Bed Time. Il film

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Bed Time

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Titolo: Bed Time
Regia: Jaume Balagueró
Sceneggiatura: Alberto Marini
Genere: Thriller, Horror
Durata: 96 minuti
Interpreti:
Luis Tosar: César
Marta Etura: Clara
Alberto San Juan: Marcos
Petra Martinez: Verónica

Nelle sale italiane dal: 27 Luglio 2012

Voto

Trama: César è l’affabile portiere di un palazzo in Barcellona. All’apparenza solerte e cordiale, nasconde dentro di sé una continua e intollerabile insofferenza nei confronti della felicità altrui. Far soffrire Clara, una giovane inquilina, solare e positiva, diventerà la sua ossessione…

Recensioneùdi Mirko De Gasperis

La visione di Bed Time (il titolo originale spagnolo rende decisamente di più: Mientras duermes – Mentre dormi) lascia spiazzati. Questa sensazione comincia fin dall’inizio del film, quando noi ci ritroviamo a seguire e vivere la storia non dalla parte della vittima, bensì con lo sguardo di César stesso. Si prova una sorta di sottile fastidio, nel ritrovarci con un protagonista tanto ostico e scomodo. Spiamo ciò che architetta lungo tutto il film, per rendere la vita di Clara sempre più impossibile. Ma la grandezza della sceneggiatura sta proprio nell’originalità di queste trovate, nel mostrarci un personaggio che non è affatto stupido e che anzi ci lascia ammirati per la sua malsana e perfida furbizia. Un personaggio a tutto tondo, del quale conosciamo ogni più intimo aspetto, sorretto dalla buona interpretazione di Luis Tosar, sconosciuto da noi, ma vincitore di tre premi Goya (gli oscar spagnoli), in patria. Un personaggio per il quale arriviamo quasi a trattenere il fiato, preoccupati per le sue sorti, specialmente nella lunga sequenza intorno alla prima ora del film, quando Clara è in compagnia del suo ragazzo. Una tensione estenuante, lunga almeno dieci minuti, durante i quali può succedere di tutto.

Grande merito va alla messa in scena di Jaume Balagueró che, dopo quel gioiello di Rec, con l’altrettanto interessante seguito, si conferma come uno dei più interessanti e talentuosi esponenti dell’horror spagnolo e non solo. Merito anche delle sue inquadrature, la casa di Clara e l’intero palazzo si trasformano in uno spazio claustrofobico, dove l’unico a muoversi a proprio agio è César, anche più degli inquilini che si credono al sicuro, regalandoci un’ansia che non ci lascia mai.

Il pregio maggiore del film però è la grande coerenza della storia. La sceneggiatura sceglie dall’inizio quel binario oscuro da seguire e lo percorre, imperterrito, fino all’amarissimo finale. Non c’è spazio per redenzione, moralismi, dietro la quale nascondersi, soltanto per fare qualche passo indietro e regalare un contentino allo spettatore. È qualcosa di coraggioso, un aspetto che si guadagna senz’altro il rispetto anche dello spettatore più attento, che sicuramente non potrà sentirsi “tradito” o preso in giro dalla storia.

A conti fatti, a mente fredda, si può dire che l’intera vicenda potrebbe sembrare un po’ troppo fantasiosa, un po’ troppo da… film (ne siamo proprio sicuri?). Ma la tensione che tiene incollato lo spettatore, durante la visione, non dà certo il tempo per pensarci. E quel che è certo è che, appena finito di vedere, Bed Time non vi spingerà ad addormentarvi in sonni tanto tranquilli…

Curiosità: Balagueró stesso ha confessato in un’intervista di essere impaurito dalla realtà che va avanti, da ciò che può accadere, mentre lui è addormentato.

– Mirko De Gasperis

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