Bacia la pioggia di Tommaso Nuti

Tommaso Nuti;

Tommaso Nuti è nato a Bologna il 25 Dicembre del 1979. Vive e lavora a Firenze. È autore per radio e spettacoli di cabaret, speaker, fonico, dj. Ha collaborato con villaggi turistici come animatore e come fonico per diverse emittenti toscane (Tuttoradio, Controradio, Radio Planet, Radio Toscana). Dal 2007 al 2009, con il nome d’arte di “Zanna”, realizza per la webradio di Sandro Veronesi, Radio Gas, alcuni programmi musicali, sportivi, e la trasmissione comica “Spaghetti 12 Km” insieme a Lisa Santi, di cui è anche autore. Da Gennaio 2011 conduce su Radio Azzurra 88 Rete Liguria e sulla webradio Radio Stonata lo spazio del mattino “Ridammi la radio”. “Bacia la pioggia” è il suo primo romanzo.

Il suo blog è http://specchiogrimorio.blogspot.com/

Sito del romanzo: http://bacialapioggia.wordpress.com/

 

Titolo: Bacia la pioggia (isbn 9788896961810)
Autore: Tommaso Nuti
Serie: #
Edito da: GDS Edizioni
Prezzo: 15.00 euro
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 198 pag
Voto:

 

Trama: Gli anni ´80. Gli anni del trash, definiti da alcuni addirittura come  “il medioevo della musica”, anni di lustrini e di apparenza fine a se stessa. Anni difficili da dimenticare. Anche per chi, come Francesco, adolescente cresciuto nel decennio successivo, non li ha vissuti direttamente. Scaraventato nel mondo della radio di fine anni ’90, “troppo giovane per ricordare il vinile, fra gli ultimi a usare le cassette, fra i primi a usare i cellulari ma ancora non del tutto abituato agli mp3″, Francesco avrà il suo battesimo del fuoco nell’incontro con Diamante, una manager che invece gli anni ’80 li ha vissuti fin troppo bene. Uno scontro generazionale dove Francesco cercherà di carpire i segreti del mondo dello spettacolo grazie all’amicizia con la trasgressiva promoter, e attraverso la musica di una ex celebrità eighties, dall’improbabile nome d’arte di “Artista Rock”. Finché i due ruoli non si capovolgeranno sotto la pioggia battente del finale. Una pioggia che è anche simbolo dell´età che avanza, e che scioglierà tutti insieme i trucchi trasgressivi dei patetici nostalgici dell’“epoca”  ’80.

Recensione:

 Un titolo che mi ha fatto chiudere gli occhi e immaginare una storia romantica, una vita forse impegnativa ma piena, un inizio complicato ma un finale travolgente. E mentre l’immaginazione vola, una musica in sottofondo a richiamare quel titolo, a ripetercelo mille volte in una lingua diversa ma ugualmente nostra.

Devo smetterla di chiudere gli occhi.

Ok, è sbagliato crearsi aspettative a partire da un titolo, perciò le ho lasciate durare il tempo di un battito; dopodiché le ho riposte nel cassetto dei miei pensieri assurdi e mi sono dedicata al libro dal titolo sognante, lasciando che mi trasportasse dove il suo autore aveva deciso. Non sono arrivata molto lontano. Purtroppo mi sono ritrovata impantanata in una storia che per la maggior parte delle pagine non si decideva a procedere. Mi è sembrato di trovarmi in una perenne fase di stallo. Io lettrice ero immobile, lì, col protagonista dj in erba, senza riuscire a fare un passo avanti, come lui. E l’autore continuava a tenerci entrambi per troppo tempo in quella situazione, riempiendoci di parole, parole e parole, senza mai fare un passo. Risultato? Insofferenza.

Ho provato a comprendere la storia, la necessità di raccontarla, ho cercato di capirne il senso: un ragazzo che sogna di fare il dj, che incontra una donna che potrebbe aiutarlo a crescere ma che in realtà non fa che aumentare le sue insicurezze, costringendolo a sua insaputa a restare lì, fermo immobile, senza essere in grado di progredire;  quando poi arriva la possibilità di andare avanti, c’è sempre il suo ritorno, di Di, che lo riporta indietro, lo blocca. Sarà solo liberandosi di quella zavorra che Francesco diventerà una persona, un dj, un uomo. L’idea c’è, un’idea non originalissima ma che avrebbe avuto la sua efficacia se non si fosse concentrata troppo sulle chiacchiere infinite di Diamante. Ok, vogliamo far leva sugli amanti degli anni ’80; ok, si vuole sottolineare il rapporto non amoroso tra i due protagonisti, ma semplicemente di amicizia, o meglio di formazione. Un lettore capisce perché sia stato detto, fatto e scritto tutto ciò. Ma non riesce a viverlo, ad appassionarcisi, a procedere con entusiasmo.

E’ sempre un dispiacere dover parlare così di un romanzo di un esordiente, soprattutto se si tratta di un esordiente appartenente al panorama italiano, ma non ho potuto farne a meno. Credo che un maggiore sfoltimento di determinate pagine e un maggiore sviluppo di altre avrebbero potuto dare un risultato di gran lunga migliore. Così com’è, due stelle e non di più.

 

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