Due chiacchiere con… Alessia Rocchi!

ALESSIA ROCCHI;

E’  nata nel 1973 a Velletri, dove vive. Si è laureata in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma. Ánghelos è il primo romanzo della trilogia edito da Rizzoli seguito da Anghelos – Il libro oscuro di Dracula edito da Castelvecchi.

BLOG dell’autrice

 

Ho avuto l’occasione e il privilegio di poter fare alcune domande ad Alessia Rocchi, promettente scrittrice italiana, umile e disponibile come poche (lasciatemelo dire). In questa intervista ci svelerà com’è nato il protagonista della fortunata saga “Ánghelos” e la penna sensibile e intelligente che lo ha creato.

 

D: Chi è il conte Nikefóros Ánghelos?

R: Prima di iniziare l’intervista voglio approfittare per ringraziare le blogger di Sognando Leggendo che mi hanno permesso di poter parlare un po’ di me e del protagonista dei miei romanzi.
Il Conte Nikefóros Ánghelos è un nobile dell’isola di Thera ed è un Vampiro costretto a fuggire a causa del Libro Oscuro, un testo misterioso in cui, in uno stile assolutamente criptico, è scritta la storia dell’angelo Semangelof e di Lilith. Il Conte non sa perché il Libro è nelle sue mani e soprattutto cosa egli fosse prima della trasformazione in Vampiro. La sua esistenza si trascina fino a quando non incontra Eirene, una fanciulla che, pur se all’apparenza insignificante, si dimostrerà l’anello che congiunge il Vampiro con l’angelo Semangelof e Lilith.

D: Quale è il motivo che ti ha spinta a creare un personaggio del genere?

R: Il vampiro è una figura mitologica che mi ha sempre interessata perché racchiude la paura che l’essere umano ha sia per la vecchiaia che per la morte. Con il Conte Ánghelos ho voluto osare. Un giorno di tantissimi anni fa – eravamo ancora nel XX secolo! – mi sono detta: perché non affrontare il tema del vampiro collegandolo con gli angeli? Credo di aver avuto un’intuizione: angeli e vampiri, in un unico romanzo.

D: Le librerie sono piene di storie di vampiri. Perché i lettori di Sognando Leggendo dovrebbero preferire quella che hai scritto tu?

R: “Preferire” è una parola che vincola un po’. Avevo una storia da raccontare su cui mi piacerebbe tantissimo discuterne con i lettori. Per me è fondamentale il dialogo e il legame con i lettori!

D:Nel secondo libro della saga “Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula” il protagonista è lo stesso, ma che cosa dovrà affrontare questa volta?

R: Svelato il mistero che circondava il Libro Oscuro e capito chi è veramente l’angelo Semangelof, il Conte Vampiro dovrà affrontare un viaggio che lo condurrà dinanzi alla Porta della Stanza della Purificazione, luogo destinato a lui nella notte dei tempi. Ciò lo farà con l’aiuto delle Guardiane della Porta – ciascuna è la protagonista femminile di ogni romanzo della saga -. L’incontro con la Seconda Guardiana porterà il Vampiro a incrociare il suo destino con quello del Principe di Valacchia Vlad III Dracula e a interagire con un uomo sanguinario e dispotico che si muove in un mondo fatto di crociate e vendette, tradimenti e passioni.
Ánghelos. Il Libro Oscuro di Dracula, Ultra Lit 2010 è un romanzo che gioca molto sulla interazione tra un Conte Vampiro e il Principe Dracula. Cosa ne sarà di Vlad con Nikefóros che vaga negli oscuri anfratti del suo castello è una cosa che spero possa incuriosire i lettori.

D: Hai rivelato che con molta probabilità la saga si comporrà di tre libri. Hai già cominciato a scrivere l’ultimo?

R: Incrocio le dita.

D: In una intervista hai dichiarato che nessuno dei personaggi del primo libro ti rappresenta appieno. Da chi hai tratto spunto per la loro creazione?

