Bel Ami – Storia di un seduttore. Il Film

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Bel Ami – Storia di un seduttore

Titolo: Bel Ami – Storia di un seduttore
Regia: Declan Donnellan, Nick Ormerod
Sceneggiatura:
 Rachel Bennette
Genere
: Melodramma
Durata: 102 minuti
Interpreti: Robert Pattinson: Georges Duroy
Uma Thurman: Madeleine Forestier
Hollyday Grainger: Suzanne Rousset
Cristina Ricci: Clotilde de Marelle
Kristin Scott Thomas: Madame Walter
Colm Meaney: Rousset
Natalia Tena: Rachel

Nelle sale italiane dal: 13 Aprile 2012
Voto:

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=q-nG-zDtnkc

 

Trama: Trasposizione cinematografica di Bel Ami, secondo romanzo di Guy De Maupassant. Narra di un giovane ex militare che al suo congedo torna in un’opulenta Parigi, dove tenta di farsi strada grazie alle sue arti seduttorie.

 

Recensione
di Jacopo Giunchi

Innanzitutto mi presento, sono Jacopo e questa è la prima (di un alunga serie, spero) recensione per Sognando Leggendo; attualmente mi sto laureando in Cinema a Bologna, bazzico gli eventi locali e l’ambiente accademico del settore, oltre a scrivere nel web sotto vari pseudonimi. Cercherò di occuparmi della rubrica CinemaMania selezionando pellicole che recensirò con cadenza settimanale.

Film diretto “a quattro mani” da due registi sconosciuti al mondo del cinema: Declan Donnellan e Nick Ormerod vengono infatti dalla drammaturgia ed il taglio teatrale di Bel Ami lo dimostra. Tutte le sequenze rispettano uno stile puramente narrativo, elegante ed efficace nella sua semplicità.

Perfetto il giovane astro rampante Robert Pattirson, nel ruolo del maestro di lascivia e calcolo machiavellico  Georges Duroy, la regia non riesce a sopperire pienamente alla sua interpretazione acerba, ma non sfigurerebbe se non fosse affiancato da un cast d’eccezione. Una deliziosa Cristina Ricci dona a tutto il film un tocco di inarrivabile delicatezza, convincendo in quello che è forse il ruolo più difficile della sua incostante carriera; la Thurman veste i panni della letteratapolitica-ombra, impeccabile come sempre nel rendere la psiche turbata del personaggio; la  Scott-Thomas, “la donna che sussurrava ai cavalli”, è sicuramente più avvezza a ruoli romantici e fa il suo mestiere con grande classe ed espressività, nonostante la natura secondaria del suo ruolo.

La belle epoque parigina è affrescata con grande dovizia e suggestività (sebbene in realtà la location sia Budapest) e non si riscontrano difetti né scenografici né costumistici per quanto riguarda la ricostruzione storica (se non per qualche dialogo un po’ troppo “moderno”, forse da imputarsi alla localizzazione).
 Il fervore intellettuale e la fiera della vanità sono rappresentate con immagini e dialoghi orchestrati linearmente, con uno stile narrativo classico perfetto che fallisce però nei momenti di maggiore phatos, negando a Bel Ami di entrare nell’olimpo cinematografico.

 Bel Ami è una pellicola che parla di sesso, di amore e di passione, ma anche di società, storia e potere; indaga a fondo nell’anima dei personaggi scoprendo nell’arco della storia fino a che punto sono disposti a spingersi per raggiungere i propri obbiettivi, cosa sono disposti a sacrificare, di quale infamia sono disposti a macchiarsi, quanta umanità sono disposti a perdere. La donna assume in quest’opera una dimensione centrale, messa a nudo dalla descrizione di ogni suo pregio come di ogni suo difetto, declinata in tre personaggi differenti che rappresentano ognuno un diverso ideale femminile.

Peccato davvero per questa produzione di alto livello che lascia un sapore di capolavoro mancato per alcune ingenuità registiche nelle sequenze chiave, che lasciano al dialogo il compito di veicolare la poetica di Guy De Maupassant.

Un film in costume su un classico della letteratura che non fa mai male nel panorama filmico internazionale, realizzato inoltre con tanta qualità (e tanti soldi), sicuramente consigliato.

Jacopo Giunchi

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