Blog Tour: ‘Figlia di nessuno: Sonhar não custa nada’ di Amneris Di Cesare – 3° Tappa: L’ambientazione – Alla scoperta del Brasile

Figlia di nessuno: Sonhar não custa nada

di Amneris Di Cesare

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Sognando Leggendo in collaborazione con È scrivere – Community per scrittori, è lieto di partecipare al Blog Tour dedicato al romanzo di Amneris Di Cesare:
Figlia di nessuno. Sonhar não costa nada. 

28 novembre 2016

Prima tappa: Sognando tra le righe

Presentazione del blog tour, del romanzo e dell’autrice, recensione

5 dicembre 2016

Seconda tappa: I miei sogni tra le pagine

I personaggi – Foto e citazioni

12 dicembre 2016

Terza tappa: Sognando leggendo

L’ambientazione – Alla scoperta del Brasile

19 dicembre 2016

Quarta tappa: È scrivere – Community per scrittori

Intervista ad Amneris Di Cesare

In questa 3° tappa, vi parleremo un po’ del libro introducendolo prima con una nostra personale e breve recensione, per poi entrare in quella che sarà – a modo nostro – l’ambientazione del testo, cercando di farvi conoscere qualche dettaglio in più sul caratteristico territorio del Brasile.separatore

 

figlia-di-nessunoTitoloFiglia di nessuno
Autore: Amneris Di Cesare
Edito da: Selfpublishing
Prezzo: Ebook 1,99 € (per il black Friday sarà in promozione a 0,99 €!)
Uscita25 Novembre 2016
Genere: Romanzo contemporaneo
Pagine: 120
ISBN: 9788822861580
Formato: ebook e cartaceo

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Trama: Mi chiamo Nivea Maria Gonçalves Mello Branco. Tanti cognomi, per indicarne uno solo, vero e stampato a fuoco sulla mia carne: figlia di nessuno. Mia madre era una mulatta della favela più grande del Sud America: la Rocinha. Una città vera e propria, costruita su una collina di fronte all’oceano: non c’è vista panoramica migliore in tutta Rio. Sognava un uomo che la portasse lontano, magari in America, che le desse una casa dove vivere felici insieme. Perché sonhar não custa nada, sognare è gratis. Ed è un errore che io non ho mai commesso. Ho conosciuto tanti uomini ma non ho mai permesso a nessuno di umiliarmi. Sono stata amata e ho amato anche io, una volta sola. Amare è l’unico lusso che mi sono concessa. Questa è la mia storia. Mi chiamo Nivea e sono figlia di nessuno.

 

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Ambientato a Rio in una delle tantissime favelas che caratterizzano il lato più povero di questo grande paese che è il Brasile, la protagonista e voce narrante della storia, Nivea Maria Gonçalves Mello Branco racconta la sua vita partendo dai ricordi della sua tribolata infanzia con una sfortunata madre, povera e disillusa.

Uno sfogo sommesso quello di Nivea che nasconde una grande furia interna contro le ingiustizie della vita. Di quella giovane donna che era stata sua madre, costretta ad arrancare per sopravvivere, arrivando purtroppo a prostituirsi pur di riuscire a mangiare lei e la sua figlioletta.

rio-de-janeiroNivea racconta, come un fiume in piena, tutti i ricordi della sua travagliata vita, una vita miserabile che malauguratamente, per un bel po’ di tempo, ripercorrerà la stessa strada seguita dalla madre; ci parla del suo lavoro come ballerina di sala e il suo prostituirsi, il suo concedersi per denaro agli uomini: belli, brutti, nullità o potenti. Lo racconta con sentimento, con vigorosa intensità ma traspare chiaramente come nel suo cuore ci sia solo un grande vuoto, tanto disprezzo e rammarico.

Leggere questo piccolo, breve romanzo, è stato facile e veloce proprio come fa un improvviso soffio di vento nel trascinar via le foglie dagli alberi. Amneris Di Cesare, ha scritto un romanzo che racchiude in sé il grido di una donna tormentata, provata dalle vicissitudini della sua intensa breve vita. Un romanzo contemporaneo paragonabile a quanto ogni giorno si sente su i vari casi quotidiani che interessano le donne. E purtroppo molto spesso, troppo, non sono notizie confortanti.

Nella sua figura, Nivea mi ha ricordato un po’ una novella Evita Peron, forte e battagliera. Una donna immagine che dal suo uomo del momento, potente e politicamente impegnato, viene condotta a parlare alla povera gente rimasta in quelle favelas per promuovere la sua campagna elettorale. Una sorta di burattino di belle sembianze, pronto ad essere manovrato per fini politici ed elettorali, riuscito a fuggire dalla piaga di una vita povera e a trovare un posto in una società più ricca. Una donna portavoce di una inconsapevole maggioranza disgraziata, nella mani di un governo incapace di dar loro i giusti diritti.

A questo punto è facile entrare nel vivo di quella che è l’ambientazione del testo.
Rio de Janeiro in portoghese significa Città di Gennaio, ed è la capitale del Brasile. Proprio questa estate ha ospitato le Olimpiadi con non poche problematiche. Il governo ha dovuto tagliare sulla sanità (già profondamente carente nella città) e sulle strutture dei mezzi pubblici come gli autobus, elementi usati molto più delle macchine private dai comuni cittadini, soprattutto fra i più poveri, il tutto per ospitare dei Giochi che hanno lasciato la Città colma di debiti, sporcizia e maggiore fame, una vera e propria contraddizione! Ma non è l’unica: a Rio, girando il viso di pochi gradi, si è in grado di trovare a distanza di pochi km luoghi ricchi di vita e di lusso contrapposti alla povertà più assoluta. Un esempio di questa strana combinazione è rappresentata dalla splendida Copacabana, spiaggia sabbiosa lunga oltre 6 km che negli anni 50 era considerata il massimo del lusso marino fra i vari vips del periodo (un po’ come lo è oggi la Costa Azzurra). Utilizzata dai giochi già sopracitati è stata usata – ed abusata – come luogo di ambientazione per molti film, festival e party privati.

favelasBasta però volgere il viso nella direzione opposta per scorgere le favelas, luogo dove la miseria ha la meglio. Le favelas altro non sono che accozzaglie di case costruite con materiali di fortuna (dai mattoni, lastre di ferro, quando ti va male addirittura cartoni) dove vivono famiglie poverissime mentre per le vie girano i figli di nessuno, ragazzini privi di una qualsiasi parentela che sopravvivono come possono, fra prostituzione, spaccio di droga e rivendita dei propri organi. Insomma un vero e proprio inferno in cui questa estate, poi, si è aggiunto il gravissimo problema della zanzara Zica e della malattia che la sua puntura poteva trasmettere alle donne incinte. Un vero incubo!
Le favelas più famose restano ancora ad oggi Rocinha, Parada de Lucas, Maré e Turano; ma nonostante la povertà, la miseria e la carestia, le più grandi scuole di Samba nascono proprio in questi luoghi, che sia per volontà di riscatto rispetto a ciò che li circonda? Probabile, come è probabile che la grande passione calcistica dei giovani ragazzi delle favelas, sia figlia della voglia di rivalsa verso la vita.

louis-nazario-da-lima-ronaldoNon dimentichiamo che uno dei più grandi giocatori del mondo Louis Nazario da Lima in arte Ronaldo ex pallone d’oro della squadra dell’Inter del 1997, era un poverissimo figlio delle Favelas, non male il riscatto che è riuscito ad avere, eh? Ronaldo poi non ha mai dimenticao le proprie origini e ad oggi è uno dei più importanti promotori per la costruzione regolamentata delle favelas, per dare un futuro quindi a chi sembra già destinato in partenza a non averlo.

 

cristo-redentoreAltro simbolo conosciutissimo in tutto il mondo è la statua del Cristo Redentore situata sulla montagna Corcovado. La statua è alta circa 38 metri ed è la più grande opera di art decò esistente al mondo. È possibile vederla anche dai satelliti esattamente come la Grande Muraglia cinese. Quello che però non sapete è che una antica leggenda narra che sotto al Cristo Redentore, ci sia un passaggio segreto dove si troverebbe il Leviatano, ovvero una delle molteplici forme del Diavolo, intrappolato lì da San Michele Arcangelo. Secondo la leggenda la statua fu creata come sigillo per intrappolare il demonio e limitarne così il suo influsso sulla Terra; non è difficile infatti, trovare nei pressi della statua strane scritture e tracce di messe celebrate in onore del maligno. Da spavento vero?

