‘Come un’alluvione’ di Alexis Hall

Come un alluvione

di Alexis Hall

LGBT Love is Love

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come-un-alluvioneTitoloCome un’alluvione
Autore: Alexis Hall
Titolo Originale: Waiting for the flood
Traduttore: Chiara Messina
Edito da: Triskell Edizoni
Collana: Triskell Rainbow
Genere: M/M, contemporaneo
Formato: pdf, epub, mobi
ISBN: 978-88-9312-134-7
Lunghezza: 91 pagine
Uscita: 31 Ottobre 2016
Prezzo: Ebook 3.49 €

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Trama: La gente va e viene.
Sono passati dodici anni da quando Edwin Tully è arrivato a Oxford e si è innamorato di Marius. Un uomo brillante. Un artista. Qualcuno con cui condividere il resto della vita. Ma dieci anni più tardi, la loro storia è giunta al capolinea. Ora Edwin vive da solo nella casa che un tempo aveva diviso col suo partner. Si occupa di dare nuova vita a vecchi libri e memorie sbiadite, cercando di costruire un futuro coi frammenti del passato. Ma a un tratto il tempo cambia, e il fiume irrompe nel tranquillo mondo di Edwin, portando con sé Adam Dacre, dell’Agenzia per l’ambiente. Questo sconosciuto dalle mani ruvide e con ai piedi un paio di stivali consunti è un alquanto improbabile cavaliere dalla scintillante armatura, ma lascia intravedere a Edwin la speranza di qualcosa che credeva perduto per sempre. E quando i due impareranno a conoscersi, lottando contro l’imminente inondazione, Edwin scoprirà che non è possibile proteggersi da ogni cosa… e che a volte non vale nemmeno la pena tentare.

 

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Recensioneùdi CriCra

Cosa ti colpisce maggiormente in un libro quando ti capita tra le mani? La trama? La copertina? Sia l’una che l’altra? Beh, in effetti, in questo romanzo a primo impatto è stata la trama ad attirarmi per l’intrinseca tristezza del protagonista, Edwin Tully, lasciato dall’uomo che ha amato per ben dieci lunghi anni. Come si reagisce quando ci si lascia dopo così tanto tempo? Di certo Edwin lo ha fatto in un modo tutto suo, rintanandosi in se stesso, nella sua casa oramai vuota e piena solo di ricordi, felici o tristi a seconda del momento in cui si sofferma a ripensarci su.

come-un-alluvioneIn un secondo momento invece, mi sono soffermata ad osservare meglio la copertina. Non so spiegare bene il perché ma a me ispira pace il solo guardarla. Saranno i colori tenui o la calma di questo mare e il propagarsi delle onde di riflesso; o per quest’uomo voltato di spalle, vestito e per di più con un ombrello aperto in un giorno senza pioggia, fermo, lì, a guardare un ipotetico orizzonte. Ogni cosa sembra illogica a se stessa e probabilmente è proprio il loro insieme che, ai miei occhi, rende questa immagine così attraente.

Tornando ai personaggi della storia, Edwin ci parla fin dalla prima pagina delle sue sensazioni, di come dopo tanti anni passati con il suo ex, Marius, si senta solo e vuoto. E tutto d’un tratto, così, semplicemente, dopo un brevissimo incontro con Adam Dacre, un estraneo, all’apparenza un addetto ai lavori per la protezione civile, presente lì sul posto per via di un preannunciato alluvione nella sua città, si sente inaspettatamente attratto e attirato, in cerca di qualcosa in più che un semplice scambio di formalità o aiuto di circostanza. Anzi, addirittura si sente a suo agio come se questo sconosciuto non potesse – e/o non sarebbe – in grado di darlo mai in nessun modo per scontato, mai e poi mai.

