Diamond Eyes di Federica Ottone

Federica Ottone;

Nasce nel 1985 a Borgomanero, in provincia di Novara. Lavora in un’ agenzia assicurativa, ma coltiva fin da piccola la passione per la scrittura e il canto. Diamond Eyes è il suo primo romanzo edito da AltroMondo Editore.



 Titolo: Diamond Eyes (isbn:9788862816113)
Autore: Federica Ottone
Edito da: AltroMondo Editore
Prezzo: 14,00€
Genere: Mystery, Young Adult, Fantasy
Pagine:178 pag.
Voto:

Trama: July ha un fratello popolare, una migliore amica carina e vive serenamente la sua adolescenza, fino all’arrivo di Adam.
Un’oscura verità si cela dietro lo sguardo penetrante del ragazzo e strane visioni cominciano a turbare la tranquilla vita della giovane donna. Una corsa indietro nel tempo, per riprendere ciò che è stato tolto, ciò che è stato cancellato.

 

Recensione:

Arrivo subito al punto senza troppi giri di parole: questo romanzo poteva essere mooooolto di più (e tutta questa serie di “o” vogliono enfatizzare un concetto che a qualcuno farà storcere il naso), le descrizioni potevano essere più dettagliate e i discorsi più accattivanti.
Ma andiamo per gradi.

July, la protagonista, vaga alla ricerca di risposte, del motivo per il quale a lei e alla sua famiglia sono stati cancellati quattro anni di ricordi e di cosa sia successo realmente. Non ho usato la parola “vaga” a caso perché, per tutto il tempo, ho avuto la sensazione di un continuo smarrimento (non capisco se la cosa sia voluta o meno). Suo fratello Jim, la sua migliore amica Laura e perfino Adam, il ragazzo di cui è innamorata che cela un terribile segreto, si dimostrano dapprima premurosi e disponibili nel rispondere alle sua domande per poi, in quasi ogni capitolo, finire con frasi del tipo “Tu sei piccola, non puoi capire” (nessuno dei tre lo dice apertamente, ma ci siamo quasi). Ogni volta che mi soffermavo su certi discorsi pensavo “Cavolo, July va alla scuola superiore mica all’asilo!

Eventi, strani ed inquietanti incubi si affollano nella mente della protagonista finendo col non comprendere quale sia la verità. E’ confusa… come lo siamo noi lettori e la matassa non si sbroglia fino a venti pagine dalla fine.
Mi sono posta tante domande, non solo per i continui ingarbugliati intrecci – peggio di Lost (e qui posso darle un mezzo punto a favore) – ma anche per il comportamento amorfo e/o passivo di July. A un certo punto avrei voluto gridare “SVEGLIATI!

Ha un incidente, va in ospedale e chi trova? Un’isterica infermiera che, non credendo alla storia di come si sono svolti i fatti, le dà della viziata così, gratuitamente. Io le avrei fatto una ramanzina come poche! Ma come? Sono qui, con la testa aperta come un melone, rifiuto l’anestesia per paura che la mia memoria subisca altre modifiche, e mi devo far dare anche della viziata?
Come altre volte nel corso del romanzo però la nostra confusa e pacata July si pone solamente altri interrogativi. Il massimo dell’emozione che riesce a manifestare è il versare lacrime e sbattere qualche porta.
Riesce a capire qualcosa su se stessa e sul proprio passato solo quando mette alle strette Jim, Laura e Adam ripetendo più volte la stessa domanda… Ma che fatica!

Purtroppo non sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi perché, ripeto, la trama sarebbe stata interessante se la Ottone avesse lavorato di più sulle piccole cose, arricchendola.

Le sconcertanti notizie che vengono svelate durante il corso della storia non sono riuscita a metabolizzarle proprio per la mancanza di “zone di respiro“, parti in cui i personaggi riflettono e prendono una pausa dalle azioni.
Probabilmente il romanzo potrebbe acquisire molto se venisse integrato, magari con prequel o addirittura con qualche racconto breve. Peccato, la base su cui lavorare c’era.

 

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