Dark Shadows. Il Film

 

Dark Shadows

Titolo: Dark Shadows
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura:
John August, Seth Grahame-Smith
Genere
: Fantasy
Durata: 140 minuti
Interpreti: Johnny Depp: Barnabas Collins
Michelle Pfeiffer: Elizabeth Collins Stoddard
Eva Green: Angelique Bouchard
Helena Bonham Carter: Julia Hoffman
Chloe Moretz: Carolyn Stoddard
Belle Heathcote: Victoria Winters
Jonny Lee Miller: Roger Collins

Nelle sale italiane dal: 11 Maggio 2012
Voto:

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=zXzgGOzxmv0

 

Trama: Barnabas Collins si innamora perdutamente della bella Josette, facendo infuriare la sua amante del momento, la strega Angelique che spinge al suicidio la ragazza e trasforma l’amato in un vampiro, rinchiudendolo per sempre in una bara. Quando Barnabas viene accidentalmente liberato, si ritrova nel nostro secolo. Il vampiro tenterà in tutti i modi di far tornare allo splendore la fabbrica di famiglia, contrastando la supremazia di Angelique in città.

Recensione
di Gabriella Aguzzi

Vampiri, streghe, fantasmi, cuori spezzati, antiche maledizioni…
L’universo gotico di Tim Burton torna a popolarsi di ombre per una favola nera. Ma con tanta ironia  a renderla un autentico divertissement sovraccarico di luoghi comuni e citazioni.


La vera chiave di lettura del film sta proprio in questo doppio volto, comico e tragico, in perfetta linea con tutto il cinema di Tim Burton.
Il suo mondo è popolato di mostri tra mostri, sempre e comunque fuori luogo, una “antologia del diverso” che si arricchisce di volta in volta di personaggi bizzarri, stonati, sofferenti, anomali.

Dark Shadows va ad aggiungersi all’elenco col sapore di una storia di amore e odio, passione e dannazione che, come in tutte le leggende, va ad affondare le sue radici nel lontano passato. Ma per far risorgere il suo vampiro in pieni Anni Settanta, determinato a risollevare le sorti della sua famiglia i cui fasti sono ormai perduti.
La storia, ispirata all’omonima serie televisiva in voga negli stessi anni in cui è ambientata, si tinge quindi di quel gusto ironico e disincantato che fa leva soprattutto sul linguaggio pomposo ed anacronistico del vampiro, e diverte palesemente rivelando il divertimento stesso del suo autore.
Un umorismo caustico e in alcune sequenze irresistibile (il dialogo con gli hippy), ma mai debordante e senza cedere alle tentazioni dell’eccesso, come spesso accade nel genere.
Ma questo è il genere Tim Burton e fa voce a sé. Il regista si mantiene garbato e nei confini del buon gusto, lasciandosi andare solo la mano sul finale a qualche effetto speciale di troppo che stona con il resto, andando più dalle parti di “Ed Wood” che da quelle degli ultimi lavori semiriusciti, assaporando a suo modo tutti i piaceri del gotico e sempre comunque con quell’amarezza di fondo che perseguita i suoi diversi.
All’ormai ottavo incontro cinematografico con Johnny Depp, mantiene anche il suo attore cult a briglia più trattenuta: messa da parte l’irritante interpretazione sopra le righe di Alice, Depp, pur stralunato sotto il trucco, rientra con sottile ironia nell’austera eleganza di un vampiro estraneo al tempo in cui è catapultato.

Gabriella Aguzzi http://www.quartopotere.com/

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