Due chiacchiere con… Elena P. Melodia!

Intervista a Elena P. Melodia autrice di talento che ci parla di destino, di come affronta chi la critica, dei suoi progetti futuri e del suo… sonnambulismo.

ELENA P. MELODIA;

È nata nel 1974 a Verona, dove vive con i suoi due cani Watson e Muttley. Laureata in lettere con indirizzo classico, ha lavorato per qualche tempo come archeologa medievista, prima di approdare alla redazione di una grande casa editrice, dove per anni si è occupata di narrativa per ragazzi. Ombra rappresenta il secondo episodio della saga urban fantasy My Land, dopo il folgorante esordio di Buio (Fazi Editore, 2009), tradotto in Germania, Francia, Spagna, Brasile, Turchia, Israele e già opzionato per il cinema .

SITO dedicato alla Trilogia

D: Vorrei iniziare con alcune domande sulla tua trilogia. Come la presenteresti a chi non la conosce ancora?

R: My Land è la storia di un’anima cha comprende di essere parte di un piano mostruoso e crudele da cui vuole affrancarsi. E’ la storia di un mondo, interamente fatto d’acqua, che vive e pulsa sotto i nostri piedi ogni giorno, e di un essere, il Leviatano che ne è il signore e padrone. My Land è un percorso che a partire dal Buio, attraverso l‘Ombra dell’incertezza, arriva alla consapevolezza della Luce.

D: La citazione che preferisci nei tuoi libri qual’è? E perchè?

R: A tutti voi che fate della ragione un credo, che razionate i sentimenti in porzioni di sopravvivenza e pensate di seguire un percorso da voi deciso, a voi che sostenete che conoscere il futuro condizioni le scelte del presente, che dimenticare il passato renda liberi, voglio raccontare come prosegue la mia storia. Voglio mostrarvi come il destino, con il suo avanzare lento e inesorabile, si trascini dietro la nostra misera vita nella direzione che esso ha stabilito. E come noi, anime ribelli, pronte a guizzare fuori dalla sua rete, possiamo solo tentare di cambiarne il corso. Il giorno in cui ci renderemo conto che la strada è segnata e non possiamo fare altro che seguirla. arriverà, inesorabile. Ma per me quel momento non è ancora giunto. Io sono un anima ribelle.

Questo è l’attacco di Ombra e l’ho scelto perché sintetizza il mio pensiero riguardo il rapporto tra l’uomo e il suo destino. Alma è una ribelle e vuole cambiare il corso delle cose. Ce la farà? Forse è la cosa meno importante. Quello che conta è non farsi trascinare sempre dalla corrente.

D: Ti sei mai detta “e adesso come continuo?” in un momento di panico da scrittore?

R: Mai durante la scrittura di un libro, sempre prima di iniziarlo. E’ come dover scegliere la strada migliore per giungere in un dato luogo. Sapevo dove volevo arrivare, ma non sapevo come. Poi, quando lo si è deciso, il resto arriva di conseguenza.

D: Com’è scrivere una saga? Avevi già tutto schematizzato nella mente oppure la storia è evoluta passo passo?

R: Scrivere una saga è piuttosto complesso, perché bisogna sempre avere in mente tutto, cose rilevanti ma anche dettagli minori. E in un lasso di tempo di tre anni alcune cose possono sfuggire. Quello che avviene spesso è un cambiamento di percorso rispetto a quanto si poteva immaginare o si era prefissato. A volte sono i personaggi stessi, nella loro evoluzione, a richiederlo. A volte sei tu, nella tua evoluzione, ad avere questa necessità. E quindi modifichi perché in qualche modo cresci insieme alla tua storia e quello che pensavi all’inizio non ti sembra più così giusto o attuale.

D: La caratterizzazione dei personaggi è inventata totalmente, hai attinto da persone che conosci o addirittura, da te stessa?

R: La scrittura per me, ma non solo per me, non è mai invenzione pura. Ogni scrittore attinge sempre a piene mani dalla realtà, in particolare da quella che ha vicino, quella che meglio conosce.

D: Fra le (poche) critiche che ho letto qualcuno definisce il tuo stile di scrittura freddo, distaccato, vago come rispondi?

R: Che ha perfettamente ragione. Ma questo è valido soprattutto per il primo episodio in cui anche la scrittura deve contribuire a trasmettere il senso di confusione e angoscia che vive la protagonista. Poi le cose cambiano però. E lo stile di Luce è più caldo e concreto. Così dicono le critiche?

D: Sappiamo da qualche tempo che i diritti per la rivisitazione sul grande ( o piccolo?) schermo di My Land sono stati acquistati da Brando De Sica. Come hai reagito all’idea che i personaggi dei tuoi libri potrebbero avere finalmente un volto?

R: Questo è il sogno di ogni scrittore, che per limiti di supporto, non può che descrivere i suoi personaggi sulla carta. Vederli in carne e ossa è come dal loro nuova forma, colori, sensazioni. E’ un sogno appunto.

D: I fan di Alma & co. possono sperare in un sequel o comunque in una loro apparizione futura in qualche altra storia?

R: Questo ancora non saprei dirlo. Ma mi sono molto affezionata ad Alma, quindi non lo escluderei. Al momento sto scrivendo altre storie e ho altri progetti in mente, quindi non ci sarà nulla a breve.

D: Molti scrittori hanno affermato che le storie che creano sono frutto di sogni o incubi o semplici fantasie. Ti ricordi com’è nato Buio?

R: Buio è nato da un misto tra sogni, incubi e fantasie: il mio sonnambulismo. Io di notte mi sveglio, parlo, accendo la luce e mi muovo, senza ricordare più nulla il mattino seguente. Ho immaginato che anche Alma avesse un’altra vita di notte, ma nel suo caso non era in comunicazione con se stessa, bensì con qualcuno che… Uhm, forse sto svelando troppo. Inoltre ho sempre provato un forte interesse per le anime, i loro percorsi, da dove vengono prima delle nascita e dove vanno a finire dopo la morte. Con la mia storia ho cercato anche per me stessa di dare una risposta.

D: Hai qualche progetto in cantiere e di cui vuoi/puoi parlarci?

R: Al momento sto scrivendo due serie per ragazzine, una sulla ginnastica ritmica e una sulla moda. Poi c’è in progetto un libro per adulti, in cui comparirà sempre il sovrannaturale, ma in un contesto un po’ particolare.

D: Ti va di dire qualcosa ai tuoi fan tramite Sognando Leggendo?

R: L’unica cosa che mi sento di dire è: andate sempre avanti. Se il vostro sogno è scrivere e un romanzo non viene preso, scrivetene un altro. I cassetti degli scrittori sono pieni di romanzi in attesa. Fa parte del gioco. L’importante è non fermarsi e non scoraggiarsi. Le buone idee alla fine vincono. Un grande bocca al lupo a tutti!

Ed io ringrazio Elena P. Melodia  e Sognando Leggendo… alla prossima intervista!  ^___^

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