Big Hero 6. Il film

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le pellicole che – dicono – stanno sbancando al botteghino

Big Hero 6

 

Titolo: Big Hero 6
Regia: Don Hall
Sceneggiatura: Don Hall
Genere: Animazione, fantascienza
Durata: 108 Minutibig-hero-6-poster

 

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Recensioneùdi Jon Simow

 

Dal primo momento in cui abbiamo visto il robottone in un teaser uscito mesi fa’, noi ultra ventenni ci siamo esaltati come non mai. Un film d’animazione supereroistico prodotto dalla Marvel e dalla Disney? Non desideravamo altro. Ma andiamo a vedere di cosa si tratta.

(AVVERTENZA SPOILER)

Il lungometraggio parla di un ragazzino con i capelli spettinati, una vita non esageratamente sregolata e dotato di un genio soprannaturale. Ad alimentare e mettere sulla retta via il suo talento, facendolo entrare nella sua prestigiosa università, troviamo il fratello maggiore, figura perennemente presente, anche dopo l’incidente in cui perderà la vita. Ed è proprio qui che il film sembra cambiare completamente registro. Nei primi minuti tutto viene spiegato palesemente e in modo molto semplice come se il film fosse rivolto ad un pubblico di soli bambini (ma non mi dire?!) ma la scena dell’incidente fa capire come vengano trattati determinati argomenti, seppur banali, in modo abbastanza maturo.

La perdita del fratello rimarrà una cicatrice sanguinante che riuscirà a rimarginarsi solo dopo metà del film, quando scoprirà il vero funzionamento di Bay Max. Hiro infatti inizialmente userà l’operatore sanitario lasciatogli dal fratello soltanto per acciuffare e uccidere il villain di turno. Ma solo quando sta per annientarlo capisce che il vero scopo del robottone non è fare del male alla gente bensì curarla, proprio grazie ad un video conservato nella memoria di Baymax che mostra tutto l’impegno speso dal fratellone nella costruzione.

Ciò che risalta nei primi venti minuti del film è il rapporto tra i due fratelli. In così poco tempo riusciamo a capire cosa significhino l’uno per l’altro.

Qui vediamo come il tema del lutto (e di come bisogna affrontarlo) sia costantemente ripetuto e trattato attraverso uno sceneggiato supereroistico unico nel suo genere.

A contornare il tutto vi è una fotografia sensazionale che, insieme alla città di San Fransokio sullo sfondo e al design dei personaggi, richiama un’ambientazione che unisce (come si può intuire anche dal nome della città) lo stile dei quartieri malfamati della cultura nipponica al paesaggio di una metropoli americana nel pieno del progresso, abbellita da grattacieli che sembrano non finire mai. Il risultato visivo è a dir poco sbalorditivo e coinvolgente.

Ciò che pochi sanno è che il film è tratto realmente da un fumetto, che non è nemmeno arrivato in Italia a causa della bassissima fama raggiunta (un vero e proprio fumetto di nicchia).

I personaggi sono scritti benissimo, dal primo all’ultimo riescono a sposarsi perfettamente con l’ambientazione. Il gruppo di supereroi è completamente variegato e pittoresco, aggiungendo colore e goliardicità dove necessario.

Dunque, in conclusione, il mio consiglio è di non avanzare nessuna aspettativa. Non aspettatevi un film per bambini ma nemmeno un film maturo e astruso indirizzato ad un pubblico più adulto. Qualunque età abbiate, entrate in sala e godetevi la visione, privi di aspettative ma colmi di curiosità.

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– Jon Simow

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