Boy meets boy di David Levithan

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David Levithan

Capitan Salgari

David Levithan (nato nel 1972) è editore di libri per bambini, americano e autore pluripremiato. Ha pubblicato il suo primo libro per ragazzi, Boy Meets Boy, nel 2003. Levithan è anche il fondatore ed editore di PUSH, un’agenzia di stampa scolastica per ragazzi.

Sito: http://www.davidlevithan.com/

Il Corsaro NeroTitolo: Boy meets boy
Autore: David Levithan
Serie: //
Edito da: Fabbri (Collana: //)
Prezzo: 14,00 €
Genere:  Romance, young adult, commedia, LGBT
Pagine: 262 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/3Bstelle.png

  

Trama: Amore, amicizie e contrasti in un gruppo di adolescenti americani. Paul è gay, lo è sempre stato, lo è con naturalezza. Anche Tony lo è, ma i suoi genitori sono convinti che sia un problema, un grosso problema. Kyle è l’ex ragazzo di Paul, ma non riesce a farsi una ragione di quella parolina, ex. E poi c’è Darlene, sportiva, brillante e divertente; e Joni, l’amica inseparabile di Paul, ma a lui non piace il ragazzo con cui esce lei, e quindi forse non sono più così inseparabili. Al ballo del liceo tutto si risolverà. Forse.

Recensione
di Livin Derevel

Uno dei libri a tematica slash (omosessuale) più belli che io abbia mai letto in vita mia. Al di là dello stile di Levithan – assolutamente esilarante, limpido, che fa venire voglia di continuare la lettura ad oltranza – la trama non è un semplice intrigo d’amore, né una lotta contro gli schemi e la società. E’ entrambe le cose e, allo stesso tempo, nessuna delle due.

Un protagonista che sa provare emozioni, che le sa dare e le sa ricevere, un adolescente consapevole di sé e delle proprie ragioni, un personaggio che ispira simpatia a volte per la sua saggezza, a volte per il suo spirito d’amicizia, a volte per la tenerezza che riesce a strappare con i suoi dubbi. La storia è narrata con delicatezza e dolcezza, una buona dose di realismo che sa fondere perfettamente delusioni, speranze e sogni, non è campata per aria né ha l’aspetto di essere uno di quegli intrecci romantici preconfezionati; ha un sapore fresco, genuino, che fa sorridere e preoccupare senza forzare nessuna emozione. E’ scritta bene. E’ scritta maledettamente bene.

Poi – una cosa che ho amato particolarmente – in Boy meets boy c’è l’amicizia. Un valore che spesso passa in secondo piano, che viene ignorato in favore di un concetto principale che a volte non si regge sulle sue gambe. Paul, Joni, Tony, Ted, Kyle, Infinita Darlene, Noah, tutti legati da un filo sottile che è l’amicizia, che si costruisce o si disgrega, che nasce o si allontana, che c’è. In questo romanzo l’amicizia è quasi il fulcro di tutto, la complicità nell’accettare se stessi e il volersi far accettare agli occhi del mondo, il piacere di avere qualcuno con cui confidarsi, sentirsi liberi in compagnia di un amico o di un’amica che non giudicano, che tendono una mano, che hanno bisogno di noi nella stessa misura in cui noi abbiamo bisogno di loro.

Senza contare la simpatia dei personaggi con cui pian piano facciamo conoscenza, i genitori dello stesso Paul, con le loro stravaganze e le loro manie, Infinita Darlene divisa tra le unghie laccate e le partite di football, o le strambe associazioni culturali che sembrano popolare un liceo di aule e paradossi.

E’ un romanzo da leggere assolutamente. Perché dopo l’ultima pagina fa scappare un sorriso e una lacrimuccia, perché trasmette molto più di quel che appare, perché racconta storie a metà tra il surreale e il quotidiano, perché è dolce, perché nasconde molte cose dietro poche parole.
Consigliatissimo.

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