A proposito di maligno è bene ricordare che Rio ma come tutto il Brasile, ha una lunga tradizione magica, ovvero la Macumba.
La macumba fu portata in Brasile dagli schiavi africani ed è una forma più feroce del Vudù Haitiano praticato dagli schiavi neri in America. Esattamente come il Vudù, essa prevede rituali e sacrifici sia positivi, come gli scudi di difesa, sia in negativo, come il cercare di provocare la morte di qualcuno (avete presente la classica bamboletta vudù? Ecco sì, anche il Macumba ha quello 😛 ). Uno degli ingredienti più usati infatti, sono le zampe di gallina, quindi attenti a quando le maneggiate! Potete anche non crederci ma in Brasile questo argomento è molto sentito e rispettato, ed è tristemente noto che spesso i grandi trafficanti di schiavi sessuali, usino il ricatto della Macumba per far lavorare le loro povere vittime su strada. Ed è questo il vero orrore, non la magia.

carnevale-di-rioMa lasciamo da parte questi aspetti più cupi di Rio e pensiamo a qualcosa di divertente e spensierato: il Carnevale di Rio!
Esso è il più grande, il più lungo e forse il più confusionario e famoso al mondo. Esistono veri e propri tour programmati per poter partecipare all’evento.
Le scuole di Samba partecipano sperando nella vittoria, tirando fuori numeri sempre più articolati ed incredibili per accaparrarsi la simpatia del pubblico e la partecipazione di qualche grosso Vip Mondiale, ma il vero perno di tutta questa festa è il Re del Carnevale, Rei Momo.
rei-momoSecondo la tradizione Momo era un dio minore dell’Olimpo ellenico, che a causa delle sue burle e dei suoi continui scherzi, venne lanciato sulla Terra da Giove in persona; qui depresso, solo e mortale, per ricordare i fasti della corte del Dio del Fulmine, creò il Carnevale, per ricordare l’ambiente perduto. E da questa antica tradizione che Rei Momo per quattro giorni diviene il vero padrone di Rio, un vero Dio sceso in terra; il Sindaco cede la sua fascia ed il Re comanda su tutti i fronti nella grandissima Città. E guai a fargli del male o a disobbedirgli, gli stessi abitanti di Rio sacrificherebbero la loro vita per Lui.
Insomma lunga vita a Rei Momo! E buon viaggio!

By CriCra & MissMarilux

amneris-di-cesareAmneris Di Cesare, italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011) a cui è seguito poi l’ebook Mamma non mamma: le madri minori nell’Universo di Harry Potter (Runa Editrice, 2015); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni Cento Autori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, nel 2014 è uscito Mira dritto al Cuore (Runa Editrice) e nel 2015 Sirena all’orizzonte (Amarganta), vincitrice del Premio Cercasi Jane nel 2013 e Magiche Rose di Fiuggi nel 2014; ha partecipato all’antologia collettiva di saggi Il Fantastico nella letteratura per ragazzi edito da Runa Editrice con un saggio “Cassandra Clare e l’esalogia di Shadowhunters” uscito a giugno 2016. Collabora, attraverso interviste sul mondo della scrittura e recensioni con il blog Babette Brown Legge per voi (www.babettebrown.it) e Silently Aloud (http://silently-aloud.blogspot.de/ ). Dai primi del 2015 è curatrice di collana per il Fantasy e Under15 e scout e foreign rights manager per i testi di lingua inglese e portoghese per Amarganta. Ha iniziato a esplorare il mondo del self-publishing attraverso due romanzi “rosa”: Duel e Misterioso è il cuore.

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Una replica a “Blog Tour: ‘Figlia di nessuno: Sonhar não custa nada’ di Amneris Di Cesare – 3° Tappa: L’ambientazione – Alla scoperta del Brasile”

  1. […] approfondimento sull’ambientazione di Figlia di Nessuno a opera del Blog Sognando Leggendo che ha ospitato la 3° tappa del Blog Tour dedicato al mio romanzo. Leggetelo perché è davvero […]

  2. _CriCra_ ha detto:

    Ottimo lavoro Mary 😉

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