AnimeLab: Terror in Resonance

AnimeLab
Quando i manga arrivano allo schermo…
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Terror in Resonance
di Shinichiro Watanabe

Anime

Titolo: Zankyō no terror
Studi d’animazione: MAPPA
Regista: Shin’ichirō Watanabe
Genere: Drammatico, azione, psicologico
Anno di trasmissione: 2014
Rete televisiva: Fuji Tv
Episodi: 11 (completa)

Voto: 9/10

Trama

In una realtà alternativa, Tokyo è stata colpita da un attacco terroristico che ha devastato il quartiere di Shinjuku. L’unico indizio esistente è un video dei colpevoli, piuttosto confuso, che è stato caricato su Internet e che ovviamente non ha fatto altro che gettare la popolazione giapponese ancora di più nel panico. All’insaputa delle autorità, le menti che si celano dietro questo atto terroristico e che si fanno chiamare “Sphinx”  sono solo due adolescenti, Nine e Twelve, due ragazzi che non sarebbero dovuti esistere e che hanno deciso di aprire gli occhi al mondo con i loro piani di distruzione.

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Recensione

        di Persefone

“In the end, we came back to the place where it all begin. Because that’s all we have”

Terror in Resonance è un anime che mi ha trasmesso molto, mi ha emozionata e commossa. Dopo aver letto pareri contrastanti, ho deciso di iniziarlo perché incuriosita dalla trama e dal tratto grafico dei disegni.

Terror in Resonance presenta una trama lineare, priva di fronzoli, che arriva dritta al punto: Tokyo viene colpita da quelli che in apparenza sembrano attacchi terroristici. L’unico indizio in mano alla polizia è una scia di video in cui appaiono due giovani mascherati, che si fanno chiamare Sphinx, nei quali pongono indovinelli agli investigatori. Il ritmo è incalzante, febbrile e sono numerosi i colpi di scena.

I giovani in questione sono due liceali, Nine e Twelve, dotati di un’intelligenza superiore e capaci di architettare piani complessi, nonché confezionare ordigni. Di loro non conosciamo nulla fino agli ultimi episodi, tranne che sono spinti da una motivazione profonda e radicata nel loro animo. Al duo si legherà Lisa, anch’essa una liceale emarginata e derisa dai compagni. La ragazza, infatti, assisterà involontariamente ad uno dei loro attacchi e si legherà per sempre alle Sphinx.

Il punto forte dell’anime sono sicuramente le  tematiche e le sensazioni che cerca di trasmettere. Uno di questi è sicuramente le conseguenze della bomba atomica sul Giappone e lo spettro che una situazione del genere possa succedere nuovamente.

La storia diventa un viaggio attraverso l’animo dei due protagonisti e delle ragioni che spingono Nine e Twelve a piazzare bombe per Tokyo. Non voglio rivelare troppo, ma i motivi della rabbia e del dolore che spingono i due ad agire in questo modo sono fondate e nascondono un passato agghiacciante. Infatti Nine e Twelve sono due orfani che all’età di cinque anni furono utilizzati come cavie per un progetto governativo e privati del proprio nome.

Sofferenza, rabbia, senso di ingiustizia, paura di essere dimenticati e che questo orribile lato di un Giappone moderno e all’avanguardia non venga mai svelato: sono questi i sentimenti che spingono le Sphinx  a mettere a repentaglio la loro esistenza pur di ottenere giustizia, pur di portare alla luce una verità che non può più essere taciuta.

I personaggi sono costruiti in modo magistrale nonostante siano delineati da poche caratteristiche e informazioni. Ma forse la forza del loro impatto risiede in questo: nei piccoli dettagli, nelle loro reazioni così umane, nei lunghi silenzi che nascondono emozioni forti e ricordi dolorosi. Nine e Twelve sono legati fin dall’infanzia e condividono un’unione radicata e profonda. Si capiscono da uno sguardo e condividono un passato di solitudine e sofferenza. Ho apprezzato che venisse accostato loro il personaggio di Lisa. Infatti anche lei nasconde nel profondo un enorme dolore e vive nella costante solitudine. Nonostante siano storie diverse sono legate da una tristezza incolmabile.

Infine nota di merito va al comparto visivo. Le linee sono pulite e le immagini nitide; le ambientazioni sono una riproduzione fedele di Tokyo e il realismo visivo impregna ogni fotogramma. L’attenzione al dettaglio e una colonna sonora emozionante, rendono questo anime un prodotto di qualità, che tenta di trasmettere quel senso di ingiustizia che pervade il mondo e l’indifferenza che ne consegue.

Terror in Resonance è una storia toccante, commovente e drammatica. Da guardare assolutamente.

 

“Remember us. Remember that we lived”

 

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Shinichiro Watanabe
Shinichiro Watanabe è  un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico giapponese noto principalmente per i suoi anime Cowboy Bebop e Samurai Champloo. Nel 2012 torna, dopo 8 anni da Samurai Champloo, alla regia di Sakamichi no Apollon. Nel 2014 dirige Space Dandy e Zankyō no terror.

Posted by Persefone
Editing by Fede

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