Coincidenze d’inverno di Cristiano Mocciola

Cristiano Mocciola

Cristiano Mocciola è nato a Milano nel 1978. Ha esordito con Stop!, romanzo breve edito nel 2008 da Zerounoundici editore. Partecipa a diversi concorsi letterari ottenendo buoni risultati. È presente nelle raccolte antologiche edite da Montag con due racconti: “La via di uscita” in Alchimie di Viaggio (2010) e “Acqua e Fuoco” in L’amore delle donne (2011).

Sito: http://cristianomocciola.wix.com/cristianomocciola

Il Corsaro NeroTitolo: Coincidenze d’inverno
Autore: Cristiano Mocciola
Serie: //
Edito da: Edizioni Montag (Collana:Gli Orizzonti)
Prezzo: 15,00 € 
Genere:  Narrativa
Pagine: 148 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png
  

Trama: Tecla e Valentino. Protagonisti di una storia unica, impareranno a conoscere loro stessi e a comprendere il significato del dono più grande che ci è stato fatto: quello dell’Amore. A gestire le fila della storia c’è la Vita, che mette alla prova la capacità di resistenza e la caparbietà di entrambi. E sarà sempre la Vita che si svelerà in tutta la sua potente bellezza al termine di mille disavventure, dolori e sofferenze. Ma l’Amore ripaga sempre coloro che con totale fiducia gli si concedono.

Recensione
di Sorrisoraggiante

Odio essere iper-critica nelle cose, ma ci sono occasioni che a volte la vita ti mette davanti e in cui è proprio impossibile evitare di essere sinceri e brutali.

Quando qualche giorno fa mi sono ritrovata a leggere distrattamente la trama di questo libro, ho pensato che forse avrebbe potuto rivelarsi un’esperienza interessante.

Parlando di coincidenze, amori misteriosi nascosti ed incredibili agli occhi di tutti, tranne che a quelli dei due amanti coinvolti, il primo riferimento che mi è subito balzato alla mente è stato quello con il film “La casa sul lago del tempo”. Pellicola che adoro, e che rivedo sempre volentieri ogni volta che posso.

È questo il problema con i confronti… creano delle aspettative che difficilmente verranno superate, o perlomeno eguagliate.

Lo scenario di Coincidenze d’inverno si apre su una piccola famigliola in viaggio per le vacanze estive, rinchiusa in un’afosissima macchina dall’aria condizionata irrimediabilmente rotta, e con una gazza appollaiata sopra il cofano, che “spinta dall’ispirazione, deviò con destrezza sul ciglio della strada, appollaiandosi su di un ramo” rimanendo a guardare l’auto che si allontana lentamente.

Ve lo stavate chiedendo? Bene, neppure io.

Adesso che, come dei provetti ornitologi, siamo tutti a conoscenza dei movimenti del povero uccello, andiamo avanti.

Veniamo a conoscenza del fatto che il piccolo Valentino, in partenza da Bologna, ama passare le vacanze con i suoi genitori sulla spiaggia, e l’ultima scena che ci rimane è quella di un bimbo dal sorriso entusiasta che guarda il suo aquilone stanziato contro le nubi di un cielo scuro (Ma non era estate? Senza aria condizionata durante il viaggio in macchina, e perseguitato dalla pioggia appena arrivato a destinazione. Pure parecchio sfigato, povero Valentino!).

All’improvviso, la storia cambia e ci ritroviamo un Valentino ormai cresciuto che, messi da parte aquiloni e sorrisi estatici, si ritrova a rimpiazzare il posto in fabbrica del padre andato ormai in pensione. Stanco della vita, con le speranze fatte a pezzi da un mondo troppo crudele, laureato eppure senza un posto di lavoro adeguato ai suoi studi, e come ciliegina sulla torta depresso dopo avere rotto con la sua fidanzatina storica (la sfiga di Valentino continua imperterrita a dispetto dell’età, a quanto pare).

Valentino ha ovviamente un amico, Nicola, che lo incoraggia a rifarsi una vita e ad iscriversi a un innovativo social network per trovare un nuovo passatempo (come donna, ti ringrazio per la gentile e cortese attenzione verso il mio sesso, Nicola!). Vale è contrario ad usare la donna come un oggetto e si dice voglioso di una relazione seria e sincera. Fatto sta che qualche riga dopo lo troviamo a completare la sua iscrizione in un improbabile internet point scovato per strada (oltre che sfigato pure dotato di doppia personalità, andiamo bene).

Ed è proprio girando tra le schede dei vari iscritti che Valentino rimane folgorato da una visione in bianco e nero: una ragazza dai capelli corvini, con il viso a metà e gli occhi rivolti verso l’alto (per quale motivo non ci è dato di saperlo). Il nostro giovane eroe decide di farsi coraggio e contatta l’angelo dal viso perfetto tramite messaggio privato.

È così che inizia lo scambio epistolare super-tecnologico tra Valentino e Tecla, appassionata di informatica con un grave problema di dipendenza dalla droga. L’amicizia con il tempo evolve in qualcosa di più forte fino a quando Tecla, che non riesce a confessare il suo problema, decide di evitare Valentino e le sue chiamate. Potete immaginare la disperazione del giovane che tenta in ogni modo di contattarla e di capire quale sia il problema, purtroppo, invano.

Proseguirei volentieri (ma anche no) con la trama, se non fosse che il mio cervello abbia incominciato a chiedere pietà, e io abbia deciso di ascoltarlo.

La vicenda prosegue ad un ritmo talmente lento da risultare noioso. I protagonisti sono descritti superficialmente, eppure appare evidente la pretesa subliminale dell’autore di farli passare per i nuovi Romeo e Giulietta. I dialoghi sono quasi inesistenti, esigui, pedanti e totalmente piatti.

La storia va avanti a fatica, e soprattutto non invoglia per niente il lettore a proseguire.

Gli eventi sono narrati in maniera volutamente (si spera) anacronistica, ma l’abilità dell’autore non è abbastanza da dipingere un quadro chiaro e ben delineato.

Su 150 pagine totali, sono arrivata a leggerne a fatica 49, e le ultime sono state una vera agonia.

In conclusione, il manoscritto non è neanche lontanamente sufficiente. Assolutamente non consigliato.

A meno che cerchiate un rimedio facile e veloce contro l’insonnia cronica.

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