Anteprima: Roma in fiamme di Franco Forte

«Tuo figlio regnerà. Sarà lui il prossimo imperatore.»
Agrippina si sentì inondare da un fiotto di soddisfazione, ma cercò di nasconderla quando si accorse che l’espressione di Locusta era solenne, come se non avesse terminato la profezia.
«Cos’altro devi dirmi?» le chiese.
Locusta la fissò. «Nerone ucciderà sua madre» rivelò alla fine.
«Mi uccida pure» affermò convinta. «Purché regni.»

Roma in fiamme

di Franco Forte

Titolo: Roma in fiamme
Autore: Franco Forte
Edito da: Mondadori
Prezzo: 20.00 €
Uscita: 29 Marzo 2011
Genere: Romanzo Storico
Pagine: 500 p.

Trama:

È da poco spuntata l’alba, quando la levatrice accoglie dal grembo di Agrippina il piccolo Nerone. Nonostante sia un freddo giorno di gennaio, il cielo è terso e il sole illumina il neonato mentre si trova ancora nell’abbraccio della levatrice. Non c’è alcun dubbio, l’auspicio è quanto mai favorevole: Lucio Domizio Enobardo – Nerone, come vuole la madre – è un predestinato. Erediterà la forza e lo splendore del sole e guarderà gli uomini dall’alto senza calcare la terra con i talloni, così come accade agli imperatori. La profezia però non è conclusa: Nerone regnerà, ma al suo destino luminoso si accompagnerà un’ombra lunga di delitti e di sventura. Questo contrasto di buio e di luce, di splendore e miseria sarà il tratto distintivo del suo carattere e della sua vita, perché nessun personaggio è stato più misterioso, affascinante, temuto e odiato di Nerone. E nessun personaggio è stato più controverso. Raggiunto il potere per merito della madre Agrippina, che uccise il marito Claudio per fare posto al figlio, Nerone nei primi anni del suo impero dà vita alle speranze che lo vogliono diverso dalla madre e lo vedono prepararsi a diventare, sotto la guida del filosofo Seneca, un saggio imperatore. Ma il suo destino vuole altrimenti e, concluso il celebre quinquennium Neronis, tutto precipita e in breve le ombre del suo carattere sembrano emergere con violenza, fino al grande incendio di Roma, di cui si vocifera sia il mandante, e sulle ceneri del quale costruisce la Domus Aurea – la più ricca, strabiliante e azzardata dimora imperiale di tutti i tempi. Franco Forte reinterpreta la storiografia classica alla luce degli studi più recenti, che vedono in Nerone, anziché un pazzo sanguinario, un innovatore di costumi e una sorta di precursore della politica-spettacolo, restituendoci con uno sguardo nuovo, e con la vividezza dei migliori romanzi storici, la figura dell’imperatore che si credeva il dio Apollo e incantava le folle con la sua arte di citaredo e cantante. E, sullo sfondo, dipinge fin nei dettagli più minuti una Roma imperiale animata da pulsioni, passioni, intrighi, che contraddistinguono il periodo dal 54 al 68 d.C. come la crescita più contraddittoria, ma anche più spettacolare, nella storia dell’Urbe.

 

Franco Forte;

Franco Forte è nato a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro – da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan –, tutti editi da Mondadori, e La stretta del Pitone e China killer, rispettivamente per i tipi di Mursia e Tropea. Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS – Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”. Direttore della rivista Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti. .

Sito dell’autore: http://www.franco-forte.it

 

In occasione del lancio del nuovo romanzo di Franco Forte, noi di Sognando Leggendo, nella persona di RanYuu, abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con l’autore a proposito della storia e…beh, leggete per saperne di più!

