Arte. No non lo è … o forse sì?

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Arte. No non lo è … o forse sì?

La questione è nota: sabato sera, a Ballando con le Stelle, gli animi si sono surriscaldati durante un confronto tra la cantante Anna Oxa e la giuria del popolare show.
Non starò qui a ripercorrere le tappe di quello che è stato una specie di viaggio allucinante nella televisione italiana, ma vorrei soffermarmi su alcuni aspetti che meritano una riflessione.
Come molti di voi sapranno, Anna Oxa ha portato nel programma un modo diverso di danzare, anche se non direi nuovo, in quanto ogni forma d’arte vive non solo di se stessa allo stato puro ma anche di contaminazioni, proprio come quelle della celebre cantante.

Prima domanda: c’è qualcosa di sbagliato in questo?
No, in tutta sincerità. Se il regolamento non vieta particolari forme di reinterpretazioni dei balli (e perché mai dovrebbe? Su questo discuteremo poi), non vi è alcun problema. Fin qui l’ambito inerente al programma.
Affrontiamo, invece, la questione strettamente tecnica; contaminare è, da sempre, un’arma a doppio taglio, per un motivo molto semplice: se non si conoscono le basi culturali, in questo caso anche musicali di ciò che si sta fondendo, si rischia l’effetto “né carne, né pesce”.
La contaminazione, inoltre, presuppone uno sforzo in più per essere compresa, ci deve essere un’intenzione dell’autore dietro all’espressione artistica (o anche l’assenza di intenzione, però dovrebbe comunque esser dichiarato anche questo).
L’arte, di qualunque tipo, viaggia, sperimenta e non si arrocca (o, almeno, non dovrebbe) su schemi predefiniti (ipse dixit, per intenderci). Chiarito questo, non è sbagliato fondere, per esempio, una rumba con la danza moderna, o meglio, la questione non può essere posta in questi termini. Bisognerebbe, invece, approfondire lo scopo dell’artista e, da lì, decidere se siamo d’accordo con il suo punto di vista o meno.
In casi come questi, poi, entra in gioco anche il gusto personale, inutile negarlo, ma si dovrebbe avere l’onestà intellettuale di cercare di comprendere anche ciò che non è di nostro gradimento. Detto in poche parole: ciò che non amiamo non necessariamente è brutto e cattivo; è un nostro giudizio, dunque soggettivo, che può cambiare in qualunque momento.

Perché, allora, le contaminazioni spesso non piacciono?
Le novità, come ho già accennato, sono un pò come il vento che scompiglia i capelli: mandano all’aria le certezze che abbiamo curato con tanta attenzione e che ci fanno sentire più tranquilli.
La storia umana è fatta di cambiamento, innovazioni osteggiate che, col tempo, sono diventate la norma, di mescolanze e coraggio. Se siamo qui oggi e viviamo la vita che conosciamo è stato grazie a qualcuno che “ha provato”, che non si è tirato indietro.

Direte voi: tutto questo per un semplice ballo?
Certo! Perché anche la danza è arte e vita (parola di danzatrice 😉 ). Il ballo nasce da particolari condizioni umane, sociali e culturali, è uno degli specchi in cui l’uomo si riflette, come la musica o la letteratura.
Studiare danza non è solo imparare dei passi o delle coreografie. Vuol dire avvicinarsi a un nuovo mondo, scoprirne tutte le sfaccettature, approfondirne gli aspetti culturali. Insomma, fare il passo giusto e capire perché si sta facendo proprio quel movimento e da cosa nasce.
Per tutti i motivi finora elencati, non ho capito come mai le esibizioni della Oxa non debbano essere considerate adatte al programma. Chi stabilisce una cosa del genere? O, per meglio dire, chi stabilisce cosa è danza e cosa non lo è, cosa è arte e cosa non lo è?
Persino i giurati, che si occupano della tecnica di ballo, non hanno mai avuto nulla da ridire. In una delle precedenti puntate si è addirittura parlato di una cultura per pochi, che dovrebbe diventare per tutti.
E qui sta il problema.

Molti di voi, ora, potrebbero obiettare che il comportamento della concorrente Anna Oxa non sia stato consono a una prima serata di Rai Uno.
Potrei concordare con voi, però la situazione, a ben pensarci, non è molto chiara. Secondo quanto riferito dalla stessa Oxa, infatti, ci sarebbero stati degli insulti a lei destinati dietro le quinte e questo spiacevole episodio è stato anche confermato al termine della trasmissione e proprio dalla stessa autrice dei commenti negativi, Lea T.
Non conosco i retroscena del battibecco, dunque non posso esprimermi, ma su un’altra questione sì: non era mai capitato che un concorrente di Ballando venisse preso di mira fin dall’inizio della sua esibizione. La situazione, poi, è persino degenerata non appena una parte della giuria ha espresso dei pareri discutibili e non tutti inerenti alla gara.

Forse la risposta della Oxa non è stata adeguata al clima della trasmissione, lo ripeto, ma, se è per questo, neppure il comportamento di alcuni ospiti e di parte del pubblico.
Le scelte artistiche della cantante possono piacere o meno, ma i toni erano di sicuro troppo accesi, al limite dell’aggressione verbale quando, invece, sarebbe stato più giusto abbassarli e dialogare, opponendo argomenti concreti.
Ecco il punto importante: dov’erano, ieri sera, il dialogo e lo scambio di opinioni basate sulla conoscenza e non sulla rabbia del momento?
Non saprei, ma proprio non si sono fatti vedere. Questo ragionamento, tra l’altro, non dovrebbe valere solo per Anna Oxa, ma per tutti i partecipanti. Qualcuno si è lamentato di non avere sufficiente spazio, non quanto la Oxa, per spiegare il percorso artistico intrapreso. Bene, perché non stabilire un tempo, magari qualche minuto, per parlare anche di questo?
Attenzione, però, il tempo va usato bene, non sprecato in litigi.

Forse qualcuno dirà che queste sono le leggi dell’audience, ma a noi spettatori cosa lasciano queste guerriglie televisive, se non una gran delusione per le innumerevoli occasioni di conoscenza e divertimento sprecate?
Non sono mai dalla parte degli insulti, dei bisbigli, delle risatine e delle aggressioni di massa o singole. Non importa da che parte provengano; bisogna iniziare a parlare davvero, ma per farlo servono i famosi argomenti di cui sopra, quelli che “aprono la mente senza fratturare il cranio”, per citare una battuta famosa. Quindi, serve studiare, appassionarsi, scoprire cose nuove e, soprattutto, rispettare gli altri, sempre.
Andrea Bocelli ha detto una cosa vera, una frase semplice ma con molteplici sfumature su cui dovremmo riflettere: “Sono gli italiani a parlare male dell’Italia”.

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