Darling Jim di Christian Mork

Christian MorkChristian Mork;

Scrittore danese che vive negli U.S.A. sin da ragazzo, ha una laurea in giornalismo e lavora per il New York Times e per Variety. E’ anche produttore cinematografico. Darling Jim è il suo secondo romanzo (unico tradotto in Italia al momento).

Sito:http://www.christianmoerk.com/

Titolo: Darling Jim
Autore: Christian Mork
Edito da: Marsilio
Prezzo: 18,00 €
Genere: Thriller
Pagine: 375 p.
Voto:4Astelle.png

Trama: Niall, un giovane postino che lavora nei sobborghi di Dublino, trova per caso il diario di una donna assassinata finito sul fondo di una cassetta per le lettere destinate al macero. In quelle pagine, Fiona Walsh gli rivela i segreti della più tragica storia d’amore di cui lui abbia mai sentito raccontare. Niall decide di mettersi sulle tracce di Darling Jim, un seanchai, il narratore itinerante che ha segnato il destino di Fiona e le sue due sorelle, uomo pieno di misteri che attraversa l’Irlanda a bordo di una scintillante motocicletta rossa, seduce le donne e incanta le folle con le sue storie macabre, rapendo con la forza delle parole chiunque stia ad ascoltarlo. Il principe che diventa lupo del suo racconto, fatalmente, ricorda molto lo stesso Jim: dovunque lui sia passato, si sono verificati delitti orribili per cui ancora non esiste un colpevole. Niall può risolvere il mistero, ma ha poco tempo a disposizione, perché il lupo delle storie di Jim non è lontano. Ispirandosi a un fatto di cronaca, Mork ha scritto un potente thriller gotico che attraversa gli angoli più bui della mente sulla scia dei miti irlandesi: uomini-lupo, principi, bardi, tre sorelle prigioniere, una zia orribile.

Recensione:
by Hydra

Quattro stelle gli ho dato, ma a voler essere sinceri sarebbero più tre e mezzo.
Quasi quattrocento pagine che si fanno leggere in pochi giorni (per la precisione ne ho impiegati tre, e tempo da dedicargli ne avevo poco).
Un thriller che inizia non bene, ma benissimo. Buona scrittura, ottima atmosfera e tanta suspense.
Ma diamine, non poteva continuare su questi livelli fino all’ultima pagina? Che t’ho fatto di male, signor Mork? Illudermi così!
Vabbè, andiamo con ordine. Come già detto l’inizio è un qualcosa di assai appetitoso, e uno si butta a capofitto nelle pagine (che a pensarci bene non sono poi così tante, sembra corposo ma è un’illusione ottica), un po’ come il povero protagonista Niall rimane incollato al diario di Fiona. Poveraccia, quella Fiona. Poveraccia pure sua sorella. E poveracci un po’ tutti in questa storia. Nonostante per molte cose il signor Mork m’abbia deluso, è riuscito a farsi perdonare anche grazie al fatto che in fondo in questo romanzo non c’è nessun vincitore. Le corna finiscono per rompersele tutti quanti, e facendosi anche parecchio male.
Ma tornando a Fiona, com’è che s’è meritata un così lugubre destino? Alla domanda risponderanno le sue stesse pagine di diario, anche se fin dall’inizio non ci sono poi tanti dubbi su chi abbia fatto fuori chi. Più che altro è il come a essere un po’ contorto, e il perché. E poi ovviamente c’è qualcosa che non quadra, che thriller sarebbe sennò.
Darling Jim alterna una narrazione in terza persona (quando la telecamera è puntata sul postino Niall, colui che trova il diario e si sente in dovere morale di ricostruire le vicende e dar pace ai “fantasmi”) a pagine in prima persona, queste ultime nemmeno con lo stesso narratore. Un romanzo a tre voci, insomma.
Il gioco funziona bene e d’altronde se uno scrive così:

Caro amico sconosciuto. Ti prego, ascoltami. Sono ancora qui, e non ho molto tempo. A te lascio in eredità la mia storia e tutti i i miei domani, perché presto non ci sarò più. Moriremo in questa casa perchè abbiamo amato un uomo chiamato Jim senza conoscerlo veramente. Ascoltami attentamente mentre ti racconto quello che è successo.

come si fa a non dare nemmeno una sbirciatina al primo capitolo?
Lo ammetto, da solo questo estratto era bastato a farmi stabilire che prima o poi e in un modo o nell’altro questo romanzo l’avrei letto. Il colpo definitivo me l’ha dato la bella copertina, devo decidermi a mandare un vassoio di pasticcini a quello/a che seleziona i disegnatori delle copertine per la Marsilio.
Però… tutto questo mette in piedi tante di quelle aspettative, ma alla fin fine non è che si quagli granché. Non è che la storia sia fatta male, o ci sia un finale orrendo, o che altro. Faceva sperare in qualcosa di meglio, sinceramente. Qualcosa di più complicato, un tantinello più affascinante, particolare… E’ come partire in quarta, arrivare a 100 km/h in tre secondi e e poi rallentare, seppur dolcemente e con grazia, fino al traguardo. Non disdegno le scarrozzate tranquille, per carità, ma ormai m’era venuto il gusto per una bella corsa potente.
Libro gustoso, comunque. L’aroma che emanava mi aveva fatto pensare a una stuzzicheria di tutt’altro calibro, e probabilmente un palato meno abituato a masticare thriller, soprattutto se appartiene a una donna, lo troverà addirittura molto bello. Spunti interessanti ce ne sarebbero, quasi tutti però a mio avviso non sfruttati a dovere (il rapporto tra le varie donne protagoniste ne è un esempio… finisce con l’essere trattato un po’ superficialmente). Secondo me non vale tanto il prezzo di copertina (io l’ho preso usato, l’avessi pagato quasi venti euro avrei rosicato assai), mantiene poco di quel che promette.
Quel poco però può valer la pena, se la fantastica torta non c’è per chi ha fame son buone anche le bricioline rimaste sul tavolo.

 

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condividi