Black Friars di Virginia de Winter – Note Extra

Black Friars di Virginia de Winter – Note Extra


Data la mia vena assolutamente polemica ho deciso che da questo momento in poi dividerò sempre la recensione all’autore/autrice da quella che viene invece indirizzata alla gestione puramente editoriale del libro. Quando ce ne sarà bisogno. Diciamo che è da tempo che vorrei affrontare questo problema (più avanti capirete quale) e la scelta del romanzo Black Friars è puramente casuale, visto che in realtà TUTTI, o la maggior parte, dei romanzi degli esordienti hanno un problema similare. Spero di sentire anche le vostre opinioni in proposito.


Titolo: BLACK FRIARS: L’ordine della spada
Autore: Virgina de Winter
Serie: Serie Black Friars (1°)
Edito da: Fazi Editore (collana Lain)
Prezzo: 19,50 €
Genere: Young Fantasy, Vampiri, Storico Medievale
Pagine: circa 684 p.
Voto:


Trama: Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane? La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita.

Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare: Black Friars – L’ordine della Spada è un mondo nuovo che profuma di antico, un romanzo che si ammanta di gotico per condurre il lettore tra i vicoli della Vecchia Capitale o negli antri del Presidio, in un viaggio che continua oltre la carta e non finisce con l’ultima pagina.


Recensione al libro: http://sognandoleggendo.net/blog/?p=1805


Note Extra:

Balck Friars è un bel libro, la Fazi (Collana LAIN) l’ha curato nei minimi particolari ed editato (se mai ce ne fosse stato bisogno, non saprei) con attenzione.

La copertina è molto bella ed elegante e l’impaginazione pulita e non troppo grande (ma vista la mole di pagine forse non è stato necessario neanche sfruttare il comune trucchetto di stampare con un font abnorme per giustificare un cospicuo prezzo del libro con il numero di pagine). Insomma da punto di vista estetico non ho NULLA da dire di questo bel “mattoncino”, come è stato affettuosamente chiamato dalla stessa Savannah.

Quello che sinceramente non comprendo, a dirla tutta, è la politica economica di marketing che sta dietro ad un prezzo così elevato (parliamo di 19,50€… 20€ in poche parole). Non perché il libro non abbia valore ma, a dirla tutta, nessun libro per quanto nuovo e speciale avrebbe l’effettivo vale di 20€ (40.000 delle vecchie lire. Ci compravamo i DIZIONARI, forse… E non venitemi a parlare di rincaro dei costi. Non quando si parla di un rincaro del 100% del prezzo di copertina.). Ciò è stato infatti dimostrato con la pubblicazione di “Bitten” che, con tanto di copertina cartonata e magicamente illustrata (complimenti!), è stato venduto al prezzo di 10€ per 500 pagine circa. La proporzione non regge, no?

Ma non è questo il problema su cui voglio soffermarmi. Discutere del suicidio economico a lungo termine che stanno compiendo le case editrici gonfiando in modo indegno i prezzi non è di interesse attuale (nel senso che non è prettamente pertinente alla questione che voglio affrontare, altrochè che sarebbe attuale!) e non è diretto alla Fazi, nello specifico, visto che ci ha dimostrato un’apertura mentale degna di questo nome proprio con Bitten.

Quello che mi lascia perplessa è perché le Case Editrici decidano di autocastrarsi  pubblicando un libro di un ESORDIENTE (precisiamolo) ad un prezzo di 20€. È a mio avviso illogico e, sui social network come aNobii,/Facebook &Co. dovrebbe risultare loro assolutamente lampante!

Quante volte hanno letto “Beh, sarà carino ma 20€ non ce li metto. È rischioso, me lo faccio prestare e vedo com’è” oppure “Oddio, 20€? Per un esordiente? Ma scherziamo? E se poi non li vale?”.

Queste non sono parole a vuoto di chi, alla fine compra comunque. Un esordiente, per quanta pubblicità ci sia alle spalle è sempre e comunque un “rischio” che non tutti i lettori possono o vogliono sobbarcarsi. Per un autore del calibro della L. K. Hamilton il discorso sarebbe ammissibile (e preciso sarebbe, visto che comunque il prezzo è proibitivo e, a lungo termine, ci guadagna la TEA ma questo sono affari prettamente della casa editrice se vuole giocare al ribasso con il fatturato annuo), ma per un esordiente – e quindi un nostro connazionale -, che non ha subìto la scrematura del mercato nazionale estero, e che quindi non abbiamo “prove” sulla sua reale valenza, un prezzo proibitivo è assolutamente castrante per le vendite e quindi per la sua carriera di autore!

Fare incetta di vendite sfruttando la fama di Virginia de Winter (prendiamola come esempio) su EFP e nel Web potrà essere un vantaggio all’inizio ma poi, perdere tutti i lettori “occasionali” che vagando per le librerie prendono in mano “Black Friars” e lo riposano dopo aver visto il prezzo, sinceramente che vantaggio potrà mai avere? Giuro che non riesco a capirlo. E’ come quando si ha un cesto di mele da mangiare e ce le strafoghiamo tutte per ingordigia, per poi rimanere  a digiuno i giorni seguenti…

Il mercato degli autori italiani è già piuttosto scarno proprio a causa del grande afflusso di titoli altisonanti che arrivano da oltreoceano ma troncarsi le gambe così sembra davvero un controsenso e un danno stesso per l’autore che si vede, a tutti gli effetti, ridurre la capacità di conquistare lettori e spazio nelle case degli italiani. La possibilità di farsi un nome è essenziale per un autore esordiente e non sempre pubblicare con una casa editrice di grande rilievo come la Fazi o la Mondadori è sufficiente.

