Due chiacchiere con… Barbara Baraldi!

BARBARA BARALDI;

E’ autrice di romanzi noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti. Scrive per Mondadori la saga dark fantasy “Scarlett”, giunta al secondo capitolo, intitolato «Il bacio del demone». Insieme a Camilleri, Lucarelli, Carlotto e De Cataldo, è protagonista di «Italian noir», il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano. È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il premio Valtenesi. I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico, e sono pubblicati in nove Paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Alcuni titoli: «La bambola dagli occhi di cristallo», «Lullaby – La ninna nanna della morte», «La casa di Amelia».

SITO dell’autrice

~La Regina dei Vampiri in jeans e T-shirt~

Una piacevolissima intervista a Barbara Baraldi che afferma di amare i Placebo, odiare i libri con troppi avverbi e che ci rivela in anteprima esclusiva la trama del suo prossimo romanzo.

D: I tuoi romanzi spesso richiamano le atmosfere dark- gothic. Una delle prime sensazioni che ho avuto sfogliando le pagine è stata quella di leggere un incubo estremamente realistico. Hai mai preso ispirazione dai sogni che hai fatto per le tue storie?

R: Mi viene in mente Robert Smith, il leader dei Cure, quando fu intervistato a proposito del testo del brano A forest. Disse che si trattava di un sogno che aveva fatto durante la registrazione dell’album. Per quanto mi riguarda, mi capita di svegliarmi con una scena in testa. Mi piace pensare che le immagini provengano da un luogo dove i personaggi esistono per davvero e, tramite il sogno, sia possibile ascoltare i loro desideri.

D: Scarlett ad esempio, è uno di quei personaggi che colpiscono il lettore da subito: ostinatamente romantica, ricca di pregi e difetti, una persona comune ma allo stesso tempo fuori dal comune. Com’è nato questo personaggio?

R: Ho cercato la sua voce per approssimazioni successive. Le ho girato un po’ intorno, facendole domande, mettendola alla prova, chiedendole cosa avrebbe fatto e cosa non avrebbe mai fatto in determinate circostanze. È così per tutti i personaggi: quando senti la loro voce nella testa, poi sono loro a dirti cosa vorrebbero fare.

D: Mikael ha una natura ambivalente e per questo motivo molto spesso entra in contrasto con sé stesso. Un lato pubblico e uno privato, sconosciuto. A te è mai capitato di sentirti “sdoppiata”?

R: Mikael non sente di appartenere a nessun mondo, né quello umano, né quello demoniaco. Allo stesso tempo, un po’ come i supereroi della Marvel, offre un immagine di sé molto diversa di quello che è in realtà. Oggi, nell’epoca dei social network, tutti abbiamo un’immagine privata e una pubblica, dove quest’ultima somiglia a una narrazione, composta dai frammenti di esperienza che ci lasciamo alle spalle, come le briciole di Hansel e Gretel. Comunque, la risposta è sì! In occasione di una presentazione mi ero vestita in jeans e t-shirt, ma alcuni presenti hanno manifestato una certa delusione, ammettendo che si aspettavano una regina dei vampiri o qualcosa del genere!

D: La musica nei tuoi libri ricopre un ruolo importante. Fra i primi brani che ti vengono in mente quali sceglieresti per rappresentare il tuo modo di scrivere e perché?

R: In questo momento non riesco a smettere di ascoltare la discografia dei Placebo: accordi semplici, ritmo veloce, voce graffiante.

D: Le ambientazioni delle tue storie sono varie: da Bologna a Firenze, passando per Siena. Sono scelte d’istinto o motivate?

R: Scelgo le città che amo. Fin da ragazzina, pur abitando in provincia di Modena, ho sempre immaginato Bologna la mia città adottiva, ed è stato meraviglioso avere la possibilità di esplorare i suoi misteri per la Newton Compton. E poi sono innamorata delle città d’arte, e non potevo esimermi del raccontare a modo mio la Toscana, una regione fatta di chiaroscuri, dove la natura incontra l’arte ai suoi massimi livelli. Non dimentico le mie radici, che affondano nella campagna, e proprio una campagna romantica e ricca di mistero è il set del mio prossimo romanzo, ormai imminente.