RanYuu (Domanda): Salve Franco, grazie per averci concesso questa intervista lampo. Prima di iniziare con le domande che ne direbbe di dirci qualcosa di sé in generale?
Franco Forte (Risposta): Be’, io credo di essere un grande eclettico della scrittura, fondamentalmente. Passo dai romanzi storici alle serie televisive (come RIS o Distretto di Polizia), dai giornali che dirigo (come la Writers Magazine Italia, la Romance Magazine, Robot e altri) alle collane che curo per la mia casa editrice, Delos Books; passando per consulenze editoriali con i principali editori, qualche traduzione ogni tanto (solo se mi va), e incursioni nel cinema (la Universal ha opzionato i diritti di sfruttamento di un mio personaggio, il mercenario Stal, per la riduzione cinematografica). Insomma, scrivere è il mio pane, e non solo in senso metaforico…

D: Qual è il suo rapporto con la scrittura? Ha qualche rituale particolare che precede o accompagna le sue ore di stesura?
R: Dipende da quello che devo scrivere. Di solito, però, trascorro lunghi momenti di preparazione, che sia per raccogliere informazioni storiche su un periodo o un personaggio che mi servono per un romanzo, sia che io debba documentarmi per un articolo o per scrivere il soggetto per una fiction. La preparazione è essenziale per potermi immergere con sicurezza nella fase di scrittura, che di solito procede rapida e senza interruzioni. Per fare un esempio, “Roma in fiamme” ha richiesto quasi sei mesi di studio forzato sul complesso personaggio di Nerone, e poi tre mesi di scrittura liberatoria e, per me, estremamente gratificante.

D: Come nasce il suo rapporto con la storia dell’antica Roma?
R: Sono un grande appassionato della Roma antica, Repubblicana e Imperiale. Avevo già scritto tempo fa uno sceneggiato TV su Giulio Cesare per Mediaset , e quando Mondadori ha deciso di lanciare sul mercato questo progetto grandioso, la storia dell’antica Roma in una decina di romanzi autonomi sotto l’egida di Valerio Massimo Manfredi, sono stato felice dell’opportunità che mi è stata data di farne parte, addirittura con due romanzi: “Carthago”, che ricostruisce i 16 anni di battaglie fra i cartaginesi di Annibale e la Roma di Publio Cornelio Scipione poi detto l’Africano, e questo “Roma in fiamme”, che vuole descrivere uno dei personaggi più controversi e affascinanti della storia.

D: Nel libro “Roma in fiamme – Nerone, principe di splendore e perdizione”  conosciamo nuovi lati dell’imperatore, forse addirittura un altro Nerone. Come mai ha avuto l’esigenza di riscattare questa figura notoriamente negativa?
R:Non è stata un’esigenza, è stato il naturale percorso scaturito dallo studio delle fonti storiche e dei nuovi ritrovamenti archeologici, che hanno consentito agli storici di riformulare in gran parte il giudizio negativo che era stato fatto di Nerone. Il quale resta uno psicopatico del tutto fuori di testa, ma anche un artista di valore e un economista geniale, oltre che un uomo con il pallino dell’edilizia. Di certo non era né un incendiario né un persecutore di cristiani.

D: Il romanzo esce quasi contemporanemente alla mostra su Nerone che si svolgerà a Roma dal 12 aprile al 18 settembre. Strategia o fatalità? Pensa che sarà effettivamente Lucio Domizio Enobardo il personaggio evento dell’anno?
R: Nerone è senz’altro l’uomo del 2011, almeno per ciò che riguarda la cultura nel nostro Paese. Consiglio vivamente di andare a vedere la mostra organizzata a Roma dalla Soprintendenza per i Beni Culturali, perché davvero spettacolare. Il mio romanzo è stato però pensato in tempi non sospetti, quando di questa mostra non si sapeva ancora nulla. Confesso che è stata per me una piacevole sorpresa e la conferma che ci avevo visto giusto nel proporre a Mondadori un romanzo su questo straordinario personaggio.

D: Scrittore, direttore di Writers magazine, traduttore, organizzatore di corsi di scrittura nonché offre la propria consulenza per gli editing dei testi. Trova mai il tempo per riposarsi?
R: Come no! Scrivendo romanzi…

D: Ha dei punti di riferimento nella letteratura che la influenzano o la ispirano?
R: Certo, come tutti gli scrittori. Ma voglio fare tre nomi sopra a tutti, che mi hanno condizionato non tanto per la maturazione del mio stile artistico, quando per il fascino verso la letteratura che hanno saputo suscitare dentro di me. Prima di tutti Calvino, impareggiabile affabulatore, e poi John Fante e Beppe Fenoglio, due scrittori così diversi eppure così simili, nelle loro descrizioni delle miserie umane che ci circondano.

