CineMania – Star Wars: Gli Ultimi Jedi

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Star Wars: Gli Ultimi Jedi

 

Titolo: Star Wars: The Last Jedi
Regia: Rian Johnson
Sceneggiatura: Rian Johnson
Genere: Space-Opera, Sci-fi
Produzione: LucasFilm Ltd.
Distribuzione: Walt Disney Studios
Paese: USA
Durata: 150 minuti
Interpreti: Mark Hamill, Daisy Ridley, Carrie Fisher
Anno: 2017

 

 

TRAMA: I membri della resistenza evacuano la loro base appena in tempo per sfuggire alla Flotta del Primo Ordine. Ma il Primo Ordine non desiste e, forte di una nuova tecnologia, riesce a tracciare le navi ribelli anche nell’iperspazio. La resistenza sembra avere i minuti contati a meno che Rey non riesca a convincere il maestro Jedi Luke Skywalker a tornare in campo…

Recensione

di Francesco Mirabella

Star Wars VIII è il film della saga più apprezzato dai critici dopo l’insuperabile “L’impero Colpisce Ancora”, ma è un film che ha spaccato la base dei fan. Certo, quando si tratta di Guerre Stellari, questo non è poi così difficile poiché questo franchise ha una base di fan non solo incredibilmente numerosa, ma anche molto rumorosa e con opinioni molto marcate. Questo è un film difficile da inquadrare, perché bisogna valutarlo ad almeno tre livelli: come film a sé stante, come secondo capitolo di una trilogia e come film della Saga di Guerre Stellari e il riuscire in uno di questi livelli non comporta automaticamente il successo negli altri.

Come film preso a sé stante, è veramente ben fatto. La cura dei dettagli di ogni singola scena mette in mosta le capacità del regista che crea un prodotto che (per buona parte) è molto piacevole da vedere. Visivamente, “Gli ultimi Jedi” è il miglior film della saga. Il montaggio sonoro è eccellente e anche la musica rappresenta un netto miglioramento rispetto a “Il risveglio della Forza“. I richiami alla trilogia originale sono ben piazzati e decisamente più sottili quando paragonati a quella copia carbone che è “Il risveglio della Forza“. L’azione è ben coreografata e avvincente con la sola esclusione della fuga dalla città-casinò, imbarazzante sotto troppi punti di vista, per essere anche solo lontanamente accettabile. Tuttavia, la sceneggiatura presenta ben troppi problemi.

Prima di tutto, il tono del film è disperatamente inconsistente. Questo è forse il film più cupo della saga e l’umorismo, sempre presente in Guerre Stellari, viene qui inserito a viva forza e spesso non solo non funziona, ma rovina la drammaticità della scena che lo precede non aiutato dai frequenti cambi di scena (inevitabili, visti che per buona parte del film si seguono tre storie). Ne consegue che magari si raggiunge un picco in una scena solo perché questo venga brutalmente tagliato dalla scena successiva di tono totalmente diverso, impedendo quindi che la gravità del momento rimanga con lo spettatore. Non che faccia davvero ridere in primo luogo…

La storia viene incredibilmente dilatata da intere sequenze che non hanno motivo di esistere. L’intera sottotrama di Finn e Rose su Canto Bight nasce dal fatto che la Resistenza è guidata da (e qui sono molto più gentile di quanto non dovrei) assoluti idioti che decidono di mantenere segreto un piano che non ha bisogno di essere segreto creando una scissione all’interno. E l’intera sequenza di Canto Bight dovrebbe servire da messaggio animalista, antischiavista, anticapitalista, ecc… che però finisce solo per cadere sulle orecchie sorde di uno spettatore infastidito perché: 1) l’intera sequenza ci porta lontano da quelle scene effettivamente rilevanti ai fini della trama, nonché davvero ispirate e interessanti, che vogliamo vedere; 2) è ridicola e poco ispirata, incoerente con il film. Sia chiaro, se fosse stata una scena all’interno del Quinto Elemento sarebbe stata giustificabile? Ma in Guerre Stellari? Semplicemente fuori posto. Se si dovesse guardare solo la scena del Casinò non si riuscirebbe mai a indovinare che si tratta di Guerre Stellari. E non aiuta minimamente il fatto che, tagliando questa mezz’ora, il film non cambierebbe di una virgola: NIENTE di quella sottotrama è rilevante alla fine se non forse per introdurre dei bambini che saranno i protagonisti della nuova trilogia di Guerre Stellari che il regista dirigerà. O è così, oppure si è sprecato ulteriore minutaggio.

Passando ai personaggi, Kylo Ren è quello che è migliorato di più rispetto al primo capitolo. Anzi, sembra quasi che il film abbia preso atto delle critiche mosse dai fan al primo perché Snoke rimprovera Kylo usando proprio le parole dei fan che non avevano apprezzato il suo personaggio, e quindi la stessa saga prende atto delle debolezze di Kylo Ren. Da lì in poi, per Kylo Ren è un crescendo che lo porta a diventare un antagonista degno di questo nome senza tradire però quello che abbiamo visto di lui nel Risveglio della Forza. Kylo è ancora quel personaggio, ma più determinato, più forte, pur rimanendo instabile. Mark Hamill è un magnifico Luke Skywalker ma…

Da qui si entra in territorio Spoiler.

Luke Skywalker era l’uomo che ha avvertito il conflitto in Darth Vader, l’uomo più odiato della galassia e responsabile di numerose atrocità, e vedeva ancora uno spiraglio di luce nella sua oscurità. Contro ogni buon senso e ogni avvertimento, non si è arreso e ha fatto di tutto per redimerlo. Questo Luke quasi uccide il nipote nel sonno perché ha avvertito l’oscurità in lui, il che va contro quello che il personaggio ha fatto nella trilogia originale. Leila è protagonista di una scena degna del peggior incrocio tra Superman e Mary Poppins in cui, dopo essere finita nello spazio a seguito dell’esplosione della plancia, vola di nuovo all’interno dell’astronave. La cosa peggiore? Che nessuno prende atto di quest’impresa sovrumana, che non verrà più menzionata nel corso del film né si prova a dare una spiegazione del perché Leila (che nell’universo canonico non ha mai utilizzato la forza se non per sentire la presenza di Luke) ha fatto quello che ha fatto. Phasma è forse il più personaggio più sprecato dell’intera saga. Liquidata senza cerimonie non in uno, ma in due film, rappresenta un nuovo picco di inutilità. E Rey continua ad essere il personaggio più potente dell’intera saga, in virtù dell’insuperabile potere che possiede, vale a dire saper fare tutto quello che la trama richiede in quel particolare momento: Rey usa la forza e la spada come un maestro Jedi senza il benché minimo addestramento. O sì. I trailer hanno ancora una volta ingannato gli spettatori, dato che Rey e Luke interagiscono per pochi minuti e manca totalmente una sequenza di addestramento paragonabile a quella tra Luke e Yoda ne “L’impero colpisce ancora“, dove possiamo vedere Luke migliorare costantemente nella forza. Ma non che Rey abbia bisogno di maestri. E se nel primo film la si difendeva perché non sapevamo chi fosse davvero, in questo film è indifendibile. Rose, questo nuovo personaggio, serve soltanto a introdurre un’intera sottotrama che non porta a niente e finisce per l’innamorarsi di Finn senza alcun perché o giustificazione dopo appena un giorno, rischiando di condannare l’intera ribellione per un amore che appare essere poco credibile. Nella lista di potenziali partner per Finn, persino Poe sarebbe più credibile di Rose.

Tutte le domande che il primo film aveva posto come centrali e indispensabili alla storia stessa vengono risolte nel peggior modo possibile. Chi è Snoke? Non è più importante, tanto viene tagliato a metà alla sua seconda scena. Perché la spada laser di Luke è così importante per Rey? Boh, tanto Luke la tira dietro di sé come spazzatura (sì, così si risolve il solenne cliffhanger del primo film). Chi sono i genitori di Rey? Dei nessuno, spazzatura galattica. E allora come mai Rey è così abile nella forza? Perché sì. Non c’è evoluzione né giustificazione in Rey, il cui spessore è praticamente nullo. Si è detto che la colpa è dei fan se questi hanno speculato per due anni su questi tre quesiti, ma non è vero. Non si tratta di dettagli, non si tratta di ghiribizzi dei fan su dettagli insignificanti, ma di punti focali che il primo film di questa nuova trilogia ha spacciato per importanti, costruendoci sopra, attirando l’attenzione.

Il problema è che questa nuova trilogia è stata costruita senza una visione d’insieme, lasciando mano libera ai registi invece di coordinarli. Ed è un problema notevole che tra le altre cose rende l’intera linea temporale della saga indecifrabile e non fa capire dove si voglia andare a parare.

Da fan della saga, non posso apprezzare questo film. Ma da cinefilo devo dire che qualitativamente si tratta del film migliore della saga ed è infinitamente superiore a “Il risveglio della forza” sotto ogni punto di vista: la colonna sonora e gli effetti sonori non sono un mero remix dell’originale, i set sono infinitamente più interessanti, Mark Hamill è un grande e gli sceneggiatori si sono impegnati a pensare una trama che fosse nuova.

Gli Ultimi Jedi sono un film eccellente, un incoerente secondo capitolo e un mediocre Star Wars.

Il risultato finale è un film che piacerà a chi non è troppo devoto alla saga e che, nonostante i difetti, rimane tecnicamente il miglior film della saga. Ma se un fan vi dirà che questo film gli ha fatto venire voglia di lasciare la sala, credetemi: non sta esagerando.

Abbiamo votato questo film:
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⇒ Posted by Francesco Mirabella

Edit by CriCra

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