BlogTour Le Cronache degli Arcangeli di Alexis Ann Flower: estratto da La Transizione

banner-bt

Per la tappa odierna del blogtour dedicato a Le Cronache degli Arcangeli, Sognando Leggendo ha scelto per i suoi lettori un brano tratto dal secondo libro della saga, La Transizione.BT Arcangeli«È cominciata!» annunciò, grave, incrociando lo sguardo di Michael. «Ma, come temevamo, per ora ha prevalso la parte demoniaca.»

L’arcangelo restò in silenzio, impassibile, per diversi istanti, le ali protese allo spasimo, segno della sua magnificenza. L’unico indizio che testimoniava che aveva udito quelle parole era il tic nervoso che gli solleticava l’occhio sinistro. Era impercettibile, ma la vista acuta del vampiro lo colse senza problemi.

«Chiama gli altri» fu la replica. «Ci vediamo tra dieci minuti in biblioteca.»

L’immortale annuì e si apprestò a uscire. Stava per varcare la soglia, quando la voce di Michael lo fermò.

«Lei sta bene?» domandò in tono ansioso.

«L’ho lasciata solo dopo essermi assicurato che dormisse. Non ti mentirò, abbiamo una grossa gatta da pelare, amico mio. Non sarà affatto facile.»

«Ne sono consapevole» affermò il comandante in capo delle schiere divine.

«Ti consiglio di lasciarla lì, almeno finché non parlerai con tutti di questa situazione» gli suggerì.

«Forse hai ragione, non devo farmi prendere da sentimentalismi. C’è in gioco l’umanità.»

Michael rimase solo con le sue riflessioni.

Era conosciuto per la sua saggezza, eppure, sebbene fosse conscio che le parole appena dette al vampiro fossero giuste, il senso di inadeguatezza nei confronti di sua figlia non lo lasciava un attimo.

L’aveva abbandonata e aveva delegato ad altri la sua educazione. E quali colpe aveva quella creatura per subire un cambiamento così drastico?

Forse aveva sbagliato a farla vivere come una semplice umana per tutta la vita… anche se di semplice, in fondo, la sua esistenza non aveva avuto granché.

Aprì un vano del mobile antico vicino alla libreria. Impilati e legati insieme da un filo di organza rosa, c’erano i primi disegni di Cassandra. James glieli aveva fatti avere perché potesse, in qualche modo, prendere parte della vita di sua figlia, ma quei fogli erano sempre e solo serviti a fargli capire quanto le sue scelte fossero state sbagliate.

Sentì una fitta al cuore e comprese di non poter essere lucido davanti a quella situazione. Si trattava della carne della sua carne.

Richiuse i disegni nel vano e uscì dalla stanza. Giunto davanti alla porta della camera che occupava Cassie, v’indugiò qualche istante, incerto.

Cosa poteva dire a sua figlia per confortarla in un momento così delicato? Il carattere irascibile della cacciatrice non lo avrebbe di certo aiutato. Ammirava l’energia che la ragazza sprigionava: la fierezza di quello sguardo apparteneva a lui, ne era certo. Ma cosa aveva ereditato dalla madre? La bellezza e il fascino di sicuro. Sperava non l’anima maledetta di Lilith, sarebbe stato atroce.

Michael non avrebbe mai dimenticato il potere magnetico che l’aveva sedotto. Non poteva altresì negare come il pensiero di quel corpo seducente l’avesse tentato. I suoi sogni si trasformavano in incubi, quando il ricordo di quell’amplesso emergeva, solleticando i suoi istinti e mettendo a dura prova la sua quiete.

C’era solo una cosa per cui doveva ringraziare quella dannata creatura: era diventato padre. Una prerogativa terrena, non certo angelica.

Posò le dita sulla chiave dorata e, lasciandosi vincere dall’istinto, la fece girare nella toppa. Abbassò lentamente la maniglia ed entrò.

Cassie giaceva profondamente addormentata nel grande letto a baldacchino, ma il suo volto non appariva sereno nemmeno durante il sonno.

È incredibile quanto somigli a sua madre fisicamente, rifletté. Tranne la bocca e gli occhi, quelli li ha presi da me!, pensò orgoglioso.

Sospirò, fissando come ipnotizzato i ciocchi che sfrigolavano nel camino. Si chiese se sarebbe stato in grado di compiere il suo dovere, nel caso le cose si fossero messe male. Sarebbe riuscito a sollevare la spada contro il sangue del suo sangue? O, vittima della codardia, ne avrebbe ordinato l’esecuzione?

Non era nemmeno riuscito a resistere, era dovuto entrare per controllarla… come avrebbe potuto ucciderla? Meditò sul fatto che, se votata al male, imprigionarla l’avrebbe resa ancora più furiosa, più pericolosa, ma l’idea di annientarla era impensabile.

Non era per quello, tuttavia, che era andato lì. Se il mutamento stava per compiersi, lui doveva pensare al bene di tutti e quindi aveva deciso di prelevare Luce nelle tenebre, il pugnale di Cassie, e di custodirlo finché tutto non fosse terminato. Ancora non sapeva in che cosa si sarebbe trasformata la figlia, quindi era meglio prevenire brutte sorprese. Con quell’arma a disposizione, lei avrebbe potuto dare del filo da torcere a tutti loro. Gli ci volle poco per trovare il pugnale e infilarselo in tasca.

«Mi spiace, piccola mia» bisbigliò dando uno sguardo alla giovane. È meglio così. Non vorrei che con questo rischiassi di far del male a noi o, peggio, a te stessa.

Il rumore sordo del battente di bronzo contro il portone d’ingresso del castello rimbombò tra le nude pareti di pietra, distogliendolo da quei pensieri. Aggrottò la fronte, perplesso. Non aspettavano visitatori. Si chinò un momento per deporre un lieve bacio sulla fronte di quella figlia appena ritrovata e che forse rischiava di perdere fin troppo presto e, dopo averle accarezzato una guancia con due dita, si avviò alla porta, richiudendosela dietro.bt Arcangeli 2

Tenete d’occhio le varie tappe, le avventure di Cassie & co. non finiscono qui: il trio Alexis Ann Flower ha nuove sorprese in serbo per voi!

separatore11

autriceALEXIS ANN FLOWER è lo pseudonimo con cui Alexia Bianchini, Anna Grieco e Fiorella Rigoni ripropongono ai lettori nella nuova edizione Harper Collins (collana eLit) la saga paranormal già autopubblicata nel 2013.

Facebook-icon

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi