Cacciatore di energia di Valentina Della Santa

Valentina Della Santa;

E’ nata a Trieste nel 1978 e ora vive sulle sponde bresciane del lago di Garda. Sposata e con due figli ancora piccoli, fin da bambina affascinata da arte e racconti. Ha cominciato a otto anni a disegnare fumetti e a inventare fantastici personaggi; alle elementari la sua maestra d’italiano le diceva che aveva un modo del tutto originale di scrivere i temi, alle medie scriveva poesie e aveva una passione innata per il disegno, tanto che la sua professoressa di educazione artistica la convinse in terza media a fare un concorso regionale  e arrivò fra i primi posti. Fu così che si convinse a seguire la strada dell’arte e s’iscrisse all’istituto statale Nordio di Trieste in decorazione pittorica, ovvero come restauratrice di quadri e monumenti antichi; dopo due anni, però il suo sogno s’infranse e, per necessità famigliare, dovette iniziare a lavorare all’età di quindici anni. Continuò a scrivere poesie e pensieri e a disegnare, poi iniziò a fare la pizzaiola, inventando ricette nuove e stravaganti, fino a quando conobbe suo marito e si trasferirono in un paese vicino a Desenzano del Garda, dove vive tuttora. Dopo la nascita del suo secondo figlio, appena ebbe il tempo, ricominciò a scrivere e questo è il suo primo libro.

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Cacciatore di Energia- Il potere del ventoTitolo: Cacciatore di Energia- Il potere del vento (isbn: 9788897436171)
Autore: Valentina Della Santa
Edito da: Ebook Vanilla
Prezzo: 4,50 €
Genere: Adult Fantasy
Pagine: 251 p.
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Trama:  Amira è una ragazza di ventitrè anni che vive a Trieste. La sua vita è apparentemente normale, finché viene un giorno scossa da fatti misteriosi ed inquietanti. Inizia a fare sogni molto strani e si sente seguire da passi che arrivano nel vento. Sente che qualcosa, in quella routine quotidiana, cambierà la sua vita. Infatti, le compare come dal nulla un ragazzo misterioso che nasconde un segreto inquietante; lei se ne innamora da subito e, mentre le sue forze sembrano sparire e tutti quelli che le stanno attorno se ne accorgono, lei giorno dopo giorno si renderà conto che quei sogni coincidono con l’arrivo di quel misterioso ragazzo e che significano molto più di quanto lei non creda. Tassello dopo tassello, tutto le sembrerà più chiaro e si renderà presto conto che la sua vita potrebbe essere in pericolo. Ma, sicura del suo amore, continuerà a lottare per far luce al mistero e scoprirà un mondo a quasi tutti invisibile, il mondo dei cacciatori di energia.

 

Recensione:

di Ran Yuu

Amira è una ragazza che lavora in un asilo finché, nel solito tram tram della vita quotidiana, incontra Josè: un tipo strano che appare e scompare a suo piacimento senza un motivo apparente. Nei giorni seguenti, fra sogni strani e continue improvvisate del suo misterioso spasimante, Amira si sente spesso stanca e senza energia, scopre così che dietro a questi strani fenomeni si nasconde un patto fatto quando era una bambina legato a un potere antico e pericoloso.

Messo così, il libro sarebbe stato interessante, la storia che ruota attorno ai cacciatori di energia (umana) non è male, ma solo l’idea di “come sarebbe statonon può diventare un libro. Non mi piace dover elencare gli errori come una lista della spesa, ma credo sia un aiuto anche all’autrice capire dove correggersi e migliorare.

Gli errori di battitura sono frequenti, troppo. Un lavoro di editing svolto male o non svolto affatto? Per non parlare di periodi lunghi come una Quaresima, tanto da far andare via l’energia a me e non alla protagonista se dovessi leggerli ad alta voce. Le frasi troppo lunghe fanno sì che ne risenta tutta la vicenda, che appare confusa e priva di quel climax che dovrebbe caratterizzare un romanzo scandendo il tempo con punti e virgole messi nei punti giusti. Proprio per questo alle volte mi sono chiesta “Ma come era iniziato il discorso?”

Punto importante, inoltre (sopratutto per me, dato che sono triestina), è veder scritto che il romanzo è ambientato a Trieste e non trovare una singola descrizione della città che si confacesse con la realtà. Come se ambietassi una storia in Tibet e decidessi di descrivere una scena in un McDonald’s sui monti. E poi mi arrabbio, perché mi chiedo come sia possibile che l’autrice, nata proprio a Trieste, faccia gaffe del genere! Rimetto gli occhiali da maestrina e spiego la mia indignazione: a Trieste, credo che molti lo sappiano già ma è meglio chiarirlo, soffia la Bora ma non è un vento “normale” costante e simpaticone. Non abitiamo a Cabot Cove con la signora Fletcher, non siamo un’ isola ventosa. La Bora, arriva a raffiche, violente e improvvise, gelide e graffianti: per due minuti spazza la città a 120km/h poi fa un intervallo in cui puoi cercare un riparo o gli appositi sostegni per reggerti sparsi in città prima che ricominci a soffiare furiosa. Ecco cos’è il vento a Trieste, non quello che Amira trova ogni giorno assieme al suo amato giù al molo. Vorrei vedere se qualcuno si azzarda a stare vicino al mare quando fa brutto tempo, come minimo lo deve ripescare la guardia costiera! In città poi, fortunatamente abbiamo gli autobus e non i pullman che Amira prende come se vivese sul Cocuzzolo del Misantropo e, per andare all’aeroporto, situato a Rochi dei Legionari (quindi fuori città), non ci azzarderemmo mai a prendere un taxi ma il bus-navetta. Magari a qualcuno non interesseranno molto le puntualizzazioni sulla città, ma se leggo la trama e vedo scritto Trieste mi aspetto di veder descritta la mia città non una fittizia, non lo pensate anche voi?

Ricreare le atmosfere, il modo di vivere, la multiculturalità, gli odori, i colori affinché il lettore si immerga mentalmente in quella determinata città, che la ami o la odi ma soprattutto ne capisca il cuore. Ecco, con questo libro non è stato così, nemmeno per la caratterizzazione dei personaggi: piatta e priva di forza. Fra le righe mi sembrava di leggere un copione per il prossimo film polacco della stagione. Mi spiace molto dover dare questa triste e solitaria stellina come voto, ma non posso far altro che attestare la mia delusione.

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