Draco. L’ombra dell’imperatore di Massimiliano Colombo

Massimiliano Colombo

Capitan SalgariNato a Bergamo nel 1966, vive a Como. Da anni coltiva la sua passione per gli eserciti del passato, per la storia antica e per l’oggettistica militare, di cui è diventato cultore ed esperto partecipando a concorsi nazionali e internazionali e collaborando con varie riviste del settore. Draco. L’ombra dell’imperatore è il suo terzo romanzo dopo La legione degli immortali e Il vessillo di porpora.

Sito: http://www.massimilianocolombo.eu

 

  

Il Corsaro NeroTitolo: Draco. L’ombra dell’imperatore
Autore: Massimiliano Colombo
Serie: //
Edito da: Piemme (Collana//)
Prezzo: 19,50 € 
Genere:  Narrativa, Romanzo storico
Pagine: 454 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png
  

Trama: 355 d.C. Sono trascorsi quasi vent’anni dalla morte di Costantino il Grande, e la stabilità dell’Impero romano è sottoposta a una duplice minaccia: i barbari che premono ai confini, e le lotte intestine rese più aspre dai tentativi di molti generali di autoproclamarsi imperatori. Costanzo II, sul trono dell’Impero d’Oriente, ossessionato dalla paura di perdere il potere, ha istituito una rete di spie per intercettare ogni oppositore. È così che Victor, di origini franche, diventa l’ombra del giovane Giuliano, destinato a vestire la porpora e diventare il prossimo Cesare delle Gallie. Solitario e incurante del pericolo, intelligente e perspicace ma addestrato a eseguire gli ordini senza porsi domande, Victor è un esecutore, il braccio armato di menti che nel segreto delle stanze decidono il corso della storia. Formalmente incaricato del suo addestramento militare, affiancherà Giuliano in ogni sua mossa, per renderlo innocuo nei confronti delle ambizioni di Costanzo. Giuliano, però, è un uomo di studi, non un condottiero, un filosofo che crede ancora negli Dei e non nel Cristo che li ha ormai soppiantati per legge. E Victor non è l’unico uomo nell’ombra. C’è qualcuno che osserva le sue mosse, e per proteggere se stesso e Giuliano sarà costretto ad abbandonare molte delle sue certezze e intraprendere una strada più insidiosa del previsto. Battaglie, sotterfugi, tradimenti, amicizie e amori fanno da sfondo al lento e inesorabile sgretolarsi di un impero, in un romanzo che sa cogliere la grandezza celata nella decadenza.


Recensione

di Johannes de Silentio

Non mi capitava tra le mani un romanzo storico così bello dai tempi di Carthago di Franco Forte. E quella narrata da Massimiliano Colombo in Draco. L’ombra dell’imperatore è, forse, una vicenda che solletica ancor più il mio palato.

L’imperatore del titolo è infatti Giuliano il Filosofo, passato alla storia come Giuliano l’Apostata, in quanto dipinto dai cristiani come colui che abbandonò la propria religione, quando non addirittura descritto come un persecutore. La verità, però, è un’altra: Giuliano era un uomo di educazione cristiana e di cultura ellenica e, in virtù di ciò, non perseguitò mai i cristiani, ma semplicemente tolse loro alcuni privilegi, agendo in favore della tolleranza religiosa. Benché di fede pagana, infatti, Giuliano concesse la libertà di culto.

Il Corsaro Nero

«Per anni ho continuato a chiedermi in che modo mio cugino Costanzo mi avrebbe fatto uccidere. Per anni ho continuato a chiedermi che volto avrebbe avuto, l’uomo inviato a togliermi la vita.»

Giuliano, “Cesare” d’Occidente, era tuttavia inviso dal suo stesso cugino, l’imperatore d’Oriente Costanzo II, il quale si prodigò in favore del cristianesimo e si vide dunque minacciato quando Giuliano cercò di ripristinare gli antichi riti politeisti. Ecco allora che, per questo e altri motivi, Costanzo si circondò di spie.

 Ricostruzione storica e fiction letteraria si mescolano al comparire di una di esse, Victor detto “Draco”, che diventerà, appunto, l’ombra dell’imperatore Giuliano.

Pirati

Il romanzo è molto avvincente e interessante sin dalle prime pagine, allorquando vediamo le due guardie del corpo di Giuliano, Victor e Filopatròs, rispettivamente un franco e un greco, assistere a una corsa di carri. Tra parentesi: i loro dialoghi sono sempre molto divertenti, in quanto i due costituiscono una coppia decisamente mal assortita e in quanto il greco sospetterà a più riprese la verità, e cioè che Victor sia una spia e non una guardia del corpo. Personalmente ho inoltre trovato molto emblematica una delle prime frasi del romanzo, pronunciata proprio allo stadio:

 «Il campione invecchia e arriva uno più giovane che se lo mangia.»

 Che sia una metafora? La citazione è riferita a due cavalli, ma Giuliano, in effetti, era poco più che ventenne nel 355, quando l’azione del libro ha inizio.

Altro dialogo decisamente bello, poi, è quello fra Giuliano e lo stesso Draco, nel suo ambiguo ruolo, al tempo stesso, di protector dell’imperatore e suo potenziale sicario:

«Sarà un onore per me stare al tuo fianco, Cesare.»
«In tanti, nelle ultime tre settimane, mi hanno detto che è un onore stare accanto a me. È strana la vita. Quelli che ti mettono una corona in testa e ti sorridono, sono gli stessi che prima ti volevano morto.»

La Folgore

Ma chi è Draco, quest’uomo misterioso, che agisce nell’ombra pur stando alla luce del sole? È un amico o un nemico dell’imperatore? La risposta più plausibile, invero, sembra essere “entrambi”. Quello che l’autore Massimiliano Colombo sembra volerci dire, infatti, è che la Roma del Basso Impero viveva nella più totale incertezza. Epoca di opportunismo e ipocrisia, di voltagabbana e traditori, di strumentalizzazione delle masse, di confusione e di menzogne. Un’epoca che, detto senza retorica, è forse più vicina alla nostra di quanto possiamo immaginare. Ecco, allora, che forse è lo stesso Draco a non sapere quale decisione prendere e da che parte della bilancia pendere.

Torniamo un attimo sul tema della religione, perché Massimiliano Colombo fa pronunciare a Giuliano un discorso molto bello a proposito dello zio Costantino il Grande. Costantino, spiega Giuliano, proclamò la libertà di culto, «ma credo che per lui, così ambizioso, la religione fosse solo un instrumentum regni». Ecco perché spostò la nascita del Nazareno al 25 Dicembre, «per farla coincidere con il giorno del natale del Sole e del dio Mitra» e unificare così le feste religiose.

Draco. L’ombra dell’imperatore è un romanzo avvincente, sapientemente scritto nei dialoghi e nelle descrizioni dei personaggi e dei luoghi. Un libro che, a mio giudizio, rasenta la perfezione. Il mio voto è 4 stelle e mezzo su 5. Tolgo mezzo voto per alcune parti forse un po’ troppo didascaliche e “didattiche” che penalizzano lo sviluppo della trama (un esempio. Sempre in uno dei dialoghi tra Giuliano e Draco, leggiamo: «E torniamo alla mia storia, che richiede ancora un po’ di attenzione da parte tua, perché è complicata»). Ma, ciò detto, tengo a sottolineare che quella scritta da Massimiliano Colombo non è una lezione di storia, ma una coinvolgente avventura.

Di seguito, lo spettacolare booktrailer:

Booktrailer

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