Due chiacchiere con… Diego De Vita e Alfredo Drago!

Buon pomeriggio. In barba alla mia bocciatura che si sta avvicinando inevitabilmente mi sono presa il pomeriggio libero per aggiornare Sognando Leggendo. Purtroppo, da domani ci rivedremo, se tutto va bene, domenica prossima quindi…

Vi lascio alla lettura dell’intervista degli autori di “Obscuram. Il presagio” Questa volta sarà un’intervista doppia, e ci sarà da divertirsi =)

Buona lettura!


Diego De Vita e Alfredo Drago;

Diego De Vita è nato a Torino nel 1974 e Alfredo Drago è nato a Milano nel 1976. La loro esperienza letteraria inizia per scherzo, su un forum dedicato a una chat che hanno frequentato per anni, scrivendo a quattro mani un racconto horror. Visto il “successo” e le potenzialità di questo metodo, decidono di unire definitivamente le forze per dedicarsi a qualcosa di più serio. Dopo tre anni di sforzi nasce Obscuram.

Gruppo Facebookhttp://www.facebook.com/group.php?gid=284624284251&ref=ts

B-Files del Libro:*Link*


Ebbene, dopo avervi un attimo rinfrescato la memoria su questi autori… Ecco a voi l’intervista.

D: Buongiorno, benvenuti su Sognando Leggendo. Approfitto per ringraziarvi della vostra disponibilità e per esservi prestati per questa intervista. È la prima volta che faccio un’intervista doppia… Sarà divertente! Che ne dite di iniziare con la classica domanda di rito alla quale, immagino, avrete risposto già milioni di volte? Vi vada dirci qualcosa di voi?

A: Leggere è sempre stata una mia grande passione, romanzi di ogni genere ed epoca, assieme al piacere per la scrittura fin da scuola. Ben presto ho quindi deciso di tentare di unire le due cose e scrivere io delle storie che mi potessero piacere quanto quelle che incontravo nei miei libri preferiti.

D: Beh che dire di me. Non sono un grande lettore benchè mi appassioni la scrittura, generalmente preferisco il cinema ed i fumetti. Non sono un grande amante del classico fantasy, prediligo di gran lunga lo steampunk come genere o la fantascienza.

Mi piace tantissimo creare storie, per quello in Obscuram mi sono dedicato alla creazione del mondo e di molte trame.


D: Nella biografia possiamo leggere che la vostra esperienza collaborativa è nata in un forum. Raccontateci come è andata…

A: Non si trattava di un forum di scrittura, era solo una stanza per fare quattro chiacchere in relax. Con Diego poi è nata quasi subito una sintonia perché avevamo gusti molto simili di autori, film e musica. Ed entrambi avevamo soprattutto voglia di produrre materiale nostro. Bene, Diego era già dentro il mondo della musica con un suo gruppo, però aveva anche molte idee originali per delle trame di romanzi, ma non riusciva a renderle bene su carta, mentre dalla mia c’era una maggiore facilità di scrittura.

D: Il forum era dedicato ad un gruppo di amici di chat, e come dice bene Alfredo era prettamente un luogo per passare il tempo e far quattro chiacchiere. Poi ci siamo messi in tre a scrivere un racconto horror che era venuto pure bene. Da quell’esperienza è nata l’idea di creare un romanzo nostro, e così abbiamo partorito la prima struttura di Obscuram. Nel tempo le nostre menti malate hanno fatto il resto.

 

D: Obscuram è il frutto di un duro lavoro durato, a quanto leggiamo, tre anni, è giusto? Ci sono mai stati momenti di tensione fra voi? Momenti in cui la trama avrebbe potuto prendere strade diverse per ciascuno di voi?

A: Momenti di tensione non ce ne sono mai stati. Posso dire con la massima sincerità che discutiamo spessisimo su che piega debba prendere il libro e quasi sempre ci troviamo d’accordo, fornendo ciascuno le idee che ha. Se una proposta dell’altro non convince, ciascuno è libero di contestarla, e se non si riesce a trovare un punto di incontro, la cosa viene messa da parte. Fortunatamente succede di rado, cerchiamo sempre di sfruttare ogni buona idea, anche a costo di complicarci la vita se serve a renderla valida per entrambi.

D: In realtà è dal 2005 che il progetto è in piedi. In questi anni le vicende della prima saga sono state eviscerate fino a giungere a ciò che hai letto ed a ciò che devi ancora leggere. Ultimamente poi mi sono lanciato nella creazione della genesi completa del mondo di Obscuram, preparando così il terreno ad un infinità di trame e possibilità.

