Carry On di Rainbow Rowell

Carry On

di Rainbow Rowell

Titolo: Carry On
Autore: Rainbow Rowell || Traduttore: Federica Merani
Edito da: PIEMME
Genere: Narrativa.
Pagine:  538p. || Prezzo: 14,45€ book – 6,00€ ebookÉ

Trama dell’editore:
Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

Recensione

di Kat

Ero curiosissima di leggere questo nuovo libro di Rainbow Rowell. Dopo il grande successo che ha avuto in quasi tutto il mondo ero davvero entusiasta. E proprio per questo che ci sono rimasta ancora più male quando ho finito il libro ritrovandomi con l’amaro in bocca. Avevo grandissime aspettative e non sono state soddisfatte per niente.

Io non vorrei davvero stroncare un libro così famoso ma non posso parlarne bene sapendo di non essere coerente con me stessa. Cercherò di essere oggettiva e soprattutto di non fare nessuno spoiler perché sicuramente ci saranno persone tra di voi che lo staranno iniziando o semplicemente sono curiose di leggerlo. Ma entriamo nel romanzo.

Partiamo dal problema principale di questo romanzo: la grandissima e palese somiglianza con la saga di Harry Potter della Rowling. FERMI TUTTI! So che è una sorta di fanfiction scritta dalla protagonista di “Fangirl”, (la recensione sul sito QUI) l’altro romanzo dell’autrice.

MA NON È SCRITTO DA NESSUNA PARTE NEL LIBRO E CHI LO LEGGE NON SA QUESTA COSA. Se fosse stato specificato all’inizio, magari con un prologo, sarebbe stata anche una cosa totalmente originale e anche particolare, sicuramente l’avrei apprezzato di più. Ma così non ha senso e a prima vista senza sapere nulla sembra quasi un plagio di Harry Potter.

Sorvolando il primo problema, andiamo al secondo: il linguaggio usato.

Metto le mani avanti dicendo che io ho letto la versione in italiano di Carry On, vorrei poter dare la colpa alla traduzione (ma non credo che in inglese sia la rivelazione del secolo).

Tutto quello che riguarda la magia è trattato in modo infantile, insomma, nel mondo di Harry Potter sembra tutto coerente davvero ogni singolo particolare, qui sembra tutto sconnesso e senza senso. La primissima cosa in cui vi imbatterete saranno le formule magiche, quanto ho rimpianto “Expelliarmus” e “Alohomora”. Per non parlare dei dialoghi dei personaggi, non hanno un senso logico e a volte ti sembra di star leggendo davvero una fanfiction scritta da una 13enne, di quelle brutte però. Per non parlare della miscela del mondo reale con quello di Watford. Mangiano al McDonald, parlano di “Call me maybe”, UNA FORMULA MAGICA È LA FILASTROCCA DI WHISKY IL RAGNETTO! Non ce la posso fare.

Terzo e più grande problema secondo me: la caratterizzazione del personaggio LGBT del romanzo. (Sempre per non fare spoiler non svelerò chi è ma si capisce subito). Poteva essere la svolta, affidare ad una grande casa editrice un romanzo con un tema LGBT totalmente indirizzato ai giovani. Sarebbe stato magnifico ma invece no, hanno perso una grandissima occasione. Il personaggio è a tratti magnifico e a tratti totalmente da buttare nel burrone più profondo del mondo per la sua stupidità e incoerenza.

Ma non è proprio tutto da cestinare questo romanzo, ci sono alcune (poche) cose buone e originali. Mi è piaciuto molto il protagonista, Simon soprattutto all’inizio. Al contrario di Harry Potter (FORTUNATAMENTE) Simon ha una sorta di repulsione verso la magia e non è per niente bravo pur essendo il prescelto. Il suo rapporto con Penelope è molto carino ed è stato trattato bene all’interno del romanzo, anche se Penelope a volte risulta troppo uguale ad Hermione. Diciamo che ci sono delle cose che la distanziano. Direi che Simon e Penelope si meritano una bella sufficienza piena. Baz.. ho dei sentimenti contrastanti su Baz. Ci sono momenti che ho amato tutto quello che faceva e momenti dove ho chiuso il libro dicendo “no basta, sto sprecando il mio tempo”. Parlando sempre dei personaggi, inserire altre creature magiche oltre ai maghi è stata una bella mossa, molte di queste sono descritte davvero in maniera cruda e vera.

In generale non ho trovato per niente riscontro né con le mie aspettative né con le bellissime recensioni che leggevo in giro per altri blog. Sicuramente non è un libro che rileggerei.

 

Voto:

Rainbow Rowell, classe 1973, a volte scrive di adulti (Attachments, tradotto in italiano con il titolo Per l’@more basta un click, e Landline). A volte scrive di adolescenti (Eleanor&Park, tradotto in italiano con lo stesso titolo, Fangirl e Carry On). Ma scrive sempre di persone chiacchierone e innamorate, fuori da ogni schema. Vive in Nebraska con il marito e i due figli. Si chiama Rainbow perché i genitori erano hippie e si è laureata in giornalismo perché, “quando le uniche due cose che ti riescono bene sono leggere e scrivere, se vuoi anche un’assicurazione sanitaria non ti resta che studiare da giornalista”. Cura una rubrica di costume e cultura pop sull’”Omaha World-Herald”. Il suo primo romanzo, Per l’@more basta un clic, ha ricevuto un consenso unanime di pubblico e critica negli USA e in UK: “Miglior esordio del 2011” per il “Kirkus Reviews”; “Libro dell’estate2011” per “Entertainment Weekly”; selezione “Scopri i nuovi talenti” delle librerie Barnes & Noble. Per una volta nella vita è stato segnalato da Amazon tra i migliori libri del 2013 e ha ottenuto 14.000 giudizi su Goodreads, il più popolare forum di lettori.

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Una replica a “Carry On di Rainbow Rowell”

  1. *_Nasreen_* ha detto:

    l’ho letto anche io… onestamente non mi ha fatto impazzire. Mi chiedo come abbia avuto tutto questo successo…

    Una buona idea, sicuramente, dato che si espone nel trattate con delicatezza una relazione LGBT, ma sicuramente un prodotto da poco. Non c’è un introduzione, non si spiega esattamente cosa ci si accinge a leggere e, da fanwriter, non è che io sia rimasta troppo entusiasta di tutto quel potteruniverse. Si sente, tanto, troppo, in ogni riga. Alla faccia della fanfiction.

    Il romanzo è diviso in tre libri, e solo nel terzo si inizia ad apprezzarlo veramente, ma per il resto, è piuttosto pesante, soprattutto per un vero potterhead.

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