Due chiacchiere con… Daniela Barisone!

Buongiorno a tutti!

Eccoci qua con il nuovo appuntamento della rubrica “Due chiacchiere con…“. Oggi avremo il piacere di intervistare un’autrice che, come si suol dire, è una di noi. Una ragazza cresciuta e diventata autrice fra le pagine web di questo nostro mondo interattivo. Un’autrice nata come Fanwriter e che oggi, invece, scrive racconti e romanzi senza mai abbandonare il suo primo amore: le fan’s fictions.

Daniela Barisone;

Daniela Barisone è una ragazza di ventisei anni appena compiuti che lavora come grafica, editor e correttrice di bozze e ama scrivere racconti a tematica omosex e mettere il genere steampunk ovunque arrivino le sue dita a portata di tastiera. Ha in cantiere un romanzo sempre steampunk e una raccolta di racconti, un curioso mix fra cyberpunk e mondi post-atomici.
Ama i vampiri, ma solo come crede lei che siano e trova estremamente divertente la narrativa erotica gay, anche perché sono poche le donne che hanno il coraggio di uscire dal mondo delle fan fiction per esportare il genere nel panorama editoriale. A causa di ciò trova estremamente divertente rompere i tabù.
Sogna un mondo fatto di rotelle e motori pulsanti, tentacoli che spuntano sotto gonne ottocentesche e crede fermamente di essere nata nel periodo storico sbagliato. Vive tra Milano, Torino e Ivrea, scorazzando tra le italiche lande con il fidanzato Hush.

Linkhttp://www.danielabarisone.it/

 

E dopo avervi rinfrescato un po’ la memoria direi di passare direttamente all’intervista, no?

D: Ciao, Daniela! Per prima cosa grazie per esserti resa disponibile a questa intervista! Noi di Sognando Leggendo abbiamo già il piacere di conoscere la “Daniela recensore”… Direi che è il momento di conoscere la Daniela “scrittrice”, no? Vuoi dirci qualcosa di te?

R: Guarda, un ciuchino volante! Emh… no, scusate XD Dunque, ho 26 anni (invecchio inesorabilmente, che vita grama), sono un’editor, ho tanti difetti e pochi pregi. Scrivo da sempre credo, ma solo in questi ultimi anni ho realizzato su cosa davvero gettarmi. Definisco la scrittura uno dei miei vizi, perché tutti hanno dei vizi, no? Non fumo, non bevo, non bevo caffè, non mi drogo, non sono capace a ballare, sono una nerd senza speranza e passo tutta la mia esistenza non lavorativa a scrivere, a meno che non sia in pieno blocco dello scrittore come in questi giorni. Volevo anche dire che non sono capace a vestirmi bene come avevo detto su “L’ora del libro” di Anita Book, ma poi mio ex-marito ha letto e ha detto che sono scema, per cui: so vestirmi da dddddio.

D: Ti va di raccontarci qualcosa a proposito del tuo processo creativo? Sei una autrice impulsiva o riflessiva?

R: Impulsiva, assolutamente. Di tutte le trame che studio e mi vengono in mente nemmeno una finisce digitata sulla tastiera del mio netbook. Di solito apro Word, fisso un po’ la pagina bianca e poi scrivo, senza minimamente pensare. Quando smetto la storia è fatta.

D: Hai qualche rituale che ti accompagna nelle ore di “lavoro”?

R: Sì. Scrivo bene di notte, di solito dalle 4 alle 6 del mattino che sono per me l’orario pi produttivo in assoluto. Lavorando attualmente mi è impossibile, quindi scrivo molto meno. Inoltre devo staccare tutto, msn, skype, face book e altre cose, metto su una playlist con Windows Media Player con la musica che più fa lavorare i miei neuroni (immancabili Green Day, Mika, Nickelback, Metallica, Nine Inch Nails, Franz Ferdinand, Max Raabe, Queen, etc). Poi mi metto sotto il piumone con solo il naso di fuori e produco.

D: Cosa rappresenta per te la scrittura? Se dovessi descrivere questo rapporto con una sola parola?

R: Odio. Il mio è un rapporto d’odio, perché scrivere è il solo mezzo che ho per esprimermi. A meno che non sia molto a mio agio con i miei interlocutori, odio parlare e lo faccio anche male. Quindi scrivo quello che vorrei dire, ma è odioso perché la maggior parte delle volte non riesco a rendere l’idea di quello che vorrei dire.

