Better Call Saul – Il Pilot

 

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per tutti gli amanti delle serie TV

Better Call Saul – Pilot

 


Regia: 
Vince Gilligan
Genere: Drammatico, Commedia
Stagioni: 1
Durata singola puntata: 45 minuti
Telefilm: In Corso
Paese: America
Lingua Originale: Inglese

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Recensioneù di Jon Simow

Il tocco magico della regia di Vince Gilligan è tornato in grande stile.
Il pilot di Better Call Saul è una bomba gettata sul campo delle serie TV che dà inizio a un serial davvero promettente.

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La puntata si apre con un uomo paranoico e tormentato dalla nostalgia che dopo aver cambiato identità trova un lavoro che lo lascia sprofondare nella monotonia di un fast food da quattro soldi. Sto parlando del protagonista principale: Saul Goodman.

I primi minuti della puntata infatti ci mostrano ciò che è successo alla carriera dell’avido avvocato dopo gli eventi della serie madre: Breaking Bad.

La drammaticità di questo squarcio della puntata è accentuata dall’effetto delle immagini in bianco e nero attraverso le quali possiamo vedere come Saul durante il lavoro sospetti di chiunque guardandosi continuamente le spalle impaurito dal sospetto di un eventuale scagnozzo che vuole farlo fuori. Successivamente, nelle quattro mura del suo modesto appartamento, sorseggia un whisky guardando le cassette dei suoi vecchi spot.

L’episodio subito dopo cambia completamente ambientazione tornando alle riprese a colori, alquanto lontano (ma non troppo) dalla drammaticità della sua introduzione.
Il personaggio in questione è già stato presentato in Breaking Bad, una spalla scritta divinamente che dimostra di saper reggere sulle proprie spalle un’intera serie tv dedicata soltanto a lui.
Mike e Tuco sono i due personaggi che vedremo nel corso della puntata. Il primo ancora poco influente nella trama, il secondo avrà un incontro con l’avvocato non molto piacevole.

Ma torniamo a parlare del signor Goodman. Non è nient’altro che un avvocato emergente che cerca in tutti i più disperati modi di farsi un nome, ricercando la notorietà con il semplice obbiettivo di fare soldi. Come potremo constatare la sua carriera è decorata da numerosi fallimenti, apparentemente ininfluenti sull’umore di Saul, che all’esterno, infatti, mostra una personalità perennemente eccentrica e vivace, sebbene nel momento in cui si ritira nel proprio ufficio, notando l’assenza di messaggi, cade in una notevole depressione.

La regia di Gilligan, come già anticipato, è sensazionale ed elegante, offrendoci la prospettiva dal punto di vista degli oggetti. Ottima e molto descrittiva.

Arrivati a questo punto aggiungerei che il serial sembra – almeno inizialmente – perfettamente godibile per chi non ha visto Breaking Bad. Ovviamente i fan di White e Pinkman riceveranno delle sorprese che solo loro possono apprezzare, ma al di là di questo la serie è adatta anche per un pubblico di non affezionati.

In conclusione, non vorrei sembrare eccessivamente avventato, ma sono abbastanza convinto che ciò che ci aspetta sarà una serie TV con i contro fiocchi, con una sceneggiatura ricca di suspense e una regia unica nel suo genere.

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