Ma, nonostante le Case Editrici abbiano fra le mani potenti armi di marketing come i social networks che rispecchiano in modo inequivocabile i pareri dei lettori non si decidono a pubblicare gli autori esordienti ed emergenti a prezzi meno “assurdi”che invogliano il compratore a dire “ma si, buttiamoci… al massimo lo regalo!”. Ora la gente dice “Ma col cavolo che ci butto i soldi se non sono sicura… Aspettiamo la versione economica!“. E poi la versione economica tarda ad arrivare, ci sono altri libri nuovi che escono e l’acquisto scivola via, nel dimenticatoio. Avete perso un occasione. Senza contare che un prezzo più basso invoglierebbe moltissimo anche, in futuro, nonostante la presenza della versione economica ad acquistare la versione cartonata. Sappiamo tutti quanto un lettore prediliga la versione cartonata, no? E’ tutta questione di psiche a mio avviso.

Perfino una campagna promotrice come quella della promossa per “Il bacio di mezzanotte” di Lara Adrian che vendeva il  primo libro per il primo mese a metà prezzo sarebbe più vantaggiosa per le case editrici e per l’autore per “incastrare” e coinvolgere nella lettura di una saga più lettori possibili.

Ma che debbano essere noi a spiegare alle case editrici come accaparrarsi più lettori è assolutamente che assurdo!

Aggiungerei anche che, oggigiorno l’utente è sempre più informato sui reali costi di produzione di un libro e, di fronte a prezzi esageratamente alti non manca di poter sentire “Col cavolo che gli regalo tutti questi soldi! Me lo cerco in PDF sul pc, tanto tra qualche tempo…”

Non è una mossa particolarmente furba per combattere la pirateria dei libri che sta prendendo sempre più piede anche in Italia e che danneggia, senza dubbio, i fatturati delle case editrici. Qua si intravede chiaramente un ribellione del mercato, nonochè una crisi economica che spinge il medio ad abbandonare o ad attrezzarsi.

Da lettrice accanita non vorrei davvero che si finisse come finirono le Case Discografiche con l’avvento dell’MP3.

 

Mi piacerebbe seriamente sapere cosa ne pensate del problema “prezzo esordienti” perchè, per quanto mi riguarda, sono perplessa.

 

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4 risposte a “Black Friars di Virginia de Winter – Note Extra”

  1. Dilhani Heemba ha detto:

    Guarda, quoto e sottoscrivo ogni singola parola! Eppure lo sanno come funziona il marketing, o forse sanno qualcosa che noi non sappiamo? chissà. Bacio

    • Nasreen ha detto:

      Forse peccherò di superbia ma secondo me CREDONO che siamo noi a non sapere e quindi ci provano… Perchè, per quanto limitate, ho conoscienze economiche di micro e macroeconomia, conosco gli studi di settore (ho un azienda della quale gestico la sezione marketing) e adoro le strategie di mercato. Non conosco bene il profilo psicologico… non ho fatto quegli studi, sinceramente… Però molte delle loro scelte mi sono illogiche.

      Senza contare che, effettivamente, le aziende editoriali estere confermano le NOSTRE teorie…. o no? xD

  2. Laura De Vita ha detto:

    Ciao,

    ho trovato solo ora il tuo post e quindi scusami se rispondo a una "vecchia" questione, ma è un argomento che mi tocca da vicino

    Sono d'accordo con te su tutto

    premesso che ho acquistato il libro di cui parli perchè, avendo uno sconto fisso in una libreria più dei bonus, l'ho pagato molto meno, anch'io vedendolo la prima volta ho pensato che costasse troppo! Esordiente o meno quasi 20 euro per un libro (per quanto "corposo") sono troppi !

    Credo che il problema sia nei sussidi statali per l'editoria che "premiano" anche – e spesso soprattutto – per i libri non venduti, quindi le case editrici nn hanno poi tutto questo interesse a vendere (e nel caso di "buchi" di bilancio troppo grossi c'è sempre l'entrata, fissa e obbligatoria, dei libri scolastici, pubblicati sotto altri nomi ma che vanno a finire sempre nelle tasche dei soliti 3-4 grandi gruppi editoriali, a sanare il bilancio)

    Questo spiega anche perchè alcune case editrici non pubblicano sempre le edizioni economiche dei loro libri (due esempi per tutti: Salani con la saga di Harry Potter e Garzanti con molti autori moderni – mentre i classici vengono ripubblicati in una veste semplicemente orrida, solo il prezzo è alto)

    Il tutto per dire che alla fine "paga Pantalone", cioè noi lettori

    • Nasreen ha detto:

      Ciao!Ora che hai posto l'attenzione su questo aspetto devo dire che, in effetti, ha più "LOGICA" l'illogico comportamento delle Case Editrici. In quanto imprenditrice di una piccola media impresa sono davvero costernata. Credimi.
      I piccoli vengono massacrati, nel vero senso della parola. Non possiamo tralasciare, sbagliare, chiedere o sperare in NIENTE.
      I grandi i possono permettere certe cose. Io credo che questi sussidi dovrebbero essere tolti del tutto perchè, come ben vediamo, le Case editrici hanno dimostrato di NON meritarle.
      Non dico che non sarebbe giusto aiutare un settore del genere, ma piuttosto che le case editrici, sputando nel piatto in cui mangiano, non si rendono degne di averlo. Dovrebbero mettere dei criteri per poter accedere a questi sussidi.
      Tutti i libri a prezzi abordabili, coerenza formato/prezzo, libri economici dopo sei mesi… ecc ecc.
      Ma, come dici tu, paga Pantalone.

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