D: Nata come scrittrice di fanfiction, correggimi se sbaglio, sei un’autrice che non disdegna affatto produrre a “quattro mani”. Non molti autori ci riescono, tu come ti giostri in questo?

R: Io scrivo con chiunque me lo chieda, ovvio che poi mi trovo meglio con alcuni e peggio con altri. Adoro l’idea di una storia che nasce da due persone, perché la regola fondamentale è “no trama”, tutto viene deciso nel momento in cui scrivi, quindi dall’idea iniziale si può arrivare a qualcosa di completamente diverso alla fine.

D: Dopo il romanzo steampunk “Cronache di un tradimento” e il romanzo online che stai pubblicando online eccoti con un’antologia di racconti fantasy slash! Sei un’autrice assolutamente versatile, no? Vuoi parlarci più o meno delle tue opere?

R: Versatile è la parola giusta, anche se recentemente mi sto focalizzando solo sullo steam e i vampiri, tutto slash. Riguardo a “Cronache di un tradimento”: nacque come racconto al Big Bang Italia dell’anno scorso, in base ad una storia che scrissi con un’altra ragazza (colei a cui è poi dedicato il libro).

Ci ho aggiunto altre cose a tema ed è nato il libro. Automatismo meccanico” invece è nato sempre per una community su Livejournal, ho utilizzato personaggi con le sembianze del mio gruppo preferito per dare vita a questo racconto. The Soft Nightmare” nasce invece per una genialata di Letizia Loi (una delle autrici del libro), dove volevamo unire la nostra passione per lo slash con i vampiri. L’idea era quella di creare qualcosa che non fosse mai esistito.

D: Il genere slash è ancora molto bistrattato in Italia. Per quale motivo, secondo te?

R: Perché la gente si vergogna dell’omosessualità in generale, figuriamo a leggere libri che la trattano. Abbiamo un grosso problema in Italia: si chiama Chiesa.

D: Questa antologia è stata scritta insieme ad altre scrittici “nate”, anche loro, fra le pagine web degli archivi di fanfiction. Stiamo parlando di Enrica Muraro, Letizia Loi e Elisa Fracassi. Dicci, con chi ti trovi meglio a scrivere? E’ stato difficile creare quest’antologia? Come è nata l’idea di scrivere una raccolta di racconti nei quali, però, i personaggi sono (più o meno) sempre gli stessi e i racconti sono tutti legati gli uni agli altri?

R: Non ho preferenze fra loro, a loro modo hanno pregi e difetti diversi. Inutile dire che è comunque con Enrica che ho iniziato per prima. Questa antologia è stata in realtà molto semplice da creare, mi è bastato recuperare ciò che ognuna di noi ha scritto nei propri blog, i racconti sono tutti collegati in base ai profili dei personaggi pubblicati in community http://community.livejournal.com/snightmare/ e che ognuno può utilizzare liberamente previo consenso del proprietario e rispettando il background iniziale. Un esempio: io ho due personaggi, Septienne e suo fratello Davide, eppure di quest’ultimo non ho mai scritto nulla. Elisa ha scritto giusto ieri un racconto su di lui per la prima volta, persino prima di me che l’ho inventato. Quindi si può dire che c’è un filo comune che lega inesorabilmente tutte le storie.

D: Racconto che hai amato di più scrivere?

R: Sangue e Grappa XD

D: Quello che, invece, ti ha creato più problemi?

R: Neo Victoria Station. Septienne è solo, non c’è nessuno dei suoi amici, ma un personaggio nuovo che ne avverte la disperazione.

D: Parlaci un po’ del tuo personaggio: Septienne. E’ un personaggio sagace, forte, sarcastico ma non “sbrilluccicoso”. Così lo definisci, mi sembra, no? Dai, parlaci della tua creatura…

R: Lui non luccica al buio. Come direbbe Draco Malfoy “io luccico tutto il tempo”. No, scherzo, è un tamarro Septienne, mica un vampiro serio, posato, pauroso. A modo suo è un figo, gli piace Fonzie, è diversamente simpatico e molto ironico. E’ potentissimo, questo è vero, ma è troppo pigro per utilizzare questa sua superiorità. Non ama lottare, preferisce finire le battaglie in modo più immorale (vedi “rotolarsi fra le lenzuola”) perché fondamentalmente è un ninfomane. E’ incestuoso, odia suo fratello, ma lo vorrebbe avere, è fuori di testa il 99% delle volte e ama la grappa sopra ogni altra cosa. Odia la Meyer.