 

D: Avete dei ruoli ben definiti nel vostro iter creativo? Chi dei due è il vulcano di idee? E chi invece si occupa di tenere a freno la fantasia dell’altro?

A: Non c’è una vera e propria divisione dei ruoli a tavolino, ma ognuno partecipa con le sue abilità. Diego sicuramente ha architettato tre quarti della trama, dal plot principale a buona parte di quelli secondari, oltre a un buon numero di personaggi. Io sono più versato per la scrittura, e mi viene più facile non pensare alla storia nella sua complessità, ma svilupparla all’interno del capitolo che sto scrivendo, immaginando le scene, le ambientazione e inserendo personaggi di contorno che spesso, dopo una valutazione di insieme, divengono nuovi protagonisti. E’ un vero e proprio lavoro di gruppo.

D: Nessuna divisione vera e propria. Se dovessimo scindere i ruoli allora Alfredo sarebbe l’esecutore ed io la mente malata che sta alle spalle di tutto. Ma alla fine ogni compito passa al vaglio di tutti e due, quindi alla fine è un lavoro di gruppo.

 

D: Cosa ha significato per voi, come individui, questa collaborazione per la stesura di Obscuram?

A: Dopo diversi tentativi di scrivere qualcosa di valido ed originale, si trattava di iniziare un progetto molto più impegnativo e vasto e portarlo a termine. Già questa è stata una grossa soddisfazione, resa sublime dal fatto che il nostro lavoro è stato apprezzato non solo da noi e dai nostri amici, ma anche da una casa editrice che ha scelto di darci e pubblicare il libro.

D: Beh significa molto sia dal lato dell’amicizia, sia dal lato del lavoro. Obscuram attualmente è un progetto enorme che richiede sempre e comunque confronti e limature, quindi per noi è una sfida continua. Ora ad esempio sto creando materiale pubblicitario e materiale da spedire per eventuali salti di qualità editoriale.

 

D: Avanti con una nuova e originalissima (notare il sarcasmo, prego) domanda: cosa significa per voi la scrittura?

A: A dire il vero è una cosa strana per me. Molto spesso, quando vedo un film o leggo un libro, se la storia mi colpisce, spontaneamente inizio a pensare uno svolgimento alternativo, immagino un finale diverso, invento personaggi che mi sarebbe piaciuto trovare lì. Ecco, la scrittura invece è un processo più radicale, perché la storia si modella interamente nelle mie mani, e posso dare libero sfogo alla fantasia. Scrittura è creazione.

D: Per me uno sfogo. Quando mi cimento nella scrittura di trame o piccoli racconti mi lascio proprio andare, è come se finissi in un altro mondo. Cosa che mi succede anche quando disegno o suono. Insomma per me l’arte è un vero e proprio distacco da questo mondo che non mi piace per nulla.


D: Quando scrivete avete un rituale, un’abitudine che vi aiuta a concentrarti?

A: Non direi, anzi, funziona al contrario. Non mi metto a scrivere come se fosse un lavoro, rimugino su una scena o un personaggio per un po’, magari ne parlo con Diego, poi quando mi sento che tutto sta filando, anche se in realtà non ho in mente parola per parola, inizio a scrivere, e tutto viene da sé. Direi quindi che prima mi concentro, e poi scrivo!

D: No nessun rituale, aspetto l’ispirazione e vado. Io scrivo molto poco in realtà, però disegno tantissimo, soprattutto in quest’ultimo periodo. Ho da illustrare tutto il mondo di Obscuram, mica poco eh.

 

D: Credete di potervi definire degli scrittore impulsivi o riflessivi?

A: Vista la risposta precedente, direi che sono riflessivo anche per giorni prima di cominciare, poi quando inizio a scrivere assolutamente impulsivo.

D: Di base impulsivo, poi controllo il lavoro fatto e mi fa sempre schifo, quindi divento riflessivo.


D: Obscuram è un romanzo diverso nel genere. Sembra quasi di poter vedere, nel cielo, una piccolatelecamera che si sposta velocemente da un personaggio all’altro, autonomamente. Ci narra più storie,apparentemente diverse ma tutte unite in un unico scopo: liberarsi dalla dominazione umana. Come vi è venuta questa idea? Gli uomini che hanno soggiogato le creature fantastiche come elfi, gnomi e nani… Quale è stata la fonte di ispirazione?

A: Penso che sia un po’ come per i romanzi di storia alternativa… “cosa succederebbe se…”. Noi abbiamo fatto lo stesso, preso come base un’ambientazione fantasy, creato un mondo però molto più cupo e gotico e ci siamo divertiti a sconvolgere canoni dello stile Tolkien. Volevamo creare qualcosa di molto originale e non scontato.

D: Beh a me piace tantissimo Lost e l’idea di focalizzare il tutto su molti personaggi mi è un po venuta da li. E poi basta con i soliti fantasy che hanno sempre l’eroe di turno o la compagnia alla ricerca di qualcosa per salvare il mondo dal male. Obscuram è il male! Tutto gravita attorno ad esso, comprese le vicende dei personaggi. Diciamo comunque che il nostro mondo potrebbe rispecchiare il nostro odierno.

 

D: A proposito dei diversi personaggi mi chiedevo… Rivendicate, fra voi, la paternità assoluta di uno di loro?

A: Non saprei. Sicuramente ogni personaggio ha un padrino, non sono sicuro di poterli ricordare uno per uno. La maggior parte appartiene di certo a Diego, probabilmente io ho inserito soprattutto quelli che son venuti fuori nei capitoli, a storia in corso. Ma sono ancora più convinto che a ogni personaggio ha contribuito ciascuno di noi. Se Diego ne pensa uno, io poi lo personalizzo con gesti, azioni, parole nel capitolo. Se invece lo immetto io nella storia, Diego poi mi dice:” perché non gli fai fare questo, o parlare con quest’altro?”. Ecco il processo di nascita dei personaggi!

D: Ma non saprei. I personaggi nascono forse dalla mia mente e poi vengono plasmati da Alfredo che li inserisce bene nei vari contesti e nel loro piccolo mondo all’interno di quello più grande. Certo è vero che me ne vengono in mente di continuo, proprio per questo motivo ho deciso di creare delle trame per alcune novelle parallele alla linea principale, che poi non so quando scriverò.


D: Sinceramente, qual è il vostro personaggio preferito ideato dall’altro?

A: I cacciatori, e il Primo Cacciatore in primis. Ricordo che io dissi:” Mi piacerebbe che il Decano avesse al suo servizio un corpo di elite che incutesse molto timore a tutti, amici e nemici”. Quello che poi ha partorito il cervello di Diego è tutta un’altra storia, i cacciatori sono diventati entità terrificanti e letali, e soprattutto assolutamente originali per un mondo fantasy. E nel primo libro ancora non si sa tutto sulla loro storia, che viene invece narrata nel secondo capitolo della nostra saga. E di sicuro il Primo Cacciatore ha uno spessore e un senso di inesorabilità come solo Freddie Kruger (“Nightmare”), Randall Flagg (“L’ombra dello scorpione”) o Darth Vader (“ Star Wars”) possono avere.

D: Un vero e proprio perferito non c’è, proprio perchè tutti hanno una loro storia alle spalle e perchè son tutti nostri figli. In realtà un personaggio che adoro è la fatina di Thar ed un altro ancora deve comparire, quindi non posso dirti nulla di più eh eh.


D: Diteci la verità chi è stato più difficile da “scrivere”? Avete avuto personaggi ribelli e del tutto intenzionati a fare “quel che volevano”?

A: Non avendo un protagonista vero, ma attori principali per le varie trame, abbiamo voluto dare a tutti una psicologia ben definita e non stereotipata. I personaggi in realtà parlano poco, ma “pensano molto” nel libro, quindi forse nelle loro riflessioni ci sono anche i nostri dubbi su quali azioni potessero compiere. Alla fine, ciascuno sceglie e segue la sua strada. A dire il vero, il primo ad apparire in ordine cronologico è anche l’unico che ha cambiato realmente pelle rispetto all’idea originale. Arion Burby, l’archeologo, era stato pensato come personaggio positivo, un po’ ingenuo, che cade vittima degli eventi. Non sembrava però abbastanza interessante, come è invece divenuto donandogli un’anima schizzofrenica ed empia.

D: Ah non so io li creo, è poi Alfredo che deve muoverli.


D: C’è qualcosa di autobiografico nel libro o in quelli che seguiranno? Se doveste scegliere il personaggio che vi è più affine fra le vostre creature?