D: Com’è nata l’idea di creare la sceneggiatura per la graphic novel Bloodymilla? Ritieni sia stata un’esperienza che in futuro potresti ripetere?

R: Sono una “patita” di fumetti, e non vedevo l’ora di mettermi alla prova con questo linguaggio. Bloodymilla è un personaggio che avevo in mente da un po’, e che riserverà molte sorprese ai suoi lettori in futuro. Il mio progetto originale, infatti, prevedeva una piccola saga, anche se i tempi di sviluppo saranno un po’ lunghi. Ai miei progetti con le graphic novel si aggiungono quelli sul fumetto seriale: ho scritto una sceneggiatura per un personaggio molto amato dal pubblico e… non vedo l’ora che esca!

D: Da pochi mesi è uscito “Noia” un tuo inedito racconto noir, a tal proposito vorrei chiederti: cosa ritieni noioso nel mondo della letteratura? Cosa non dovrebbe mai fare uno scrittore?

R: L’autoreferenzialità. Stare a sentire le chiacchiere vuote dei salottini della tv. E penso che atteggiarsi da intellettuale ma ragionare per luoghi comuni, sia altrettanto noioso di un libro scritto con troppi avverbi.

D: Quale libro sentiresti di consigliare per primo a chi non conosce Barbara Baraldi come scrittrice?

R: “Un sogno lungo un’estate“. Esce il 13 marzo per Einaudi e ti assicuro che sono emozionatissima. Un romanzo di formazione intriso di romanticismo e mistero.

D: C’è stato un momento particolare nella tua vita che ti ha portato a capire quanto tu amassi scrivere?

R: Succede ogni giorno in cui mi siedo alla scrivania per scrivere, e mi rendo conto che le parole sono fatte di emozioni

D: Quali sono gli autori a cui fai riferimento o a cui sei più legata?

R: Moltissimi. Al liceo mi sono innamorata dei poeti maledetti e del Romanticismo. Uno dei libri più importanti nella mia formazione, poi, è Narciso e Boccadoro di Herman Hesse. Non saprei dire se ho letto più volte L’amante, il romanzo di Marguerite Duras, oppure se ho visto più volte il film che ne ha tratto Annaud. Tra i contemporanei, mi piacciono Palahniuk, Zafon, Gaiman, Durrell, Eugenides.

D: Nel tuo sito hai annunciato ai fan che presto uscirà il tuo nuovo romanzo ma che ancora non puoi rivelare nulla. Puoi dirci però se il genere narrativo sarà sempre lo stesso?

R: Sarai la prima con cui ne parlo ufficialmente! L’uscita ormai è alle porte: si parla del 13 marzo. Si tratta di un racconto di formazione, un romanzo, insomma, di narrativa “pura”. Come dicevo, si intitola “Un sogno lungo un’estate” e racconta le vicende di Matilde, una ragazza che viene sradicata dalla sua Milano per trasferirsi in campagna con la famiglia. Non basta essere separata dalla migliore amica e dalle abitudini: Matilde comincia a sospettare che la casa sia infestata da un fantasma. Nella narrazione si intrecciano le vicende di Legnani, un aviatore precipitato durante la seconda guerra mondiale e che, in un mulino abbandonato, ha lasciato un dipinto che potrebbe essere la mappa di un tesoro e le avventure di Lucilla, la protagonista della fiaba che la madre di Matilde sta scrivendo, le cui vicissitudini seguono di pari passo quelle di Matilde. Tutto si complica quando Matilde conosce Riccardo, un ragazzo più grande appassionato di motocross, e tra i due nasce un rapporto conflittuale ma molto romantico.

D: Vorresti dire qualcosa ai tuoi fan su Sognando Leggendo?

R: Un fortissimo abbraccio a tutte (e tutti) coloro che hanno avuto la pazienza di leggere tutta l’intervista e un grazie di cuore per aver letto e consigliato i miei libri: tutto ciò che seguirà è anche grazie a voi e al vostro passaparola!

E io ringrazio ancora una volta Barbara Baraldi, Sognando Leggendo per questa splendida opportunità concessami e Nasreen, mia insuperabile Boss.

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Una replica a “Due chiacchiere con… Barbara Baraldi!”

  1. Nasreen ha detto:

    bellissima intervita ^__^ Grazie Barbara per avercela concessa!

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