D: Avete in mente di creare una nuova antologia prossimamente? Le altre autrici sono già pronte con altri fantastici racconti?

R: Ovviamente sì! Non ci aspettavamo un successo così ampio della nostra raccolta, sul serio. Stiamo lavorando per voi, sappiatelo. E chi non produce verrà fustigat- no, questo era meglio non dirlo XD

D: Dicci la verità: cosa vi ha spinto a scrivere di racconti fantasy fra vampiri, demoni e robot – tutti uomini -? C’è forse sotto la recondita avversione per le storie d’amore fra vampiri e umani che sembrano aver intasato le nostre librerie?

R: E’ una delle motivazioni, certo. Nessuna di noi sopporta il fenomeno Twilight a dire il vero, l’idea era quella di creare dei vampiri più vicini alle nostre credenze. Il fatto che siano tutti uomini dipende dalla questione che amiamo lo slash. Personalmente non riesco a scrivere storie etero, l’ultima che ho scritto è stata per il tuo compleanno, mia cara Nasreen! ♥ [E Nasreen ringrazia dal profondo del cuore! ♥]

D: Che ne pensi del panorama editoriale italiano? Sentiti pure libera di esprimere il tuo pensiero…

R: Deprimente, devo essere sincera. Non c’è volta che entro in libreria e non mi ritrovi sommersa dalla saga di vampiri di turno o da qualcosa del genere, esordienti zero.

D: E voi, che avete optato per l’autopubblicazione, non sognate minimamente un contratto con una medio/grande casa editrice?

R: Ovvio che sì, ma parlando onestamente, chi è il pazzo che si imbarcherebbe in una raccolta di racconti omoerotici con il bigottismo che regna sovrano?

D: Classica domanda in arrivo: quale sono stati i libri che ti hanno “plasmata” come autrice?

R: Eh, difficile da dire. Ho letto talmente tante cose diverse… sul il mio stile personale però riconosco Daniel Pénnac, è a lui che mi ispiro fortemente per il sarcasmo. Anne Rice non mi ha mai influenzata.

D: Libro che rileggeresti 10, 100, 1000 volte?

R: Jane Eyre di Charlotte Bronte.

D: Libro che, sicuramente, non prenderai MAI più in mano?

R: Wintergirls, mi sta turbando.

D: E che ci dici dei progetti per il futuro? Hai qualche lavoro in “corso”?

R: Sì, disgraziatamente per voi sì XD Sto stendendo un romanzo steampunk “serio”, niente racconti brevi. Sto sforzando il mio intelletto in questa cosa, voglio scrivere qualcosa di più lungo di un raccontino di 10000 parole. Si intitolerà “L’orologio di un undicesimo dio”. Poi ho steso la trama per “Fiaba Nera”, un racconto surreale dove mischiare tutte le favole in versione gothic slash, ma sto rivedendo quest’ultima affermazione. Inoltre pensavo ad una nuova storia con protagonista solo Septienne, ma devo deciderla se scriverla per il seguito di “The Soft Nightmare” oppure storia a sé, dipende da quanto verrà lungo. Anche questo ha già un titolo, nonostante sia solo un abbozzo, ed è “Bite hard” (alla fine è stato scritto a quattro mani con Marika Davoli NdR). Inoltre tante fan fiction sui Green Day, Mika e i Nickelback, ma questo non credi importi a qualcuno XD

D: Beh, direi che l’intervista è finita. Ti ringrazio di cuore per il tempo che ci hai concesso e, come da prassi, ti invitiamo a dire pure quello che ti passa per la mente ai nostri lettori di “Sognando Leggendo”.

R: Vi lascio con una citazione: “Tutto il mio credo religioso è basato su Star Wars”. Buona lettura, gioFani blogger! ♥

 

Grazie mille a Daniela Barisone per averci concesso questa intervista!

Buone Letture a tutti!

Lascia un commento

2 risposte a “Due chiacchiere con… Daniela Barisone!”

  1. Queenseptienna ha detto:

    Mi sento sempre più idiota… XD

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi