Draconis Cor di Alessia Piccolo

Alessia Piccolo

Alessia Piccolo vive a Pozzonovo, in provincia di Padova. È laureata in Tutela e Riassetto del Territorio, attualmente sta completando gli studi del corso magistrale in Scienze Forestali e Ambientali. “Draconis Cor” è il suo primo libro.

Sito: http://alessiaaik.wix.com/draconis_cor

 

Draconis Cor

  1. Draconis Cor Libro primo (isbn:978-88-97587-82-2)

 

Titolo: Draconis CorLibro Primo
Autore: Alessia Piccolo
Serie: Draconis Cor, vol.1
Edito da: Editrice GDS (Collana: Aktoris)
Prezzo: 13.50€
Genere: Fantasy Classico, Draghi
Pagine: 172 p.
Voto: 

   

Trama: Quando la saggezza dei draghi non ha confine possono accedere eventi unici e senza tempo. In un regno in cui l´anima di ognuno può andare perduta, un´antica profezia darà nuove speranze ad un popolo che sta ormai per essere sopraffatto. Tre ragazzi come tanti non sospettano nemmeno di far parte di una storia cominciata molti anni addietro. Le loro vite saranno stravolte dall´arrivo di un bambino a cui orde di nemici danno la caccia. Insieme verranno trascinati in un’ avventura che li costringerà ad allontanarsi da tutto quello che hanno di più caro e da ogni certezza. Una lacrima di cristallo dai poteri magici sconosciuti celerà la chiave di questo mistero, ma da dove arriva? Cosa nasconde? E proprioquando crederanno di essere arrivati, il viaggio avrà inizio…

 

Recensione
by molly68

Non necessariamente in un romanzo fantasy la brevità e la semplicità sono elementi negativi, come non lo è la scarsa originalità: in fondo, la letteratura di genere è fatta di topoi, di intrecci noti, di cose che il lettore si attende che siano presenti. Draconis Cor è breve, semplice e non troppo originale. Tuttavia, in questo libro forse le ingenuità eccedono il limite consentito e non riescono a far sollevare il romanzo dalla sua scontatezza.

L’autrice scrive in modo semplice ma scorrevole, però lo stile (che di per sé sarebbe godibile) è penalizzato da una storia che non riesce a decollare, disseminata di clichè gestiti ingenuamente e di infodump (avete presente? l’impulso di spiegare ogni cosa, nel timore – e correndo il rischio di offenderlo per questo – che il lettore non sia in grado di capire ciò che sta leggendo) che appesantiscono la narrazione. Il fatto che si tratti di un fantasy per ragazzi non giustifica alcune caratteristiche che rendono banale gran parte del testo, facendolo somigliare più a un anime (nei dialoghi, in particolare) che a un libro. Ma vediamo di approfondire questa affermazione.

La struttura di Draconis Cor è piuttosto classica, come ho detto: un regno dominato da uno stregone malvagio, un gruppo che si mette in viaggio con una missione da compiere, nuovi elementi che si aggiungono alla compagnia nel corso della storia, avventura, creature leggendarie e oggetti magici nell’immancabile lotta tra bene e male. Niente di grave. Anche Il signore degli anelli, anche La ruota del tempo, anche La spada della verità tutto sommato parlano di questo. Solo che non è “di cosa narrano” a farne delle storie immortali, è il “come lo narrano”.

Le vicende raccontate da Alessia Piccolo restano confinate a un livello “base” ed è un peccato, perché l’autrice ha una scrittura pulita e corretta (il che è già un buon punto di partenza). Purtroppo i personaggi sono tratteggiati superficialmente per la maggior parte delle volte (perché non dare spazio alle storie di quelli che compaiono solo per sciogliere situazioni ingarbugliate, come un antico deus ex machina? I due mezzelfi, per esempio), mentre potrebbero avere personalità e restare impressi nella memoria del lettore; la trama è frammentata e rallentata dall’eccesso di informazioni, di particolari irrilevanti e notizie del tutto superflue; alcune contraddizioni e la perenne presenza di fatti o personaggi che risolvono le situazioni più complesse in modo improbabile infliggono alla narrazione il colpo di grazia.

Scrivere fantasy non vuol dire potersi permettere licenze a tutto spiano. I mondi devono essere realistici (la Piccolo è brava nelle descrizioni, per esempio: perché non approfondire le caratteristiche di questo universo?), i fatti coerenti, i personaggi incisivi. La conclusione, evidente preludio a un secondo capitolo della storia, lascia il lettore con la sensazione di incompiuto: va bene lasciar intendere che ci sia un seguito, ma un’interruzione così repentina è forse troppo audace.

Nel complesso, il romanzo risulta acerbo ma scorrevole, sicuramente curato da un punto di vista dell’editing (il che non sempre è scontato nel caso di piccoli editori), dotato di una copertina accattivante, aiutato dalla brevità (che non lascia il tempo al lettore di riflettere troppo sugli aspetti deboli del testo) e da una prosa fluida e corretta.

Attendiamo il prossimo volume: l’autrice è giovane e può soltanto migliorare, imparando dai grandi maestri della narrativa fantastica come rendere imprevedibile ciò che non lo è e come trascinare il lettore in una trama classica ma non scontata, firmando con lui il famoso “patto sulla sospensione dell’incredulità” che è indispensabile per fare di un semplice libro fantasy un BUON libro fantasy.

 

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