Blacksun di Nicol Lynne

Nicol Lynne

Nicol Lynne si è laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna. Libera pensatrice e curiosa fantasista. Ama leggere, immergersi nella fantasia e lasciarsi trasportare nel meraviglioso mondo del fantastico, libro dopo libro. Scrive per passione e per soddisfare l’esigenza di raccontare le storie che assillano la sua immaginazione.

Sito personale: http://pensieriepastelli.blogspot.com/


Titolo: Blacksun (senza isbn)
Autore: Nicol Lynne
Serie: #
Edito da: autopubblicato su www.ilmiolibro.it
Prezzo: 13,00€
Genere: Fantasy
Pagine: 504p.
Voto:

Trama:

Una storia che parla di emozioni, amicizia, amore e passando anche attraverso un’antica profezia di battaglie e grandi avventure.  Kate si sveglia in una fredda stanza di un ospedale senza memoria e senza nessuno al suo fianco. Nessun amico e nessun parente
ad occuparsi di lei. Dovrà ricostruirsi una vita, iscriversi all’università, trovarsi un lavoro, ma soprattutto scoprire la sua vera identità: un antico e potente essere passato attraverso il confine del mondo come lo conosciamo e la dimensione eterea degli
Illuminati. Una scaltra bibliotecaria l’aiuterà a inserirsi nel mondo universitario, un anziano sciamano l’aiuterà a gestire i suoi poteri e la famiglia Black si occuperà del suo addestramento. Perchè Kate è tornata in questo mondo? Qual è la sua missione?


Recensione:

Quando inizi a leggere Blacksun, il primissimo impatto è positivo. Sei incuriosita da questa ragazza, in giro con i suoi apparentemente adorabili cani, e già inizi a cucirle addosso un’eventuale storia (questo accade se il lettore in questione agisce abitualmente come me, che non leggo mai le trame per non rovinarmi nessun effetto sorpresa, preferendo semplicemente consigli e sensazioni). Sarà una ragazza normale che incontra un essere paranormale? Sarà il contrario? Ha dei poteri ma non sa ancora di averli? La mia immaginazione riguardo alle protagoniste dei fantasy non migra troppo lontano nel porsi delle domande, ma questa cosa succede unicamente perchè sa che difficilmente sbaglierà… Perciò, sicura di ciò che mi sarei ritrovata tra le mani, continuo a leggere. Apprendo della perdita di memoria della ragazza, apprezzando l’originalità della trovata, ma immediatamente dopo mi cascano le braccia nel leggere una semplicissima frase pronunciata al portiere dell’edificio: “Sapevo che sarebbe arrivata, Maest… ehm Madam, la stavo aspettando . Non si può far dire/non dire una cosa del genere ad inizio romanzo e, quindi, far capire troppo al lettore in una maniera per me irritante, pretendendo che la protagonista non si accorga di essere stata chiamata Maestà!! A questo punto il romanzo ha iniziato a perdere colpi e, mi dispiace dirlo, credibilità.

Ok, facciamo quindi il punto della situazione: Kate non ha memoria, è la regina di qualche pianeta/sistema forse sconosciuto, ha due cani molto intuitivi, nasconde sicuramente qualche potere, avrà presto una storia col ragazzo bello e misterioso della spiaggia. Andiamo avanti e vediamo cosa accade. Da adesso in poi, la narrazione inizia a procedere troppo lentamente. Una pecca della scrittrice è la prolissità: si sofferma troppo su determinate situazioni, ti fa venir voglia di andare avanti lasciando lì da soli i personaggi a ragionarsela tra loro, magari saltando qualche pagina che tanto sei sicura che non potrà accadere nulla di decisivo.

Seconda pecca:  500 pagine per una storia così credo siano davvero troppe, soprattutto se non hanno il pregio della scorrevolezza. Non c’è un bel ritmo, anzi. La storia è appesantita dai frequenti, davvero troppi ad un certo punto, refusi, errori che una seconda rilettura avrebbe sicuramente risparmiato, scene che sarebbero state snellite e rese più scorrevoli e piacevoli se ci fosse stato un incisivo editing. A tutto ciò si aggiunge la perdita di memoria della protagonista che non convince: Kate sa vivere nell’epoca in cui si risveglia, non si stupisce della modernità, non si sente un pesce fuor d’acqua, la sua inadeguatezza è solo timidezza e mancanza di ricordi precisi del suo passato. Ma sembra che lì ci sia sempre vissuta. Io lettrice non l’ho trovata credibile.

Quando poi giunge la  fine, sembra ancora che manchi qualcosa. Ho l’impressione che la scrittrice abbia dimenticato qualche dettaglio per la strada (a meno che non abbia intenzione di scrivere un seguito… ). Qualche esempio? Tante parole per far intuire che i due cani nascondono qualche segreto e poi? Nessun riferimento alla (presunta?) vera natura degli stessi. Oppure l’accenno alla nipote di Kate, scomparsa, e all’interessamento di Kate verso la bambina e poi? Dimenticata nel nulla.

Credo che la scrittrice abbia ancora tanta strada davanti a sé e che debba rimboccarsi le maniche lavorando maggiormente sul testo, sui personaggi, sulle scene per eliminare gli errori, togliere il superfluo, snellire i passaggi pesanti e inserire gli anelli mancanti della storia. Perchè l’idea è interessante, ma non basta.

 

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