D: Si sa che la storia, oltre alla matematica, è la materia scolastica più odiata fra i giovani. Per lei aveva lo stesso effetto?
R: Assolutamente no. Ho sempre adorato la storia, inseguire le imprese dei grandi condottieri del passato, studiare le figure di rilievo che ci hanno preceduto. Senza questa profonda passione, probabilmente non sarei mai diventato un autore di romanzi storici.

D: Ultima domanda: se avesse la possibilità di viaggiare nel tempo, quale epoca sceglierebbe di visitare?
R: Una su tutte: la Roma di Giulio Cesare.

 

Ringraziamo infinitamente Franco Forte per averci concesso un po’ del suo tempo per questo breve scabio di domande e vi lasciamo leggere le informazioni relative ad un’iniziativa che è stata indetta proprio per celebrare l’Imperatore Nerone…

L’iniziativa:

Per celebrare degnamente uno dei più controversi imperatori della storia di Roma, dal 12 aprile e fino al 18 settembre 2011, la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, in collaborazione con Electa, ha in programma una grande esposizione sulla figura dell’ultimo imperatore giulio-claudio, con la quale si intende rivisitare la figura di Nerone, fortemente penalizzata ai suoi tempi dalla propaganda dell’aristocrazia, e valorizzare le novità riguardanti due aspetti del regno: l’incendio, che distrusse buona parte della città nel 64 d.C., e la conseguente politica di ricostruzione avviata dall’imperatore a Roma dal 64 al 68 d.C. L’esposizione si svolgerà nell’area archeologica centrale di Roma, in più spazi antichi, creando così un rapporto diretto con i luoghi in cui lo stesso Nerone visse e intervenne sia prima sia dopo l’incendio. Lo scopo è offrire una nuova lettura dell’ambiziosa attività edilizia dell’imperatore, illustrata anche dalle recenti scoperte condotte negli edifici neroniani nell’area del Palatino e dalla presentazione al grande pubblico degli importanti scavi della valle del Colosseo che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio l’incendio. La mostra sarà accompagnata da un esame più ampio della figura di Nerone, attraverso i suoi rapporti familiari, la propaganda del tempo e la fortuna che ha reso così “famigerato” il nome dell’imperatore fino a oggi. La mostra si terrà dal 12 aprile al 18 settembre 2011 nell’area espositiva al II ordine del Colosseo, nella Curia Iulia e nel Tempio di Romolo al Foro romano, nel Criptoportico neroniano sul Palatino e comprenderà un percorso di visita nei luoghi neroniani dell’area archeologica centrale di Roma.
Informazioni tecniche sulla mostra:
Orari dalle 8.30-17.30 a un’ora prima del tramonto.
Ingresso: intero €12,00; ridotto € 7,50 (lo stesso biglietto consente l’accesso al Colosseo, al Palatino e al Foro romano) .


 

*Salve Franco, grazie per averci concesso questa intervista lampo. Prima di iniziare con le domande che ne direbbe di dirci qualcosa di sé in generale?

Be’, io credo di essere un grande eclettico della scrittura, fondamentalmente. Passo dai romanzi storici alle serie televisive (come RIS o Distretto di Polizia), dai giornali che dirigo (come la Writers Magazine Italia, la Romance Magazine, Robot e altri) alle collane che curo per la mia casa editrice, Delos Books; passando per consulenze editoriali con i principali editori, qualche traduzione ogni tanto (solo se mi va), e incursioni nel cinema (la Universal ha opzionato i diritti di sfruttamento di un mio personaggio, il mercenario Stal, per la riduzione cinematografica). Insomma, scrivere è il mio pane, e non solo in senso metaforico…

*Qual è il suo rapporto con la scrittura? Ha qualche rituale particolare che precede o accompagna le sue ore di stesura?

