Anteprima: ‘Piccoli pensieri omicidi’ di Gabriella Galt

Anteprima

In arrivo dall’ 1 Settembre per la casa editrice Corbaccio, un libro divertente, intelligente, fulminante:

Gabriella Galt

Piccoli pensieri omicidi

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«Perdonami», mi ha detto, «ho rincontrato il mio primo amore, mi sono innamorato di nuovo di lei, è una passione folle, travolgente, più forte di me.»
Sono un tipo accomodante, comprensivo. Ma al ritorno di fiamma, no, non ero preparata. Neanche lui, del resto. Ha preso fuoco in un attimo. Cenere, come la sua bionda.»

datilibro

Titolo: Piccoli pensieri omicidi
Autore: Gabriella Galt
Edito da: Corbaccio
Prezzo: Cartaceo 10.00 €
Uscita: 15 Settembre 2016
Genere: narrativa, sociologia

Trama: «Piccoli pensieri omicidi» è un’operetta a suo modo morale, a sfondo catartico-educativo, che in poco più di settanta storie brevissime e lapidarie racconta di delitti irresistibili, più che ragionevoli e quasi sempre dolosi, (s)fortunatamente rimasti sulla carta. Sulla scia di «Delitti esemplari di Max Aub», libero sfogo in chiave ironica e surreale al pensiero omicida, sovrappensiero talvolta, che quotidianamente ci sorprende e quotidianamente sublimiamo. Legittima difesa in forma scritta per evitare di sprofondare sotto terra, sotto il peso di fastidi, banalità, scempiaggini, soprusi, mediocrità e altri fattori di disturbo che, molesti, ci ronzano sempre intorno.

autrice
Gabriella Galt è uno pseudonimo preso in prestito dalle pagine palermitane dell’album di famiglia dell’autrice. Nata a Catanzaro che c’era ancora un bel po’ di Novecento, (soprav)vive a Roma dacché l’estate romana era appena cominciata e pareva dovesse non finire mai. Sociologa del lavoro, esperta di politiche di genere, del lavoro e sociali, una carriera varia e a tratti brillante, è al momento ricercatrice presso un istituto di ricerca sociale. Qui è alla sua prima pubblicazione letteraria e ai suoi primi omicidi. Ha una figlia, Gloria-di-mamma, creatura meravigliosa che svolge egregiamente anche funzioni di vanto e alleluia, della quale si affanna a esser degna.

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