Daredevil, la serie TV. Prima stagione

 

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per tutti gli amanti delle serie TV

Daredevil

 

Titolo Originale: Daredevil
Ideatore: Drew Goddard
Genere: Supereroistico, fantascienza, azione, criminedaredevil-poster-maschera
Stagioni: 1 stagione
Puntate per stagione: 13
Durata singola puntata: 45-50 minuti
Telefilm: In Corso
Paese: Stati Uniti
Rete Americana: Netflix
Rete Italiana: Inedita
Lingua Originale: Inglese

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 di Jon Simow

Recensioneù13 episodi che non presentano alcun calo di trama. Il ritmo è sempre incalzante e ogni episodio presenta almeno un’entrata o un finale ad effetto. Un serial supereroistico di stampo noir, nel quale la regia e la sceneggiatura puntano all’eccellenza, mostrando un concatenarsi di eventi ricco di personaggi, senza cadere in banali intrecci di storyline.

Di cosa sto parlando? Di Daredevil, ovviamente.

Una serie tv che ha sbaragliato Gotham, Flash, Arrow e Agent of S.H.I.E.L.D.

Ma cosa lo rende così diverso? Qual è l’elemento che lo porta ad eccellere in un’epoca in cui le storie supereroiste sullo schermo abbondano?

La serie del diavolo di Hell’s Kitchen si basa sul sangue, sulla crudeltà, su un’ottima caratterizzazione di personaggi, sulla maturità, sulla spietatezza e su una sceneggiatura né lenta né veloce, ma incalzante e che desta molto interesse.

Ma partiamo con ordine.

Il protagonista, Matt Murdock aka Daredevil, è sempre stato (non solo sul cartaceo ma anche in tv) uno dei personaggi Marvel che hanno affrontato più difficoltà (altro che Peter Parker e Bruce Wayne, il nostro caro avvocato si è trovato davanti a difficoltà ben peggiori).

Un eroe che di super ha ben poco. L’incidente che gli ha tolto la vista gli ha permesso di sviluppare gli altri sensi a dismisura e conosce le arti marziali grazie ad un “mentore” (di cui parleremo dopo), ma prima di diventare un eroe fatto e finito prende botte da chiunque, torna nella sua dimora svariate volte in fin di vita. È proprio questo che ha imparato dal padre: a riprendersi dalle sconfitte, a rialzarsi nei momenti peggiori. Devil scopre e conosce i propri limiti per poi superarli.

11072002_836646983069256_7598609666599436444_nProprio qui ho notato un aspetto particolare di tutta la storia: il sangue; esso è una componente fondamentale che caratterizza gli eventi. Il colore rosso è spesso presente nelle inquadrature, il sangue è ovunque senza rendere il prodotto uno show splatter. Non parlo del sangue inteso solo in senso letterario, ma della crudeltà e della violenza. Quasi in ogni puntata vediamo gente perdere la vita (nella parte degli spoiler parlerò anche di un difetto che non mi ha convinto riguardo proprio la morte di un personaggio). Tutto ciò descrive perfettamente la crudeltà noir e leggermente fumettistica del crimine che consuma NY come un tumore maligno e spietato.

Per non parlare della legge, aspetto fondamentale dato che parliamo di un eroe che, senza la maschera, difende le cause perse usando la sua bravura da avvocato affiancato dal suo miglior amico Foggy, mentre in calzamaglia va dove la legge non riesce ad arrivare, prendendo a calci i supercriminali e spezzando braccia senza esitare.

Nella prima parte della stagione, inoltre, viene narrato senza perdere troppo tempo e in maniera assolutamente originale il modo in cui il nostro protagonista ha acquisito i “poteri”. Questa non è l’unica volta in cui vedremo il passato di Matt, infatti spesso ci capiterà di assistere a scene che ritraggono il Murdock bambino nella prima fase di cecità e il suo approcciarsi a questo “handicap”.

SPOILER

Daredevil_stick-768x300È proprio Stick, il mentore freddo e autoritario, ad aiutarlo a controllare i suoi “doni” (così vuole chiamare i suoi sensi super sviluppati). Alla prima apparizione di Stick, gli amanti del fumetto lo avranno subito riconosciuto, nonostante esteticamente sia una versione un po’ più moderna e urbanistica di quella su carta, è uno dei personaggi di spicco della serie insieme a (finalmente arrivo a parlarne) WILSON FISK.

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Un personaggio che ha davvero poco a che vedere con il Kingpin del fumetto (al contrario degli altri personaggi\andamento degli eventi che seguono a grandi linee le storie di Miller ed altri fumettisti Marvel). Il signor Fisk di D’Onofrio è un soggetto così ben sceneggiato da risultare come un vero e proprio coprotagonista. Un villain che ha grandi difetti e grandi sofferenze interiori e nascoste, proprio come il vigilante che tanto odia; un mega criminale che, come super potere, ha la spietatezza e i soldi. Egli è arrivato dov’è proprio grazie alla sua mancanza di clemenza verso i nemici, un killer brutale e propenso ad uccidere, forse anche troppo.

Un personaggio così rabbioso da far fuori che poteva dare molto alla serie, ma la cui vita è stata stroncata in modo del tutto inaspettato. Il suo nome è Ben Urich, il giornalista che tutti vorrebbero nella propria città; il solito ficcanaso rompiscatole, con due palle d’acciaio, che non si lascia intimidire nemmeno dal criminale più potente: credo che questo sia l’unico difetto della serie che ho notato finora, un’opportunità bruciata un po’ troppo precocemente, una personalità estremamente interessante (a cui ero anche molto affezionato, ma vabbè).

FINE PARTE SPOILER

In sintesi: è una serie che consiglierei a tutti? No, il pubblico non è molto esteso. Stiamo parlando di un serial supereroistico, noir crime e con un accenno di poliziesco-giudiziario che non guasta per nulla.

 *Jon Simow

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