Come se non ci fosse un domani di Agnès Ledig

Come se non ci fosse un domani

di Agnès Ledig

 

TitoloCome se non ci fosse un domani
Autore: Agnès Ledig
Edito da: Mondadori
Prezzo: 19,00 €
Genere: Romanzo
Pagine: 274 pag.

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Trama: Romeo fa il pompiere e, nel tentativo di salvare la vita a un bambino imprigionato in un appartamento invaso dalle fiamme, cade dall’ottavo piano di un palazzo e viene ricoverato in condizioni disperate in ospedale. Juliette, infermiera nel reparto di riabilitazione di quello stesso ospedale, ha modo di conoscerlo durante gli interminabili giorni in cui i medici cercano di rimetterlo in sesto dopo l’incidente. Entrambi soffrono. Romeo per non potersi occupare della sorella adolescente, ribelle e fragile che ha bisogno di lui, e Juliette perché da anni cerca invano di avere un figlio, a costo di tenere al suo fianco un uomo che non la rispetta e la tratta spesso male. L’incontro casuale tra queste due persone ferite nel loro intimo, che riescono a trovare nel presente una ragione di vita, sconvolgerà il loro destino e quello di chi hanno intorno. “Come se non ci fosse un domani” è una bella storia d’amore scritta in modo empatico e sincero. Quello di Agnès Ledig è un universo affettuoso in cui si muovono personaggi fragili e veri che spesso ci assomigliano. L’autrice tende la mano alle persone segnate, e il suo messaggio è che l’amore per la vita deve trionfare su tutto nonostante le difficoltà.

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Recensioneùdi MiriamS.

Agnes Ledig con questo libro è stata in grado di realizzare un romanzo introspettivo capace di scavare nei meandri dell’animo umano. I protagonisti sono Romeo e Juliette. I due ragazzi si conoscono dopo l’incidente di Romeo, un giovane pompiere che per salvare la vita di un bambino cade dall’ottavo piano di un palazzo. Il ragazzo viene ricoverato in condizioni disperate in ospedale e Juliette è la donna, l’infermiera che si prende cura di lui.
A primo impatto sembrerebbe di trovarci di fronte ad una donna forte e coraggiosa, dispensatrice di consigli e per nulla propensa ad arrendersi ma, in realtà, proseguendo la lettura scopriremo una donna di trentasei anni fragile e poco sicura di sé. Juliette ama il suo lavoro ma la sua vita privata fa acqua da tutte le parti. Vorrebbe tanto un figlio ma non riesce ad averlo, il suo compagno la tratta male, la umilia e la picchia ma lei non ha il coraggio di lasciarlo; ha paura di restare sola e di vedere sfumare per sempre la possibilità di diventare madre.
Due vite segnate da un destino beffardo che sembra prendersi gioco di loro.
“Vado avanti così, accettando l’idea, a volte difficile eppure incontestabile, che buona parte della nostra esistenza non ci appartiene. Gli incontri, gli amori, le occasioni, gli arrivederci o gli addii, le piccole gioie e i grandi dolori, i piccoli dolori e le grandi gioie. Alla fine è il destino che decide. Il destino. Spesso per delle buone ragioni.”
Durante la lettura assistiamo ad una crescita dei personaggi, in particolare penso che la maturazione riguardi la sorella di Romeo, Vanessa, che innamorandosi riesce a trovare il suo equilibrio mostrandosi anche più matura del fratello.
Il romanzo ha tanti personaggi che vengono messi in rilievo in punti diversi del romanzo: a volte la protagonista è Juliette altre volte è sua nonna Manon oppure Vanessa. I personaggi maschili invece sono messi quasi sullo sfondo, non essendo descritti in modo approfondito con l’eccezione di Romeo.
Juliette è una donna che nel romanzo mi ha colpito in modo particolare: una donna ambivalente, da un lato forte e risoluta dall’altro fragile e vittima inconsapevole dell’egoismo e della cattiveria del suo uomo. Le scene di violenza descritte sono molto dure e alle volte ho pregato in una reazione della donna che però non c’è stata. Il merito della scrittrice è stato quello di parlare, attraverso Juliette, di una condizione purtroppo comune a tante donne che non hanno il coraggio di reagire e di aspirare ad un cambiamento: restano prigioniere di una vita che non sentono propria e, pur soffrendo, non riescono a estirparne le radici.
C’è un elemento che guida le vite dei protagonisti ed è il destino. È lui a scegliere gli amori, gli incontri, gli addii che via via si succedono nelle pagine del romanzo.
Oltre al destino penso che il libro voglia invitarci ad amare la vita nonostante le difficoltà: l’esempio ce lo fornisce Romeo quando, in seguito all’incidente, diventa un “uomo tronco”, avvolto dalla “nebbia sensoriale”. Una definizione particolare che sta ad indicare la condizione in cui si ritrovano le persone in stato comatoso, vegetativo che perdono la percezione del proprio corpo. Eppure Romeo nonostante la sua condizione si aggrappa alla vita continuandola ad amare. Successivamente è Juliette a presentarci un riscatto: da donna fragile e insicura riesce a ristabilire un rapporto con il mondo che la circonda seppur rinunciando al suo sogno.
“Mi sento proprio bene, qui. È incredibile constatare come ritrovare i luoghi e le persone che hai amato profondamente ti riconnetta all’istante con quei valori della vita che sono i tuoi e che la vita ti aveva fatto dimenticare.”
Anche la vecchia Manon è un personaggio che fa innamorare il lettore, forse la più introspettiva di tutta la storia, che è stata capace di farmi piangere sfogliando le ultime righe del romanzo.
I temi affrontati sono tanti e i personaggi sono persone comuni con cui si riesce a stabilire un rapporto empatico. Essi diventano quasi amici fidati e a volte, quando le cose vanno diversamente da come ci si aspetta, ci si chiede il perché e si spera in qualcosa di positivo; la scrittrice decide con la sua penna di regalare solo in parte la felicità ai protagonisti perché è ancora una volta il destino a scegliere regalando e togliendo.
La scrittura è scorrevole, fluida e con alcuni termini francesi. Ciò che ho apprezzato in modo particolare sono stati i dialoghi e le riflessioni personali dei protagonisti. Dal suo racconto viene fuori un percorso interiore dei singoli personaggi fatto di scalate e discese. Se è vero che la scrittura è semplice è anche vero che alcuni punti ho avuto bisogno di rileggerli per apprezzare totalmente il messaggio. Quella di Agnes Ledig è una penna capace di incantare e trasmettere emozioni forti.
“Come se non ci fosse un domani” è un libro che ha tenuto la mia attenzione costante dalla prima all’ultima pagina. La scrittrice è stata capace di trasmettermi pure emozioni: gioia, disperazione, nostalgia, producendo una trama quasi reale per le vicende raccontate. Agnes Ledig ci ha parlato anche delle occasioni che capitano nella vita e che bisogna cogliere al volo e non avere rimpianti e, laddove ce ne fossero, offre insieme alla forza del destino una seconda possibilità. Un romanzo in cui ti senti rapito dal potere delle parole, che passano davanti struggenti, con forza, capaci di creare immagini, suoni, profumi nella mente.

Voto

 

Agnès Ledig quarantatré anni, ostetrica in Alsazia, scopre di avere il dono della scrittura quando nel 2005 inizia a scrivere una sorta di diario durante la malattia di suo figlio, morto di leucemia. Nel 2011 pubblica il suo primo romanzo, Marie d’en haut, per un piccolo editore e riceve il premio Coup De Coeur delle lettrici di Femme Actuelle. Segue Un attimo prima della felicità (Mondadori, 2015) che ha venduto in Francia oltre 200.000 copie e ha vinto il Prix Maison de la Presse nel 2013.

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By MiriamS.

Editing by Simog

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