Dollhouse

http://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/pernondimenticare.png

Per non dimenticare…
Tutti i telefilm che avrebbero meritato un’altra stagione.  

 

Dollhouse

 

“In stato di riposo, i nostri Active sono innocenti e vulnerabili come bambini. La chiamiamo tabula rasa… Lavagna pulita. Ora, immaginate il processo di impianto che la riempie. Che crea una nuova personalità: un amico, un amante, un confidente in un mare di nemici.
Il desiderio del suo cuore fatto carne.
E quando l’impiego termina, tutti i ricordi del tempo che avete trascorso insieme vengono cancellati.
I trucchetti sono illusioni, create per ingannarci.
Noi offriamo verità.”

 

Scheda Info


  Titolo Originale: Dollhouse
  Ideatore: Joss Whedon
 Genere: Azione, fantascienza, thriller
  Stagioni: 2 stagioni.
  Puntate per stagione: 13
  Durata singola puntata: 40 minuti
  Telefilm: Concluso
  Paese: America
  Rete americata: Fox
  Rete Italiana: Cielo, Fox.
  Lingua Originale: Inglese

  Voto:

 

Recensione
di Macci_Mellow

Echo non è una persona. Echo è un ombra, una ragazza dal sorriso splendente, una super spia, una ladra professionista, una moglie, una fidanzata, una ragazza spericolata, un’agente speciale…
Echo è chi è programmata di essere.
Che la si usi per una fantasia, per un bisogno, per una necessità, Echo può diventare ciò che il cliente vuole. Ma non fingerà. Non può.
Echo è una doll, è un essere umano svuotato in attesa di essere riempito.
O forse no?

Protagonista di questa storia, firmata dall’acclamatissimo Joss Whedon (autore di Buffy The Vampire Slayer, Angel, Fireflay, e la più recente serie film The Avangers.), è Eliza Dushku. La carriera di questa attrice, già nota come la seconda cacciatrice maledetta Feith nell’ottica del Baffyverse, è costellata di telefilm ormai storici che faticano a raggiungere la seconda stagione finendo per non ottenerne mai una terza.
Dollhouse non fa eccezione. Con una prima stagione fortemente voluta, una seconda approvata nella (vana) speranza che gli americani iniziassero a capirne qualcosa in fatto di telefilm, e un film conclusivo, Dollhouse si annovera nella risma di quelle serie che hanno subito un fato che non meritavano e che tutti dovrebbero vedere per rendersi conto della loro bellezza.
La prima volta che vidi la pubblicità bollai da subito la serie come l’ennesima puttanata, mirata solo a far vedere ragazze scosciate, magari con buoni sentimenti buttati qua e là e mal gestiti. Insomma una cosa alla The Client List (qui la nostra recensione). Ma mi sbagliavo.
Basta una puntata per capire che la storia non è leggera, che pone davanti quesiti molto più profondi e sconcertanti. Una persona può essere davvero cancellata? Si può resettare come un computer e mettere un altro sistema operativo senza causarne danni? Nel suo percorso, Echo sarà in grado di raggiungere una consapevolezza di sé come essere umano? E chi è Alpha? Un semplice errore di programmazione?

L’umanità, sempre più dedita ad una tecnologia che i più non riescono quasi a comprendere, riuscirà a mantenersi tale con tutto questo progresso? Temi non certo nuovi, ma mai affrontati così.
L’essere umano è strumentalizzato non solo nel corpo ma anche nella mente e la cosa che fa più riflettere è la completa naturalezza dell’esperienza. Se non viene ricordato, se finito il contratto non si ricorda nulla, se una volta reintegrata la personalità originale, conservata in un disco rigido, non si hanno segni dell’accaduto… E’ realmente accaduto? Questo è Dollhouse. Una ricerca di se stessi, un sopravvivere alla tecnologia, al progresso, un’elevazione dell’essere umano in quanto tale, come una creatura non solo di carne e sinapsi.
A capo di questa Dollhouse è la signora De Witt che con il suo accento inglese e l’aria imperscrutabile riesce a risolvere tutti i contrattempi che nascono.
Attorno a questa organizzazione segreta si aggirano personaggi ben caratterizzati e emblematici come Topher Brink, il genio che è colui che crea, impianta e resetta le personalità; un ragazzetto nerd, che non comprende bene la comune moralità e che è impossibile da amare; Boyd Langton “guardiano personale” di Echo che la salva quando la situazione si fa pericolosa; Paul Ballard un’agente dell’ FBI che è alle calcagna della Dollhouse e vuole sgominarla.
Ma non solo Echo è protagonista di questa incredibile storia. Sierra e Victor come Echo, sono Doll speciali. Quasi difettosi.
Questi sono solo alcuni dei personaggi che combinati insieme rendono Dollhouse un telefilm imperdibile con una prima stagione che prosegue subito a ritmo serrato, ma allo stesso tempo con una graduale consapevolezza dell’Io, e una seconda stagione che risente degli strascichi di una presunta cancellazione e che velocizza la trama per riuscire a dare un finale alla serie.
Il finale può piacere o meno, ma a dispetto di molte serie che hanno subito cancellazioni improvvise… Esiste. E ha i suoi punti forti.
Non posso anticiparvi molto, perché è una serie che va vista, seguita, ammirata, mangiata con gli occhi. Anche quando inizia a incrinarsi per carenza di spettatori, lascia senza fiato.

Guardatelo, perché sì. Fatelo.

 

 

Info e Curiosità

Guest star per eccellenza è un altra conoscienza del fandom dell’universo Buffy e affini, l’adorabile Amy Acker che, pur avendo un ruolo secondario, riesce a  caratterizzare il proprio personaggio come nessun’altro sarebbe riuscito.

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi