Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo di Benjamin Alire Sàenz

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Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo

di Benjamin Alire Sàenz

 

TitoloAristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo
Autore: Benjamin Alire Sàenz
Edito da: Loescher
Prezzo: 12,45 €
Genere: Romance, gay, lgbt
Pagine: 360 pag.

anobii-icon Good-Reads-icon amazon-iconTrama: Aristotele e Dante. Dall’estate del 1987, nella città di El Paso, in Texas, seguiremo la più sensazionale delle scoperte umane: la crescita. Dal microcosmo della famiglia – con le sue regole, i suoi silenzi e le sue rigidità – al ring della scuola, fino allo sconfinato orizzonte della “vita di fuori”, quella che attende tutti tra aspettative e paure. Aristotele e Dante scopriranno i segreti dell’universo dentro se stessi, e finalmente accetteranno di amarsi.

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Recensioneùdi AuriCrem

Questo libro ha una grande storia dietro, inizialmente pensavo fosse un manuale di filosofia o che so io, e la copertina italiana (che mi sono categoricamente rifiutata di mostrarvi) non dissuade certo dal pensarlo visto che in Italia è effettivamente un manuale scolastico con tanto di esercizi! In realtà il libro è una semplicissima e dolcissima storia d’amore, di un dolce non stucchevole e melenso ma di un dolce tipicamente adolescenziale e controverso, di un dolce sofferto, un dolce genuino che ti scalda il cuore. Inoltre proprio per questa copertina orrida ho DOVUTO comprarlo in lingua, un libro scritto in maniera semplicissima, adatto davvero a chiunque, con poco slang e facilmente comprensibile.

Dante e Aristotele (che da qua in poi chiameremo semplicemente Ari) sono due ragazzi che più diversi non si può, Dante è solare, sicuro di sé, schietto, ama l’arte, la poesia, la letteratura e tenta di diffondere questa sua passione dovunque essa potrebbe attecchire, si accetta per com’è e non ha paura di mostrarlo. Ari è esattamente l’opposto, pieno di insicurezze, chiuso, introverso, la vita nelle sue mani sfuma come sabbia al vento nonostante la sua giovane età. I due si incontrano in piscina e diventano amici per uno strano gioco del destino. Fra incidenti, trasferimenti, litigi e incomprensioni, la loro amicizia diventerà sempre più forte fino ad un punto di non ritorno.

Così rinominai me stesso Ari.
Se cambiavo le lettere, il mio nome era Air.
Pensai che potesse essere una gran cosa essere l’aria.
Potevo essere qualcosa e niente allo stesso tempo.
Sarei potuto essere necessario e anche invisibile.
Tutti avrebbero avuto bisogno di me e nessuno sarebbe stato in grado di vedermi.

La crescita dei personaggi è tangibile, sofferta e vera, un romanzo di formazione con i fiocchi, esperienze ed errori sono il pane quotidiano di Sàenz che manda questi due ragazzi alla riscoperta di sé stessi. I personaggi sono tutti molto ben caratterizzati, ho apprezzato anche le figure genitoriali, peculiari e un po’ atipiche, soprattutto i genitori di Ari, figlio di un’insegnante e di un ex militare, con caratteri diversissimi ma entrambi apprezzabili, rimangono fermamente impressi nella mente del lettore come figure importanti nonostante il loro ruolo di secondo piano. La famiglia di Ari è una famiglia dove tutto viene prima di lui nonostante i genitori mettano lui prima di tutto, le due sorelle maggiori e l’ombra di un fratello in carcere schiacciano un ragazzino che è un po’ come un figlio unico, essendo nato dopo una decina di anni dal fratello, seppellito dai giudizi delle sorelle, che già l’adolescenza l’hanno vissuta, e dall’impronta soffocante del fratello carcerato l’Ari intimo e profondo viene lacerato da aspettative e paure, consigli e critiche.

La scrittura di Sàenz è molto povera ma in un senso molto positivo, con poche parole lo scrittore ci fa capire esattamente il tocco della pioggia sulla pelle, i caratteri e gli affetti dei due giovani, i loro differenti approcci con la vita, con gli adulti e con i coetanei, con l’amore e con il concetto di libertà, di vita e di divertimento. La prosa è molto simile a quella di John Green ma con delle riflessioni intrinseche molto più profonde, questo libro tocca con modi molto più delicati e dolci corde vicine a quelle di Green ma con un tocco di tutt’altro livello.

Il sole non fa per tipi come me. Quelli come me appartengono alla pioggia.

Due personaggi nella quale è facile immedesimarsi per la loro ottima caratterizzazione ma della quale d’altra parte non è facile capire le dinamiche di ragionamento per i loro caratteri particolari e difficili, per la loro mentalità ostacolata da limiti personali che vanno al di là della comprensione di un normale adolescente senza problemi, ma che colpiscono nel profondo se il lettore ha avuto una gioventù travagliata.

Consigliatissimo comunque a tutti, soprattutto giovani per lo più. Inoltre avendolo letto in lingua, lo consiglio a chiunque voglia approcciarsi all’inglese senza annoiarsi e a chi non vuole un’orrida copertina sfigurata in libreria!

VOTO:

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Benjamin Alire Sàenz: E ‘nato a Old Picacho, New Mexico, il quarto di sette figli, ed è stato cresciuto in una piccola fattoria vicino Mesilla, Nuovo Messico. Si è laureato da Las Cruces High School nel 1972. Quell’autunno , si iscrisse al St. Thomas Seminary a Denver, Colorado, dove ha ricevuto una B.A. laurea in Lettere e filosofia nel 1977. Ha studiato Teologia presso l’Università di Lovanio a Leuven, Belgio dal 1977 al 1981. Fu sacerdote per alcuni anni a El Paso, in Texas prima di lasciare l’ordine.
Nel 1985, è tornato a scuola, e ha studiato inglese e scrittura creativa presso l’Università del Texas a El Paso dove ha conseguito una laurea M.A. in scrittura creativa. Ha poi trascorso un anno presso la University of Iowa come studente di dottorato in letteratura americana. Un anno dopo, gli è stata conferita una borsa di studio di Wallace E. Stegner. Mentre a Stanford University sotto la guida di Denise Levertov, ha completato il suo primo libro di poesie, Calendario di polvere, che ha vinto un premio del libro americano nel 1992. Entrò al Ph. D. a Stanford e continuò i suoi studi per altri due anni. Prima di completare il suo dottorato di ricerca, si è mosso di nuovo alla frontiera per insegnare presso l’Università del Texas a El Paso nel programma MFA bilingue. Continua ad insegnare presso il Dipartimento di scrittura creativa presso l’Università del Texas a El Paso.

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Una replica a “Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo di Benjamin Alire Sàenz”

  1. Maddalena ha detto:

    Uno dei libri migliori sull’adolescenza. Tratta di temi attuali con una semplicità unica che non ti permette di staccare gli occhi dal libro.
    Molto bella ed elaborata la psicologia dei personaggi – Dante e Aristotele – due ragazzi unici che è impossibile non amarli, la trama è ben sviluppata, per niente banale e ricca di colpi di scena.
    Questo è il primo libro he leggo di ques’autore e penso di leggerne altri.
    Per chi studia lingue come me o è curioso, gli consiglio di leggerlo in inglese, non è affatto difficile!

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