi versamenti di sangue, cinico e inarrestabile.

La caratterizzazione dei personaggi è ben riuscita, nonostante siano numerosi. Ognuno di essi è tratteggiato nei più piccoli dettagli e possiede un segreto che non vuole svelare a nessuno. I protagonisti continuano a lottare contro una realtà che vuole divorarli ed eliminarli: una realtà crudele, indifferente e cinica.

Attack on Titan si presenta nel migliore dei modi anche sotto l’aspetto grafico. A differenza del manga che trasmette questo senso di angoscia e sconfitta attraverso tratti scuri, severi e rigidi (poco piacevoli alla vista), l’anime ha disegni chiari, ben tratteggiati con particolari sorprendenti e mai sfocati e anche nelle numerose scene di lotta e di movimenti rapidi il disegno è nitido, offrendo allo spettatore un’ottima qualità tecnica.

Nota di elogio finale va alla sigla iniziale, che attraverso il suo ritmo incalzante e frenetico, immerge immediatamente lo spettatore in questo mondo feroce e brutale, ma dove è ancora possibile lottare con coraggio per la libertà.

 

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Hajime Isayama

Nato il 29 Agosto 1986 ad Ōyama, nella prefettura di Ōita della regione Kyūshū, in Giappone. Dopo essersi diplomato alla Ōita Prefectural Hitarinkou High School, si è immatricolato nel corso di Cartoon Design del dipartimento di Arti Animate, all’università Kyushu Designer Gakuin. Dopo la laurea, si è trasferito a Tokyo ed ha iniziato a lavorare ai suoi manga. Nel 2006, si è candidato al Magazine Grand Prix conosciuto come “MGP”, promosso da Kodansha Ltd. e il suo lavoro “L’attacco dei giganti” (Shingeki no Kyojin) ha vinto il premio come “Fine Work”.

 

 

editing by Simo

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