A: Di autobiografico non c’è nulla per parte mia, più che altro ci sono influenze e a volte citazioni di film o libri che mi hanno colpito. Non saprei chi mi sia più affine, sicuramente quello che gode della mia maggiore simpatia è il combattente gnomo Baalim, perché affronta avversità apparentemente insormontabili, ma è deciso a non arrendersi ma a vendere cara la pelle a ogni costo. Diciamo che gli invidio molto questa forza d’animo.

D: Nulla di autobiografico da parte mia, ciò che leggi dei personaggi è tutto frutto di fantasia e schizofrenia. Affinita con qualcuno di loro? Non saprei, è un po come se tutti avessero una piccola parte di me, Primo Cacciatore compreso.


D: Per quanto riguarda gli altri due romanzi della trilogia. Sono pronti? Sapete già quando verranno pubblicati? Qualche indiscrezione (e noi ci proviamo sempre…)? Sono curiosa, credo si sia capito.

A: In realtà ancora non sappiamo se sarà una trilogia. La seconda parte, almeno nella teoria, si sta rivelando molto corposa, e probabilmente verrà a sua volta divisa in due. Al momento abbiamo ultimato il terzo capitolo del secondo libro, che contiamo di terminare entro fine 2011. Per la pubblicazione, ancora non sappiamo nulla. Qualche indiscrezione? E’ un fantasy gotico, ma la trama è sicuramente piena di suspance, quindi non possiamo svelare come procederà la storia… posso dire che prenderà quasi da subito una piega netta in una direzione impensata al punto in cui l’abbiamo interrotta nel primo capitolo. Personaggi che hanno avuto meno spazio nell’incipit saranno capitali in questo seguito e ci sarà qualche new entry.

D: Come già dicevo è un progetto molto molto ampio. Il secondo libro è in cantiere ma non saprei quando potrebbe venir pubblicato, preferirei fare una nuova edizione del primo in attesa, la stampa attuale non mi soddisfa purtroppo e mancano molte cose che avrei voluto aggiungere. Indiscrezioni? Mumble mumble! Sicuramente le trame prenderanno delle pieghe inaspettate e molto altro ancora verrà alla luce.

 

D: Come è stata la vostra esperienza editoriale? Una strada irta di ostacoli o un colpo di fortuna inattesa?

A: Dopo aver terminato il libro, ci era preso un po’ di sconforto, perché avevamo voglia di fare il tentativo, ma non sapevamo come muoverci, e per qualche mese siamo rimasti coi remi in barca. Poi abbiamo deciso di proporci a piccole case editrici, e in realtà la risposta positiva è arrivata anche piuttosto presto, e la pubblicazione ha rispettato i tempi, quindi direi che da questo punto di vista siamo stati fortunati. Quello che ci lascia molto amaro in bocca è la poca cura data in fase di pubblicazione al nostro lavoro che ci è invece costato anni di fatica, perché, nostro malgrado, abbiamo riscontrato diversi errori di battitura ed impaginazione.

D: La risposta è arrivata subito e ci siamo entusiasmati come dei bambini piccoli, poi però abbiamo riscontrato alcune lacune che ci stanno facendo pensare. Diciamo che il mio attuale grado di soddisfazione è del 40%.


D: Il primo pensiero che vi è passato per la mente una volta scoperto che finalmente sareste stati pubblicati?

D: Sbavavo sull’asfalto!

A: Non ci credo, ma se è vero, è proprio un sogno!


D: Quali sono le vostre letture preferite? Ci sono autori di riferimento, modelli che vi hanno influenzati o segnati?

D: Lovecraft in cima a tutti e poi sono un cinefilo più che un lettore, quindi cito J.J. Abrams, Spielberg, Kubrik etc etc

A: Un gradino sopra tutti è occupato da Stephen King, e non solo come autore di genere, ma anche proprio come scrittore. Poi mi piacciono molto D. Eddings, J. Deaver, I. Asimov, E.A. Poe.

 

D: Uno o più autori del fantasy italiano che amate particolarmente.

D: Non leggo fantasy classico, tende ad annoiarmi, preferisco romanzi che siano molto alternativi. Di recente mi sono appassionato del Mendicante di Sogni di Miriam Mastrovito, che ritengo esser una bellissima fiaba moderna.

A: Di italiano ho letto solo Licia Trosi, i suoi primi due libri. Non mi dispiacciono, ma nemmeno mi fanno impazzire.


