AnimeLab: Sakurada Reset di Shin’ya Kawatsura

AnimeLab
Quando i manga arrivano allo schermo…
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Sakurada Reset

di Shin’ya Kawatsura

Anime

Titolo: Sakurada Reset
Studi d’animazione: David Production
Regista: Shin’ya Kawatsura
Genere: Seinen, Science Fantasy
Anno di trasmissione: 2017
Rete televisiva: AT-X, Tokyo MX, KTV, BS11
Autore Light Novel: Yutaka Kōno 
Episodi: 24
Voto: 8/10

 

Trama

Nella città di Sakurada si verifica uno strano fenomeno per cui tutti gli abitanti posseggono una differente abilità speciale. Kei Asai, il protagonista, viene spinto dalla sua amica Soma a incontrarsi con Misora Haruki, una strana ragazza che possiede l’abilità di riportare il mondo allo stato in cui era fino a tre giorni prima, un reset, ma, in quanto non immune dalla propria abilità, questo Reset è assolutamente inefficace. Ma l’abilità di Kei Asai è quella di avere una memoria da cui niente può venire cancellato, neanche dalle abilità speciali. Così Soma incoraggia i due a creare un Service Club, risolvendo problemi che di volta in volta si presenteranno…

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Recensione

di Francesco Mirabella

Lo studio David Production è conosciuto ai più per aver prodotto JoJo’s Bizzarre Adventures (2012) e i suoi sequel, Stardust Crusader e Diamond is Unbreakable. Bene, non credo che lo studio potesse produrre un anime più lontano e differente dalla serie di JoJo di Sakurada Reset.

Sakurada Reset è un anime che ha polarizzato gli spettatori verso i due estremi opposti. Chi lo apprezza lo fa perché lo considera un ottimo anime per persone intelligenti che cercano qualcosa di più dalla solita serie. Chi lo disprezza lo fa perché i personaggi sono quasi del tutto inespressivi, l’andamento dello show non è certo dei più veloci e i dialoghi mancano di pathos. Inutile a dirsi, entrambi questi punti di vista hanno una loro validità.

Mancano del tutto delle scene “shock”; per quanto ci si possa pensare sarà difficile trovare un momento memorabile, una catchphrase, un’esplosione di emozioni. Qua e là ci sarà qualche frase importante, qualche riflessione importante che può lasciare un’impressione più profonda nello spettatore ma, anche in questi casi, non ci saranno picchi di emozioni. I casi si sviluppano con calma e intelligenza, la trama viene portata avanti attraverso dialoghi e non combattimenti. Non è difficile immaginare che buona parte del pubblico si sia sentito “tradito” dopo aver letto una premessa dello show che lasciava presagire uno scenario simile a Boku no Hero Academia. Ma non può essere più diverso, perché se da un lato è vero che ogni singolo abitante di Sakurada ha un’abilità speciale, è anche vero che molte di queste abilità sono tutto meno che spettacolari se non addirittura inutili. Non ci saranno super criminali da combattere in questa serie.

In questo show non ci sarà nessuna grande avventura che cambierà il mondo, nessuno scontro tra bene e male. Anche gli eventi più importanti sono “ridotti” a una scala più piccola, più personale. Incredibilmente significativi per gli individui coinvolti, ma quasi insignificanti per il mondo in cui questi individui si muovono. Se si supera il primo impatto, si scopre che la forza di questo show sta proprio nei suoi personaggi.

I personaggi vengono presentati “strato per strato”. Inizialmente lo spettatore avrà solo una conoscenza e una comprensione superficiale dei personaggi per poi capirli veramente quando Kei inizia a mostrarci le circostanze che li hanno portati a quel punto della loro vita, magari cambiando la nostra iniziale percezione del personaggio, e quando li rivediamo notiamo che non sono più gli stessi: sono cresciuti, sono cambiati, anche se di poco. I dialoghi, fonte di infinite lamentele, sono in realtà più umani di quanto non si sia disposti ad ammettere: parlano con il tono che chiunque userebbe in quelle circostanze e questo viene accompagnato da sguardi e microespressioni a volte appena percepibili. Certo, è vero che molti dialoghi si sviluppano lentamente e filosoficamente e i personaggi parlano in dettaglio di teorie ed esercizi di pensiero che possono annoiare lo spettatore, ma questo è il tono della serie. Occorre ricordare che il protagonista è un ragazzo della superiori la cui abilità consiste nel ricordare qualunque cosa abbia vissuto, quindi non andrà lontano se si affida ai pugni.

Il cuore dello show sono le relazioni tra i personaggi, come incontrarsi e scontrarsi con il prossimo influenzi la nostra crescita personale. Non c’è migliore esempio del personaggio di Haruki, che passa dall’essere fredda e apatica a diventare uno dei personaggi più espressivi senza mai tradire sè stessa o lo spettatore: non cresce perché deve farlo ai fini della trama, ma perché è la natura conseguenza della trama stessa.

La trama, comunque, non è da sottovalutare. Anche se può inizialmente apparire come il classico “caso della settimana”, non è assolutamente così perché ogni caso affrontato, ogni personaggio incontrato porta delle conseguenze sul lungo termine. Non esiste un personaggio inutile e solo l’episodio 11, un giorno nella vita di Haruki, non ha ripercussioni. Tutto ritornerà nell’ultimo arco narrativo, uno scontro tra filosofie diverse per decidere il destino della città.

L’animazione è soddisfacente. La storia è ambientata in una normale città, per cui non sono stati usati né design né schemi di colori particolari. Certo, se paragonato ad altri anime di quest’anno o anche della sola stagione estiva si può rimanere delusi, ma è perfetta per il tipo di storia che viene narrato. Anzi, sarebbe stato ridicolo esagerare, perché avrebbe creato un contrasto in grado di rendere poco credibile la storia.

Yui Makino canta la prima Opening Theme e la seconda Ending Theme, rispettivamente “Reset” e “Colour of Happiness“, mentre THE ORAL CIGARETTES si occupano del primo Ending “Tonari Au” e WEAVER del secondo Opening, “Dakara boku wa boku wo Tenabasu“, tutte canzoni che consiglio di ascoltare.

In definitiva, è un anime che ha sicuramente dei difetti. Se siete fan di anime che prediligono l’azione o visuali accattivanti, allora questo non fa per voi (vi rimando a Youjo Senki e Princess Principal, eccellenti anime sicuramente più vicini ai vostri gusti). Ma nonostante tutto Sakurada Reset è uno show intrigante e appassionante, decisamente una visione consigliata agli appassionati di un genere più calmo e riflessivo, ma non per questo noioso e scontato.

 

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Shinya Kawatsura è il regista dell’anime. Nato nella prefettura di Osaka nel 1974, ha lavorato come storyboarder e regista di singoli episodi in varie produzioni. Ha diretto interamente gli anime Sakurada Reset, .hack//gift, le tre serie Non Non Biyori, Otome wa Boku ni Koishiteru: Futari no Elder e Ginyuu Mokushiroku Meine Liebe Wieder.

 

 

Editing by Fede

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