Dipende da quello che devo scrivere. Di solito, però, trascorro lunghi momenti di preparazione, che sia per raccogliere informazioni storiche su un periodo o un personaggio che mi servono per un romanzo, sia che io debba documentarmi per un articolo o per scrivere il soggetto per una fiction. La preparazione è essenziale per potermi immergere con sicurezza nella fase di scrittura, che di solito procede rapida e senza interruzioni. Per fare un esempio, “Roma in fiamme” ha richiesto quasi sei mesi di studio forzato sul complesso personaggio di Nerone, e poi tre mesi di scrittura liberatoria e, per me, estremamente gratificante.

*Come nasce il suo rapporto con la storia dell’antica Roma?

Sono un grande appassionato della Roma antica, Repubblicana e Imperiale. Avevo già scritto tempo fa uno sceneggiato TV su Giulio Cesare per Mediaset , e quando Mondadori ha deciso di lanciare sul mercato questo progetto grandioso, la storia dell’antica Roma in una decina di romanzi autonomi sotto l’egida di Valerio Massimo Manfredi, sono stato felice dell’opportunità che mi è stata data di farne parte, addirittura con due romanzi: “Carthago”, che ricostruisce i 16 anni di battaglie fra i cartaginesi di Annibale e la Roma di Publio Cornelio Scipione poi detto l’Africano, e questo “Roma in fiamme”, che vuole descrivere uno dei personaggi più controversi e affascinanti della storia.

*Nel libro “Roma in fiamme – Nerone, principe di splendore e perdizione” conosciamo nuovi lati dell’imperatore, forse addirittura un altro Nerone. Come mai ha avuto l’esigenza di riscattare questa figura notoriamente negativa?

Non è stata un’esigenza, è stato il naturale percorso scaturito dallo studio delle fonti storiche e dei nuovi ritrovamenti archeologici, che hanno consentito agli storici di riformulare in gran parte il giudizio negativo che era stato fatto di Nerone. Il quale resta uno psicopatico del tutto fuori di testa, ma anche un artista di valore e un economista geniale, oltre che un uomo con il pallino dell’edilizia. Di certo non era né un incendiario né un persecutore di cristiani.

*Il romanzo esce quasi contemporanemente alla mostra su Nerone che si svolgerà a Roma dal 12 aprile al 18 settembre. Strategia o fatalità? Pensa che sarà effettivamente Lucio Domizio Enobardo il personaggio evento dell’anno?

Nerone è senz’altro l’uomo del 2011, almeno per ciò che riguarda la cultura nel nostro Paese. Consiglio vivamente di andare a vedere la mostra organizzata a Roma dalla Soprintendenza per i Beni Culturali, perché davvero spettacolare. Il mio romanzo è stato però pensato in tempi non sospetti, quando di questa mostra non si sapeva ancora nulla. Confesso che è stata per me una piacevole sorpresa e la conferma che ci avevo visto giusto nel proporre a Mondadori un romanzo su questo straordinario personaggio.

*Scrittore, direttore di Writers magazine, traduttore, organizzatore di corsi di scrittura nonché offre la propria consulenza per gli editing dei testi. Trova mai il tempo per riposarsi?

Come no! Scrivendo romanzi…

*Ha dei punti di riferimento nella letteratura che la influenzano o la ispirano?

Certo, come tutti gli scrittori. Ma voglio fare tre nomi sopra a tutti, che mi hanno condizionato non tanto per la maturazione del mio stile artistico, quando per il fascino verso la letteratura che hanno saputo suscitare dentro di me. Prima di tutti Calvino, impareggiabile affabulatore, e poi John Fante e Beppe Fenoglio, due scrittori così diversi eppure così simili, nelle loro descrizioni delle miserie umane che ci circondano.

*Si sa che la storia, oltre alla matematica, è la materia scolastica più odiata fra i giovani. Per lei aveva lo stesso effetto?

Assolutamente no. Ho sempre adorato la storia, inseguire le imprese dei grandi condottieri del passato, studiare le figure di rilievo che ci hanno preceduto. Senza questa profonda passione, probabilmente non sarei mai diventato un autore di romanzi storici.

*Ultima domanda: se avesse la possibilità di viaggiare nel tempo, quale epoca sceglierebbe di visitare?

Una su tutte: la Roma di Giulio Cesare.

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