Lasciai andare la mano che avevo tenuto sin troppo a lungo, farfugliai qualcosa che avrebbe potuto essere un “buonanotte”, ma che probabilmente non era altro che un’accozzaglia di sillabe, e fuggii dentro casa. Lontano da Adam Dacre, dal suo sorriso spontaneo e dalle sue mani troppo calde. Dalla sua gentilezza, che per me era più pericolosa di qualsiasi forza della natura. Sapevo che si trattava solo di un vago senso di connessione, che l’attrazione che provavo per quell’affascinante sconosciuto era lieve come lo strattone della corda di un aquilone. Ma la verità era che non ero pronto per provare di nuovo certe emozioni. Per raccogliere le ceneri del mio cuore e affidarle al vento della speranza.

È stato bello vedere come Edwin sia riuscito attraverso le sue capacità riflessive, l’aiuto di Adam e della sua strampalata vicina, Mrs. P, ad emergere fuori dalle torbide acque che avevano assediato la sua vita. Una vita che oramai stava trascorrendo nel rimorso del suo amore passato non riuscendo a capire che ciò che è stato un tempo, difficilmente riesce a rimanere tale nel presente.

«Avete passato insieme un mucchio di tempo, attraversato un mucchio di cambiamenti, e a volte l’amore non cambia con te.» Sbattei le palpebre. «E questo dovrebbe confortarmi?» «Sto solo dicendo… che Marius ti amava a diciott’anni.» «E io lo avrei amato per tutta la vita.» «Avresti amato lui? O la persona che avevi conosciuto?»
Pensai a Marius. Al Marius pazzo, meraviglioso, così simile a un eroe byroniano, che aveva trovato ciò che voleva nella mia placida quotidianità. Finché non aveva cominciato a volere altro. Mi presi la testa tra le mani. «Oh, non lo so. Non capisco più dove finisce l’amore e comincia l’abitudine.» «E chi lo sa?» Mrs. P. allungò il braccio e mi diede un buffetto sulla mano. «Ma devi permettere a qualcuno di innamorarsi della persona che sei adesso, Edwin.»
Dovevo aver risposto con un commento stupido o sprezzante, perché riprendemmo a giocare e, poco dopo, persi. Una volta tornato a casa, però, mentre brancolavo alla luce del cellulare in cerca di una torcia, non potei fare a meno di ripensare a ciò che Mrs. P. aveva detto e a cosa avrebbe potuto significare. Permettere a qualcuno di amare l’uomo che Marius aveva lasciato.

Edwin si dimostra essere un uomo particolare anche per un altro fattore: lui è un amante delle parole, proprio quelle stesse parole che tante volte, spesso, faticano ad uscire dalla sua bocca in maniera fluidaAttraverso il suo lavoro di rilegatore – riportare al loro splendore vecchi libri – Edwin ci fa conoscere l’etimologia di tante parole che in realtà nascondono spesso svariati significati e che nel quotidiano non ci soffermiamo mai tanto ad analizzare. Il romanzo in effetti, proprio grazie a questi spunti, disseminati qui e là, acquista una delicata musicalità tale da renderlo piacevolmente scorrevole. Un romanzo dolce, semplice e leggero, velato da una latente malinconia che ben presto troverà la strada per una nuova felicità.

 

alexis-hallAlexis Hall è nato nei primi anni ’80 ed è ancora convinto che il XXI secolo sia il futuro. Ancor oggi, vive con un profondo senso d’ingiustizia il fatto di essere stato testimone della fine di un secolo ma di non essere riuscito a bere neppure un bicchiere d’assenzio, a danzare con una cortigiana o ad abitare in una mansarda. Intorno al 2000 ha provato l’esperienza universitaria, senza riuscire a imparare nulla di significativo. Ha fatto molti lavori, incluso il gelataio, il chiromante, il tecnico di laboratorio e lo scommettitore professionista, ma è stato licenziato dalla maggior parte di essi. Non sa né cucinare né cantare ma sa maneggiare una spada del 17° secolo, e sa far partire un’auto collegando i fili (ahahahah). Vive nel sud est d’Inghilterra, senza gatti o bambini, e intende assolutamente continuare così.

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∼by CriCra

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