Ci proteggerà la neve di Ruta Sepetys

Ci proteggerà la neve

di Ruta Sepetys

 

Titolo: Ci proteggerà la neve
Autore: Ruta Sepetys
Edito da: Garzanti
Prezzo: 4,99 € ebook, 14,37 € cartaceo
Genere: Drammatico, storico
Pagine: 364 p.

anobii-icon Good-Reads-icon amazon-iconTrama: Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l’unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta. Emilia, una ragazza polacca che a soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un’unica eco: sopravvivere. E quando la nave finalmente si intravede all’orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino. Finché guardando in alto vedrà un cielo infinito pieno di neve, saprà che quel candore le darà la forza per non arrendersi.

 

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Recensioneùdi Persefone

“Il senso di colpa è un cacciatore. Il destino è un cacciatore. La vergogna è una cacciatrice. La paura è una cacciatrice”.

Ci proteggerà la neve è un romanzo toccante e profondo. L’autrice è riuscita nel suo intento di raccontare uno dei capitoli più dolorosi della storia con maestria e delicatezza.

Il romanzo narra le vicende di quattro giovani vite che si intrecceranno nel dolore e  nella speranza, basandosi su un avvenimento realmente accaduto ma purtroppo dimenticato: l’affondamento del transatlantico Wilhelm Gustloff nel 1945. Joana è una giovane infermiera lituana, intelligente e altruista. Emilia è una ragazza polacca di 15 anni incinta. Florian è un disertore prussiano, disilluso e scoraggiato. Alfred è un marinaio, inetto e disadattato, che fino alla fine crede ciecamente alle parole del Fuhrer. 

Il racconto ci immerge immediatamente in una Europa lacerata e sconfitta. Il lettore è spettatore inerme delle fatiche e del dolore che il gruppo di Joanna deve affrontare nella lunga attraversata che dalla Prussia Orientale li condurrà al porto di Gotenhafen.

Il romanzo mi ha colpito per l’ottima caratterizzazione dei personaggi. Nonostante ci vengano fornite poche informazioni sul loro aspetto fisico o sul loro passato, i protagonisti si presentano vividi e intensi. Essi ci vengono presentati attraverso le emozioni che provano, attraverso il dolore che sentono nel perdere i loro compagni di viaggio, attraverso la disperazione che dilaga ovunque.

I protagonisti sono testimoni delle atrocità della guerra e della crudeltà infinita dell’uomo. Ognuno di essi ha perso la propria famiglia e la propria patria e in questo ultimo atroce viaggio tenta di aggrapparsi alla speranza di ricominciare. Attraverso il loro occhi assistiamo a scene strazianti e orripilanti. Affondiamo i piedi nella neve sporca di sangue e coperta di cadaveri.

“Prima che questa guerra finisca, tutti gli uomini avranno l’opportunità di rivelare la loro vera natura”.

Ci proteggerà la neve è una testimonianza non solo degli orrori della guerra, ma anche dello smarrimento dell’animo umano. I nostri protagonisti hanno perso la propria patria, la proria famiglia e le proprie origini. Sono giovani che nonostante tutto si aggrappano con tutte le loro forze alla vita e alla speranza di sopravvivere.

Ci proteggerà la neve è un inno alla speranza e alla vita stessa. In questa lunga traversata i personaggi trovano spazio per la solidarietà e la generosità, nonostante siano affamati e stremati. Il poeta delle scarpe, un vecchio calzolaio, sarà la bussola morale del gruppo, diffondendo parole di speranza e incoraggiamento. Nonostante non sia approfondito come personaggio, Il poeta delle scarpe, è uno dei miei preferiti perché trasmette uno dei messaggi cardine del libro. Infatti Heinz è un uomo anziano che ha già visto molto dolore e si domanda perché la violenza umana deve colpire i bambini e il loro futuro. Tuttavia crede fortemente che il suo gruppo abbia una possibilità di imbarcarsi e raggiungere terre sicure e nel profondo sa che ci sarà un avvenire senza dolore e sofferenza.

Ho amato la scrittura lineare e concisa dell’autrice, capace di arrivare dritta al cuore del lettore. Ho veramente apprezzato che lo stile della Sepetys fosse privo di fronzoli o eccessivamente ricercato, in quanto mi ha permesso di immergermi maggiormente nella storia. L’autrice è stata capace di dipingere con poche ma precise pennellate l’assurdità di una guerra che prima di tutto ha distrutto il futuro e le speranze di milioni di persone.

Mi sono innamorata degli scorci del passato dei personaggi e in particolare quelli di Emilia. In questi brevi momenti l’autrice ci mostra le vite spezzate, i sogni e i ricordi rubati dalla violenza e dalla disumanità con dettagli minuzioni e i profumi della vita quotidiana.

Ci proteggerà la neve è un romanzo profondo e doloroso, che ha bisogno di consapevolezza per essere letto. È un romanzo che narra gli intrecci della vita, lo strazio e lo smarrimento dell’animo umano, ma soprattutto la forza della speranza e la fiducia nel futuro.

“La storia può sparire anche se scritta col sangue?”

 

VOTO:

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Ruta Sepetys, Nata in Michigan da una famiglia di rifugiati lituani. Non ha mai dimenticato le sue origini e la storia della sua famiglia. Per questo è andata in Lituania, nel tentativo di recuperare la memoria paterna. Per scrivere Avevano spento anche la luna (Garzanti 2011) le ricerche sono state particolarmente impegnative. Ha visitato i campi di lavoro in Siberia, conoscendo molti sopravvissuti che, assieme al contributo di alcuni storici, l’hanno aiutata a descrivere i particolari più importanti di quel momento storico. Nel 2014 sempre per Garzanti esce Una stanza piena di sogni e nel 2016 Ci proteggerà la neve.

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∼ by Persefone
Editing by CriCra

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