D: Domanda molto cattiva ma ormai assolutamente di rito che proponiamo a tutti i nostri intervistati. Cosa ne pensi del panorama editoriale italiano? Siate sinceri eh…

A: Non so se sono in grado di dare un giudizio valido, perché in questo mondo siamo degli esordienti totali e con esperienza quasi nulla. Dal punto di vista dell’autore, posso dire che l’Italia offre molte opportunità, l’editoria è fondamentale storicamente nel nostro paese, dai tempi degli antichi romani oserei dire. Oltre alle case editrici di fama mondiale, per noi al momento sconosciute e viceversa, c’è una jungla di case piccole ed indipendenti che sono a disposizione di chi, come noi, è alle prime armi. Bisogna avere volontà di mettersi in gioco, farsi autopromozione, e stare attenti alla qualità che viene fornita in cambio. Dal punto di vista del lettore, sicuramente in Italia c’è l’imbarazzo della scelta, ma c’è una cosa che non mi piace molto. Il fatto cioè che si dia molto spazio mediatico ai soliti autori noti, che hanno credito in quanto tale, indipendentemente dal valore della loro opera attuale, e che a chiunque persona famosa sia garantita la possibilità di scrivere un libro che avrà una promozione a tappeto,per una questione di ritorno di immagine. Mi piacerebbe invece che si parlasse di più anche di altri lavori, magari più interessanti ed originali, di autori meno noti, non è importante di che genere. Non è giusto che abbiano spazio solo i bestseller.

D: A me non piace affatto il nostro panorama editoriale. C’è molta scelta di case editrici minori e sembra anche abbastanza facile poter pubblicare, ma poi una volta gettati nel mercato è un inferno. Io mi dedico molto alla promozione del libro e ti assicuro che spesso no so da che parte sbatter la testa. Ovviamente l’aiuto della casa editrice è pochissimo ed il libro si trova solo nel web, cosa che per me è limitativa da pazzi. Un libro deve trovarsi nelle librerie, ben pochi acquistano via web. E poi è davvero uno scandalo la fatica che si fa per esser conosciuti, mentre in giro si trovan romanzi orrendi di presunti VIP blasonati…..insomma sono dell’idea che l’Italia per l’arte oggi come oggi faccia davvero schifo.

 

D: Un’ultima domanda che ci interessa: progetti per il futuro? A parte Obscuram avete altri progetti?

A: Al momento no, perché è un progetto ciclopico dal nostro punto di vista e ci impegna al massimo,. Diego inoltre sta lavorando alla parte grafica, realizzando disegni di personaggi e ambientazioni del nostro mondo, e in cantiere ci sono anche alcune novelle brevi che raccontano fatti paralleli alla storia principale.

D: No no, se avessi altri progetti impazzirei. Obscuram è troppo mostruoso per poter perder tempo in altro eh eh. Io ho anche un gruppo musicale ma ormai il tempo che ci dedico va scemando. L’unico vero progetto è quello di aver una famiglia prima o poi ed una stramaledetta stabilità lavorativa, per quello tutti i miei sforzi sono proiettati al nostro libro.

 

D: Bene, l’intervista è finita. Vi ringrazio nuovamente infinitamente per la vostra gentilezza e vi chiedo: Volete aggiungere qualcosa prima di salutarci?

D: Io ringrazio te per lo spazio che ci hai concesso e per la bella recensione che hai fatto. Consigli? Non smettere mai di sognare e creder nei propri sogni. Secondo, leggete Obscuram prima che i Cacciatori vi trovino!

A: Tenete sempre un buon libro sul comodino (e leggetelo anche, ogni tanto!), e se volete fare un’esperienza originale, date un’occhiata al mondo di Obscuram e fatevi coinvolgere!

***

 

Bellissima! Concludo questa recensione ora, al momento della pubblicazione, scrivendo un immenso grazie a Diego e Alfredo per la disponibilità e la pazienza portata. Davvero, siete stati fantastici.
Quest’intervista “doppia” è stata veramente molto diverte, sono felice di avere avuto l’occasione di intervistare questi due autori che si sono prestati a questo “gioco” (lo chiamo gioco, per ora, visto quanto siamo piccini noi di Sognando Leggendo) con serietà e una schiettezza davvero ammirevole.
Nuovamente, grazie!
Buone Letture a tutti!

Lascia un commento

2 risposte a “Due chiacchiere con… Diego De Vita e Alfredo Drago!”

  1. […] Articolo completo fonte: Due chiacchiere con… Diego De Vita e Alfredo Drago! » Sognando … […]

  2. LadyAileen ha detto:

    Bellissimo post! ^_^ Complimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi