Doctor Who

Doctor Who (2005)

Doctor Who è una serie fantascientifica, prodotta dall BBC, nata nel 1963 e interrotta nel 1989 per poi essere ripresa nel 2005. Con i suoi 700 episodi (sia in bianco e nero che a colori) detiene il record di serie televisiva di fantascienza più longeva.

Protagonista della serie è Il Dottore, un Signore del tempo che viaggia sia nel tempo sia nello spazio con la sua astronave chiamata T.A.R.D.I.S e che raccoglie esseri umani promettendogli ogni meraviglia per vincere la sua solitudine e vivere insieme a lui le sue avventure che spaziano in qualsiasi genere.

 

Scheda Info

Titolo: Doctor Who
Ideatore: Sydney Newman, C. E. Webber, Donald Wilson
Genere
: Fantascienza
Stagioni: 26 (serie originale) 8 in corso (serie dal 2005)
Puntate per stagione: Varie.
Durata singola puntata
: 45 minuti
Telefilm: In Corso
Paese
: Regno Unito.
Rete americata:
BBC
Rete Italiana
: Rai 4
Lingua Originale: Inglese
Voto: 5/5

Trailer

 

Recensione
di Macci_Mellow

“Who are you?”
“The Doctor”
“Doctor Who?”

La serie inizia con uno dei suoi motti più conosciuti dai fan della serie: “Run! (Corri!)”. Ed è questo che il Dottore fa; corre, scappa, instancabile, sempre all’erta, sempre pronto a salvare chiunque si trovi lungo la via. Cacciavite sonico alla mano riesce a salvare mondo ed universo dalle situazioni più disperate.

Dopo una lunga pausa torna nel 2005, diretto da Russell T. Davies che rispolvera questa vecchia e ormai mitologica serie per ridarle lustro. Le premesse sono splendide, il personaggio principale interessante perché è“l’ultimo signore del tempo”, unico vincitore della guerra del tempo, l’ultimo rimasto della sua razza, novecento anni sul groppone e nessunissima intenzione di andare in pensione.

Il primo a rivestire i panni di questa autorità quasi mitologica è Christopher Eccleston, sottovalutato dai più, che conferisce al suo personaggio un spessore reale, un’anima unica e e una verve ironica tutta sua. L’attore lascia la produzione dopo la prima serie per incompatibilità, così Il Dottore si rigenera per la prima volta dopo anni (i signori del tempo hanno questo “trucchetto” per ingannare la morte; rigenerarsi e via, nuovo volto, nuovo attore, nuove avventure!) Entra così in scena David Tennant, attore indipendente molto amato dal pubblico e che aveva già lavorato in precedente con Davies per il film Casanova.

L’apporto che questo nuovo attore porta alla serie è decisivo, il suo Dottore e è più canzoniero, leggero, e divertente, e se prima era passata quasi in sordina, adesso la serie guadagna notorietà e fan.

David Tennant resta nella serie fino alla quarta stagione, dove lo fanno rigenerare in un film conclusivo: resterà per sempre leggenda la sua ultima frase “Non voglio andare via!”

Qui si chiude il primo ciclo narrativo di Doctor Who, che però non finisce; se ne apre uno nuovo, si cambia attore e si porta una ventata d’aria fresca nella serie. In fondo è questa la prerogativa principale del Dottore; il cambiamento, il lasciarsi tutto alle spalle, per quanto intensa sia stata l’avventura, e correre via verso una nuova!
Ma andiamo più nello specifico.

Doctor Who è una perla della nuova generazione, indubbiamente una serie da non perdere, ma ciò non vuol dire che non abbia dei difetti. Nella fattispecie il problema delle prime quattro serie è il fatto che non abbiamo semplicemente alcun senso. La regia e la sceneggiatura sono pessime se prese a sé stanti e l’unica ragione che la rende comunque un buon prodotto sono l’attore e i momenti.

Tutte le serie sembrano basarsi su momenti, frasi, concetti che vengono espressi spesso e volentieri senza una buona preparazione, risultando alle volte messi lì completamente a caso.
Essendo una serie britannica mantiene le caratteristiche tipiche di queste serie: volendo mantenere una continuità con la serie originale, prodotta in un’epoca contraddistinta da scarsa tecnologia e pochi soldi investiti, la serie sembra essere quasi low cost. Spesso ha cadute di stile sconcertanti (una donna tramutata in mattonella che può far servizi di bocca? Sul serio?) e degli effetti speciali affatto speciali.

Se da un lato alcune puntate sembrano una parodia della vita (si ironizza per esempio sul Grande Fratello nel futuro dove, se si viene eliminati, si muore e la vincita è restare vivo) puntando ad una critica verso la società, dall’altro la trama generale spesso e volentieri rasenta il non sense e il trash (ma altrimenti non sarebbe fantascienza, no?).

I finali di stagione, soprattutto dalle terza e quarta serie, sono completamente senza senso:

Il Maestro (nemesi del Dottore nella vecchia generazione, riapparso ai confini dell’universo per trasportare gli ultimi barlumi di umanità dell’universo a Utopia, un luogo dove si spera possano sopravvivere) è sulla terra ai giorni nostri sotto mentite spoglie e prende il potere come Primo Ministro, permettendo il primo contatto ufficiale con gli alieni: palle appuntite che sottomettono l’umanità…Che non sono altro che teste degli ultimi uomini, venuti dalla fine dell’universo per…divertirsi a uccidere i loro antenati.

– La terra viene trasportata in un’altra parte dell’universo, assieme ad altri pianeti scomparsi qua e là, così che i pianeti allineati creino un motore per distruggere tutto l’universo. Piano ingegnoso dei Dalek, antitesi e fautori della tanto acclamata “Guerra del Tempo” che ha segnato la fine dei Signori del Tempo. Sono considerati estinti, ma spuntano come funghi ovunque!.

Per non parlare poi del film che mette la parola fine alla collaborazione di Tennant con la produzione:
– Il maestro che tramuta tutta l’umanità….in lui. Sul serio, tutti sulla terra hanno la sua faccia e sono suoi servi, donne, uomini..forse anche animali. Chissà. Visto l’andazzo non me ne stupirei.

Eppure nonostante questi sconcertanti risvolti della trama, le prima quattro serie hanno anche delle note positive che mi hanno spinta comunque ad appassionarmi e accettarla come una delle più belle serie di questa generazioni.
David Tennant è affiancato prima da Billie Piper (nei panni di Rose Tyler) con cui intreccia anche una tenera storia d’amore che si diluisce in tutte le serie trovando la conclusione alla fine della quarta con uno straziante addio. Freema Agyeman nel ruolo di Marta Jones fa la sua comparsa come compagna nella terza stagione e, a prima vista, sembra il personaggio più odioso mai creato per affiancare il dottore, ma in verità è forse uno dei più maturi. Infatti Marta si ritrova a dover sostituire Rose, dispersa in un’altra dimensione, e a combattere contro i suoi sentimenti non ricambiati decidendo, infine, di lasciar il suo fianco di sua iniziativa.

Ma la serie acquista tutt’altra verve con l’arrivo della compagna per eccellenza di David Tennant già a teatro e in programmi per beneficenza, Catherine Tate (nei panni della compagna della quarta serie Donna Noble). Si instaura una sintonia che rende questa una delle serie più belle del primo ciclo narrativo: Donna non solo è simpatica, ma è l’unica che ha uno spessore emotivo ben spiegato, diventando la spalla più sfaccettata e completa, oltre che semplicemente fantastica.

Con la straziante fine della quarta stagione e del film che conclude l’avventura di David Tennant, la quinta stagione ha molto da dover dimostrare e il nuovo attore, Matt Smith, che incarna il più giovane dottore della storia, deve dare prova di raccoglierne l’eredità.

Non tutti riescono a superare l’addio di Tennant, spesso si accaniscono contro Smith solo per affetto verso l’attore senza obiettività, ma Matt Smith riesce a prendere le redini della serie egregiamente e con il suo accento brithsh e un’espressione da cucciolo crea un nuovo Dottore che conquista una vasta fetta di fan.

La quinta serie vede anche l’esordio di Steven Moffar (già conosciuto per Sherlock della BBC e già scrittore di episodi “gioiello” come “La biblioteca”) come sceneggiatore capo, segnando anche l’addio di Russell T. Davies.

Nuovo sceneggiatore, nuovo Dottore, nuova compagna e nuova story line riescono a far salire lo show di livello. L’obiettivo, pienamente raggiunto, è fare meglio, dare più di semplici momenti, ma intere puntate e una story line finalmente prive del cattivo gusto delle precedenti.

Moffat riesce a estrapolare da un personaggio abusato come il Dottore un nuovo spessore, come con una nuova ricetta: un po’ di cupezza lì, un po’ di teatralità lì, personaggi ben caratterizzati e indizi su una storia di backgraund che ancora non si conosce appieno ma che si vede già nella visione di insieme.

La regia cambia, migliora, lasciando lo spettatore senza fiato e con sempre più curiosità sulla trama generale, che si districa egregiamente tra puntate autoconclusive e non.

Stella del nuovo circolo narrativo è Amy Pond, la nuova compagna, la quale riesce a guadagnarsi a pieno titolo un posto nel cuore degli appassionati, sebbene in più occasioni risulti presuntuosa, saccente e poco incline alla fedeltà verso il futuro marito Rory Williams che, con il suo coraggio, e l’amore smisurato e incondizionato verso Amy riesce a conquistare l’affetto dei fan.

Purtroppo non a tutti piace il cambio di regime, troppo affezionati a Devid Tennant o semplicemente allo stile pacchiano delle prime stagioni(è questioni di gusti, in fondo!). A non aiutare affatto è la decisione del network di suddividere la serie in due parti, pausa interrotta solo dallo speciale natalizio, che costringono lo spettatore ad estenuanti attese che lasciano calare l’attenzione e perdere il filo (non si tratta di poche settimane, ma di mesi interi tra una parte e l’altra!).

Doctor Who è quindi uno degli show più belli dell’ultimo secolo, fa battere il cuore, piangere, ridere, emozionare. Sicuramente un buon prodotto (anche se personalmente lo consiglierei dalla quinta serie in poi!)

 

Macci Mellow

Info e Curiosità

Molti episodi della serie classica sono andati perduti.
Ha tre spin-off:
– Torchwood
– Sara Jane Cronicle
– K9

Doctor Who ha ispirato ogni genere di cosa, film, libri, fumetti, videogiochi, e gadget di ogni tipo.

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Una replica a “Doctor Who”

  1. Nasreen ha detto:

    Devo finire di vedere le altre stagioni, sono solo alla 5… finirò mai?

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