Dovrei essere fumo di Patrick Fogli

Dovrei essere fumo

di Patrick Fogli

 

TitoloDovrei essere fumo
Autore: Patrick Fogli
Edito da: Piemme
Prezzo: 15.00 €
Pagine: 292

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Trama: Emile è nato a Parigi ed è ebreo da chissà quante generazioni. Non ricorda il giorno in cui ha iniziato ad avere paura, ma da quel giorno non ha più smesso. Quando è arrivato ad Auschwitz, nel settembre del 1942, non immaginava che sopravvivere a quell’inferno sarebbe stato peggio che morirci. Alberto ha iniziato una nuova vita. Il suo passato nei servizi segreti è ormai alle spalle, per quanto possa esserlo un’esistenza di quel tipo. Perché lui è il migliore, e qualcuno se n’è accorto, tanto da offrirgli un incarico inatteso: la sorveglianza di un uomo molto anziano e molto ricco la cui vita è in pericolo, e non solo per il cancro che lo sta consumando. A unire le loro storie un quaderno azzurro, a cui è affidata una verità che non tutti hanno il coraggio di guardare in faccia. E un’ossessione, che rende schiavi in attesa di poter rendere liberi. Un romanzo sulla vendetta e sul perdono. Che non sempre sono sulle facce opposte della medaglia.

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Recensioneùdi AuriCrem

Premetto che ho un rapporto di odio/amore con i libri riguardanti la Shoah, ci tengo al ricordo, alla memoria che ognuno di noi deve avere per ciò che è successo, come se noi stessi lo avessimo fatto. Ma c’è un “però”. Sentita raccontare da svariati professori, letta dentro ad innumerevoli libri, trapelando una sofferenza indicibile, la Shoah risulta piatta, sempre la stessa, un calcare con la stessa matita lo stesso segno immutato. Per questo tendo a non leggere più libri a riguardo ma questo libro, come mai mi è capitato nella vita, l’ho comprato d’istinto, ne ho guardato la copertina, ho letto il titolo, ho dato una scorsa veloce alla trama e ho deciso che doveva essere mio ad ogni costo, subito.

Inizialmente la trama scivola lenta e difficilmente districabile. Ho decisamente preferito i capitoli dove a parlare era Emile per il semplice fatto che erano più alla mia portata. Alberto è un personaggio veramente molto complesso, ha un’emotività contorta e fragile nonostante le apparenze, per certi versi lo sento vicino mentre per altri mi è distante anni luce. E così, con la voglia di conoscere più a fondo Emile son finita col fare la conoscenza anche con il nostro caro protagonista Alberto, così freddo e così paradossalmente umano.

A primo colpo capisco perfettamente ogni pensiero e ragionamento di Emile perché appunto, come già detto, lo sento più vicino al mio modo approssimativo di ragionare, ma se scavo in profondità trovo anche molte somiglianze con Alberto, così complicato, umano per un suo modo di approcciarsi alla vita, simile ma diametralmente distante ad Emile, e d’altra parte freddo come un automa.

Non posso rivelarvi molto altro del libro, il cui tema fondamentale non è la trama in sé quanto più che altro i ragionamenti che portano i vari personaggi a formulare teorie, pensare, scervellarsi, perché è questo che fa di un uomo ciò che è, le domande che si pone, le risposte che cerca, i ragionamenti che condivide o tiene segreti, i percorsi che sceglie di esplorare, che essi siano nella mente o nella vita, nel cuore o per le vie del mondo.

Ci ragionavo giusto poco fa, seduta in giardino, con il mio libro in mano e tanti pensieri in testa… le casualità del destino, nonostante le infinite combinazioni di scelte che possiamo attuare, ci portano ad un crocevia dove non importa quale direzione prendiamo, arriveremo comunque là, dove Alberto ha incontrato Schwarz.

Libro particolare per il tema che tratta, un po’ un thriller se così vogliamo chiamarlo, appassionante ma in maniera pacata, non travolgente però comunque piacevole, che suggerisco a chi ama ragionare, a chi ama pensare cosa c’è dietro, a chi ama riflettere anche sui ragionamenti degli altri, seppur questi siano “solo” personaggi di un libro.

So di non aver rivelato molto riguardo all’effettiva trama del libro ma più di ciò che ho già scritto c’è poco da dire, è tutta questione di sensazioni, percezione del libro in una maniera piuttosto che in un’altra. Certo per tutti i libri è così ma questo in particolare va assimilato per bene e poche spiegazioni reggono il confronto con ciò che si prova a leggerlo, o almeno questo è ciò che mi sarei sicuramente detta se dopo averlo letto avessi potuto tornare indietro nel tempo.

La vita è straordinaria, Alberto, irripetibile, sorprendente.

Quando riesce a non ucciderti troppo presto.

Voto

 

1Astelle

 

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Patrick Fogli: è nato e vive a Bologna (1971). Laureato in ingegneria elettronica, divide le sue giornate tra la realizzazione di software gestionali, siti web e la scrittura. Ha esordito con Lentamente prima di morire (Piemme, 2006), un thriller ambientato a Bologna, che ha conseguito un ottimo successo di critica e di pubblico. Successivamente ha pubblicato, sempre per Piemme, L’ultima estate d’innocenza (2007) e Il tempo infranto (2008), consacrandosi come uno dei migliori autori thriller italiani. 

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Una replica a “Dovrei essere fumo di Patrick Fogli”

  1. Patrick ha detto:

    Grazie per quello che hai scritto e per l’attenzione con cui mi hai letto.
    Dovrei essere fumo è stata un’avventura dolorosa, anche per me che l’ho scritta.

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