AnimeLab: Sakura Quest

AnimeLab
Quando i manga arrivano allo schermo…
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Sakura Quest

 

Titolo: Sakura Quest
Studi d’animazione: P.A. Works
Regista: Soichi Masui
Genere: Seinen, Slice of Life
Anno di trasmissione: 2017
Rete televisiva: AT-X, Tokyo MX, SUN, KBS
Autore: Masahiro Yokotani
Episodi: 25
Voto: 7,5/10

 

Trama

Yoshino è una ragazza che cerca disperatamente un lavoro a Tokyo, ma nessuno dei suoi colloqui è andato a buon fine. Frustrata di fronte all’idea di essere costretta a tornare a casa nelle campagne, la fortuna sembra finalmente sorriderle quando le viene offerta la posizione di “Regina” nel comitato per il Turismo del piccolo villaggio di Manoyama. Non avendo altra scelta, si reca sul posto solo per scoprire che il lavoro le è stato offerto per via di uno scambio di persona dovuto alla pessima grafia del direttore ma nessuna delle parti ha modo di tirarsi indietro. Così Yoshino si trova a lavorare per un anno in questo villaggio ormai decadente…separatore2

Recensione

di Francesco Mirabella

La maggior parte delle storie più o meno realistiche (e buona parte di quelle fantasy) negli anime e nei manga è ambientata durante i tre anni del liceo1. Non è difficile capire perché: prima di tutto, si tratta della stessa fascia d’età di buona parte del target a cui questi prodotti sono indirizzati e quindi è più facile immedesimarsi nei personaggi (e di conseguenza acquistare DVD e altri prodotti collegati), ma anche perché gli anni del Liceo sono quelli che permettono una maggiore libertà nella narrazione.
Sakura Quest segue il periodo immediatamente dopo il corso di studi e la sua protagonista sta per completare il suo corso di studi e cerca, senza troppo successo di inserirsi nel mondo del lavoro: una tematica familiare a tutti coloro che, una volta concluso il percorso di studi, sono consapevoli delle difficoltà che comporta il cercare un lavoro.

Sakura Quest è un anime di taglio marcatamente realistico, con personaggi umani che affrontano problemi umani. Il quintetto di protagoniste è composto da 5 ragazze diverse tra loro, ognuna con i propri sogni, obiettivi e bagaglio di fallimenti e problemi. Questo anime sfrutta pienamente i 25 episodi, riuscendo a dare il giusto spazio ad ognuna di loro attraverso diversi archi narrativi inseriti nel più ampio contesto del loro lavoro insieme a Manoyama per riportare vitalità al villaggio, il che porta ad avere un’eccellente caratterizzazione dei personaggi. Anche i personaggi di supporto si presentano in maniera chiara, distinta, ognuno con la sua storia tanto che, alla fine, si ha l’impressione di conoscere davvero questo piccolo villaggio e chi lo abita.

Sono questi personaggi a essere la forza che traina quest’anime, nessuno sembra essere artefatto o falso, non si fatica minimamente a capirli e a condividere la loro preoccupazioni: che sia la delusione di una carriera mai davvero avviata, il sentirsi isolati o il vedere la città che si ama deperire inesorabilmente.

Tuttavia, questa è un’arma a doppio taglio. Se da un lato il realismo dei personaggi è la forza di questo anime, dall’altro questo stesso realismo limita ovviamente le possibilità. Ne consegue che non ci saranno scene particolarmente memorabili, momenti che verranno per sempre associati a quest’anime; sia chiaro, questo non è di per sé un male perché questo anime, per la sua stessa natura, non le richiede e anzi, darsi al virtuosismo visivo sarebbe stato fuori posto ma la conseguenza è che sarà difficile attirare uno spettatore occasionale.

Valutare singolarmente ogni puntata sarebbe difficile, oltre che sbagliato. Questo anime va visto e valutato nel suo insieme, perché solo così si può avere veramente un’idea di quello che è e di cosa vuole raccontare.

L’anime è di buona qualità, caratterizzato da un character design piacevole e ben distinto, animazione fluida ed eccellente scelta di colori. Niente di eccezionale, unico o nuovo, sia chiaro, ma rimane comunque bello da vedere, non dà fastidio e soprattutto aiuta a conferire ai personaggi una loro identità distinta che permette di riconoscerli al primo sguardo.

L’animazione è di buona qualità, così come la cura del background che riesce a trasportare sullo schermo l’identità di questo villaggio di Manoyama, con i suoi problemi e le sue peculiarità. Solido anche il lavoro di doppiaggio che vanta la presenza di Seiyuu esperti come Mikako Tomatsu, Anzai Chika e il veterano Ono Atsushi e segna il terzo ruolo da protagonista per la giovane Nanase Ayaka. Opening Themes e Endings sono piacevoli e, pur non essendo particolarmente memorabili, raccontano la loro storia.
Sakura Quest è il terzo anime ambientato nel mondo del lavoro prodotto dallo studio P.A. Works, dopo Hanasaku Iroha e Shirobaku e mantiene la struttura di successo (un gruppo di 5 protagoniste) e lo stile dei suoi predecessori; è una storia di crescita e di cambiamenti, della difficoltà di seguire i propri sogni e di sapersi adattare alla realtà dei fatti. Sakura Quest forse non attirerà lo spettatore occasionale, ma rimane comunque un Anime che vale la pena vedere.

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Masahiro Yokotani  è uno sceneggiatore e si è occupato della scrittura e della supervisione del copione di numerosi anime, tra cui Beelzebub, Shimoneta e Re:Zero

¹: nel sistema d’istruzione giapponese, il periodo d’istruzione superiore dura solamente tre anni.

 

edit by Simo

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