Come un toro in mezzo al petto di Andrea Asti

Andrea Asti:

Nasce a Rivoli nel 1973. Fin da giovane manifesta la sua passione per la scrittura attraverso le sue poesi e i suoi scritti.
Appassionato di lettura e cinema, ha partecipato ad alcuni concorsi letterari e nel 2006 la sua poesia “Lucrezia” viene inserita nell’Antologia del premio città di Monza.
Nel 2006 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “No Smoking”.
Sposato dal 2007 continua a scrivere poesie.

Blog di Andrea: losciacalloparlante.myblog.it



Titolo: Come un toro in mezzo al petto (isbn: 9788863073232)
Autore: Andrea Asti
Serie: #
Edito da: Zerounoundici Edizioni
Prezzo: 13.00 euro
Genere:  Narrativa Contemporanea
Pagine:140 pg.
Voto:


Trama: Protagonista della storia non è solo Lorenzo, ma Lorenzo e la sua malattia. E come questa malattia abbia cambiato il rapporto di questo ragazzo con la vita, con le amicizie, col lavoro, con la famiglia, con l’amore. E come, questa malattia, abbia reso questi rapporti da difficili a conflittuali fino ad inesistenti.

 

Estratto: Leggi on line le prime pagine!

 

Citazione: Perchè poi alla fine il toro che ti colpisce in mezzo al petto può avere tante sfumature e lasciare conseguenze non sempre necessariamente negative.Perchè poi alla fine quest’onda che a volte mi travolge non riesco a chiamarla in nessun altro modo che non sia VITA.

 

Recensione: 5 stelle ad Andrea Asti, che non mi aspettavo un libro del genere da uno scrittore definito “esordiente”.
5 stelle a Lorenzo, che un protagonista così odioso, egoista, egocentrico, vittimista, cinico, negativo non l’ho mai incontrato, e, se anche l’avessi già incrociato altrove, sono certa che non mi avrebbe affascinata e incatenata come ha saputo fare lui.
5 stelle a questa storia, che può parlarti di vita e di dolore quotidiani ma che sa farlo al ritmo di un’esistenza che corre veloce e non ha il tempo di fermarsi a darti troppe spiegazioni… una vita che accade e ti viene da inseguirla e acchiapparla.
5 stelle allo stile, alla forma, alla scelta di parole.

Devo fare i miei più sentiti complimenti allo scrittore che ha saputo tenermi incollata non solo ad ogni pagina ma ad ogni riga, anzi ad ogni parola. Non ho trovato nulla di superfluo, di eccessivo, nulla che fosse fuori posto. Leggendo ci si ritrova ad odiare Lorenzo con tutta l’anima e a chiedersi come noi ci saremmo comportati al suo posto, se, di fronte ad una malattia invalidante e degenerante, preferissimo ritirarci dal mondo poco alla volta piuttosto che buttarcisi a capofitto finchè si può.

Lorenzo è viziato, prepotente, egoista e possessivo, eppure lo capiamo, non perchè proviamo pena per lui e la sua malattia, ma perchè quel senso di impotenza verso il mondo, ad un certo punto della vita, ci ritroviamo a provarlo tutti,  che si sia malati o sani.

Eppure, fino alla fine, stiamo là a tifare per lui, a sperare che prima o poi decida di mettere fine a quella rabbia, quel disgusto, che si chiami cinismo o poca voglia di vivere – chissà – e che decida di ricominciare a vivere.

E speriamo in quel miracolo che  – forse? –  alla fine accade: che quel toro in mezzo al petto non sia una malattia che ti si avventa contro e ti mette a tappeto, ma che sia la vita che ti prende in pieno e ti rimette in gioco.


Booktrailer:

 


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