R: Lo spunto te lo danno la realtà, le esperienze belle o brutte e la capacità di ascoltare. Personalmente mi tengo molto distante dai miei personaggi, cioè preferisco non giudicarli altrimenti, credo, falserei il racconto.

D: Ti sei documentata approfonditamente sui vampiri e le vicende storiche di quel tempo. La stesura infatti ha richiesto diversi anni. Hai mai pensato “Ma chi me l’ha fatto fare?”

R: Lo penso sempre, non c’è giorno che questa domanda non mi sfiori il cervello. Però non ne posso fare a meno. Creare è un atto d’amore e, in quanto tale, racchiude in sé tutte le gioie e le ansie che porta questo grande sentimento. In fondo, convivere per molti anni con un personaggio a cui tieni tantissimo è come convivere con la persona che ami. Sai che esistono altre persone al mondo e qualche volta ti chiedi: “ma chi me lo fa fare a stare con te?”. Eppure ci stai, perché lo ami, perché il tuo cuore batte forte quando ti sfiora il viso. Perciò anche se ogni tanto il Conte Ánghelos mi manda ai matti, mi basta pensare a una nuova scena e tutto si acquieta.

D: Nel tuo blog mi è capitato di leggere che hai avuto il classico blocco dello scrittore. Come lo hai superato? Consigli?

R: Sì, purtroppo ogni tanto capita di stare ore davanti a una pagina bianca senza tirare giù un pensiero che abbia un senso compiuto. Ho imparato a non pensarci troppo e a non farne un dramma. Ecco, questo è il mio consiglio: prendere la cosa con meno ansia e lasciare che il momentaccio passi. E passa!

D: Da quando i tuoi romanzi sono apparsi nei negozi come ti sei sentita? E’ cambiato il tuo modo di approcciarti alle librerie?

R: Quando i romanzi sono apparsi nelle librerie mi sono sentita felicissima e con qualche responsabilità in più. Sapere che persone che non conosco prenderanno in mano il mio libro e leggeranno la mia storia, è una cosa che mi ha maturata moltissimo. Creare atmosfere storiche molto dettagliate, inserire la bibliografia e rendere le situazioni più verosimili possibile è il mio modo di rispettare il lettore.

D: E il rapporto dei fan com’è?

R: Il rapporto con i fan è straordinario! Ho conosciuto persone meravigliose e spero tanto di conoscerne altre. Quando parlo con loro mi rendo conto che in ognuno di noi si nasconde un mondo bellissimo, storie fantastiche degne di essere raccontate. Ciascuno di noi è un romanzo di successo!

D: Ti vedremo mai, in futuro, come autrice di romanzi di genere letterario diverso da quello di adesso?

R: Mi piacerebbe tantissimo. Intanto, però, godiamoci questo momento e saliamo la scala gradino per gradino. La vita si sa, è strana.

D: Ultima domanda: se avessi la possibilità di inserire un piccolo cammeo personale in uno dei tuoi libri come descriveresti te stessa?

R: Ultima domanda, ma anche la più difficile. Giudicare gli altri è indubbiamente più facile che giudicare se stessi e darsi una descrizione obiettiva. Certe volte mi fermo a guardarmi davanti allo specchio e quello che vedo è un velo di tristezza che mi copre gli occhi. In quel momento mi rivedo un’adolescente che ha assistito alla malattia e alla morte della sorellina di venti mesi; mi rivedo come una donna adulta la cui vita sentimentale è andata alla deriva. Insomma, certe volte mi sembra di essere rimasta a quei giorni bui. Perciò scrivo di argomenti forti come quello dei vampiri, perciò ringrazio la cultura che ho perché è lei che mi ha salvata da tante brutte situazioni. Come ripeto sempre, se non avessi avuto i libri, la musica, il cinema e tutto quello che ci sublima come esseri umani, non so dove sarei oggi.
Con la speranza che il Conte Ánghelos possa aver carpito il vostro interesse, vi abbraccio tutti e vi auguro buona lettura!

E noi ringraziamo te, Alessia, per questa magnifica intervista!

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi