Davide e Golia di Malcom Gladwell

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Davide e Golia
Perché i piccoli sono più forti dei grandi

di Malcom Gladwell

 

Titolo: Davide e Golia: perché i piccoli sono più forti dei grandi
Autore: Malcom Gladwell || Traduttore: Doriana Comerlati
Edito da: Mondadori
Genere: Studi culturali e sociali
Pagine: 275 pag. || Prezzo: 15,30€ || Formato: ebook, cartaceo

Trama dell’editore: Tremila anni fa nella valle di Elah ha avuto luogo uno dei duelli più famosi della storia: il giovane pastore Davide, con una semplice fionda e qualche ciottolo, affronta e sconfigge il potente guerriero filisteo Golia, mirabilmente armato. Una vittoria miracolosa, narra la Bibbia; uno scontro in cui chi era partito in apparente svantaggio esce trionfante a dispetto di ogni previsione. Questa, almeno, è la versione dei fatti che è stata tramandata nel corso dei secoli. La vittoria di Davide fu sorprendente, miracolosa: in quelle circostanze non avrebbe dovuto vincere. O invece sì? Siamo sicuri che il racconto di Davide e Golia vada interpretato così? Muovendo dal racconto biblico, da sempre considerato la metafora della vittoria improbabile, in Davide e Golia il giornalista Malcolm Gladwell ci accompagna in un lungo viaggio attraverso confronti ritenuti impossibili, osservando che cosa accade quando una persona normale fronteggia un «gigante», vale a dire una situazione sfavorevole, una disabilità svantaggiosa o una sfida proibitiva. E l’affronta ad armi impari. Che cosa è disposta a mettere in gioco? Quali strategie intende adottare? Deve seguire le regole o l’istinto? Perseverare o rinunciare? L’atto di confrontarsi con situazioni estremamente difficili, ci dice Gladwell, spesso genera il coraggio, la determinazione e la creatività indispensabili per aprire nuove opportunità e rendere possibili cose altrimenti inimmaginabili. E consente anche di vedere i «giganti» con occhi diversi, scoprendo proprio nelle qualità in cui sembra risiedere la loro forza un motivo di grande fragilità. Dalle lotte per i diritti civili nel Sud degli Stati Uniti alle provocazioni dei pittori impressionisti nella Francia della seconda metà dell’Ottocento, dai Troubles dell’Irlanda del Nord all’impegno contro il crimine nella periferia di New York o alla resistenza dei londinesi sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, Davide e Golia racconta storie comuni e straordinarie, che vedono impegnate persone del tutto sconosciute o passate alla storia per le loro incredibili battaglie. Storie di medici coraggiosi, di allenatori di basket visionari, di genitori consumati dal dolore per la morte dei loro figli eppure disposti a impegnarsi per il bene altrui. Storie che ci ricordano come, tremila anni fa, nella valle di Elah fu un proprio un outsider a vincere una sfida all’apparenza impossibile.

Recensione

di Simona Savino

Questo libro fa parte della bibliografia del corso che ho tenuto quest’anno al Master MICRI all’università milanese IULM. Gli ho dedicato un’intera lezione. Potete ben immaginare quindi quanto mi sia piaciuto.

Si parla di Talento. In particolare di quel preciso momento in cui una persona normale affronta un gigante. Tutti noi nella vita ci siamo sentiti almeno una volta “dei piccoli Davide”. Sempre più spesso nelle nostre giornate ci ritroviamo a dover affrontare “dei giganti”.

Nel libro Gladwell esplora due idee:

  1. Buona parte di quello a cui diamo valore nelle vita deriva da questi conflitti ad armi impari. Ne deriva che dal confrontarsi può nascere bellezza e grandezza.
  2. Di norma abbiamo una percezione sbagliata di questi conflitti: li interpretiamo male, ciò che sembra dar forza ai giganti può essere un punto di debolezza nella realtà, dietro uno svantaggio può nascondersi una grande opportunità.

Il primo esempio a riprova di queste considerazioni è il duello tra Davide e Golia. Il primo, giovane pastore, armato con una semplice fionda e qualche ciottolo. Il secondo, potente guerriero filisteo, armato di spada e potenza fisica. Una vittoria miracolosa, narra la Bibbia; uno scontro in cui chi era partito in apparente svantaggio esce trionfante a dispetto di ogni previsione.

Eppure analizzando la storia, scopriamo che Davide non era così svantaggiato. La fionda era un’arma ancora più potente della spada. Tirare con la fionda richiedeva una grande abilità ed era un’arma devastante. Golia propone uno scontro ravvicinato e se Davide avesse accettato sicuramente avrebbe perso. La forza del giovane pastore è stata quella di puntare sul suo talento, non su quello che tutti si aspettavano da lui. Gladwell racconta particolari inediti come la pesantezza di Golia che rendeva impossibile scappare e muoversi agilmente o i suoi presunti problemi alla vista dovuti alla probabile acromegalia.

Il libro, però, non si esaurisce qui. L’autore presenta altre storie dove il talento emerge in maniera inaspettata. Come la squadra di basket di dodicenni che, nel rispetto delle regole, utilizzano una strategia differente per sopperire alle loro mancanze tecniche. E vincono.

Ogni storia, magistralmente raccontata, supporta le tesi di Gladwell:

  • Quello che ci appare un grande vantaggio può non esserlo affatto;
  • Meglio essere un pesce piccolo in un grande stagno o un pesce grosso in un piccolo stagno?
  • Il concetto di privazione relativa, ossia quello che proviamo quando ci mettiamo in relazione ad un posto non nostro.
  • Il ruolo degli innovatori, persone che hanno il compito di immaginare cose che ad altri non vengono in mente. A volte sgradevoli, non sempre godono dell’approvazione della massa.

L’uomo ragionevole adatta se stesso al mondo. L’uomo irragionevole persiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Perciò ogni progresso dipende dall’uomo irragionevole  George Bernard Shaw

Un libro da non perdere per i giovani che entrano nel mondo del lavoro. Per i meno giovani che voglio avere spunti sul talento e sulle opportunità nella vita. Per chi cerca ispirazione su come affrontare i propri giganti e trovare il Davide che vive in noi.

Abbiamo votato questo libro:

Malcom Gladwell, nato in Gran Bretagna è giornalista e sociologo canadese. Abita a New York City. È un ex giornalista presso il Washington Post e per The New Yorker. Ha scritto anche The Tipping Point: How Little Things Can Make a Big Difference (2000), Blink: The Power of Thinking Without Thinking (2005), Outliers: The Story of Success (2008)

 

 

 

⇒ Posted by Simona Savino
Editing by CriCra

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