Due chiacchiere con… Janet Evanovich!

Janet Evanovich;

Nata a South River, New Jersey, il 22 aprile 1943. Ha studiato arte e ha deciso di diventare scrittrice all’età di trent’anni. I primi libri, di genere romantico, li ha pubblicati con lo pseudonimo di Steppie Hall, iniziando a usare il vero nome solo con la serie di Stephanie Plum. Al momento in Italia sono editi solo alcuni titoli di questa serie, editi da Tea (QUI potete trovare le nostre recensioni).

Sito ufficiale

D: Ciao Janet, siamo felicissimi di poterti “ospitare” su SognandoLeggendo!
Su internet si legge che hai preso lezioni di improvvisazione teatrale per migliorare la tua scrittura, è vero? È una cosa comune tra gli scrittori americani?

R: Immagino che non sia comune fra gli scrittori americani. Appena la mia carriera ebbe inizio mi resi conto che avevo problemi a scrivere dialoghi convincenti. Il mio vicino dava lezioni di improvvisazione teatrale in un’università del luogo e io partecipai. Mi servirono per acquisire la capacità di creare la struttura dei dialoghi e anche quella di prevedere le mosse dei miei personaggi.

D: Cosa ti piace e cosa non ti piace del mestiere di scrittrice?

R: Adoro sedermi ogni giorno alla scrivania dove posso entrare a far parte del mondo dei personaggi di cui scrivo. Odio le scadenze.

D: Qua in Italia chissà se vedremo mai anche qualcuno degli altri romanzi che hai scritto oltre alla serie di Stephanie Plum. Di tutti quelli quale preferiresti vedere tradotto?

R: Vorrei che tutti i miei libri fossero tradotti nel maggior numero di lingue possibili.

D: Ti è mai capitato di non essere soddisfatta di uno dei romanzi che hai pubblicato?

R: No, ma a volte chiedo umilmente perdono quando commetto degli errori. Trovo che siano momenti importanti. Per esempio parecchi anni fa scrissi che Stephanie azionava la sicura di una glock. A dieci anni di distanza gli esperti delle aziende di armi da fuoco mi scrivono ancora per dirmi che le glock non hanno le sicure.

D: A noi italiani molti dei siparietti del Borgo suonano familiari… Ma davvero ci sono quartieri così in New Jersey? Quanto c’è di reale nei personaggi e nei luoghi dei tuoi romanzi?

R: Il New Jersey è proprio sui generis, un aspetto riconosciuto da tutti negli Stati Uniti. Quale altro stato potrebbe dare l’ispirazione per opere di narrativa come I Soprano e programmi come The Jersey Shore? Pare che non si possano trovare personaggi del genere in nessun altro luogo. La maggior parte dei personaggi dei miei libri sono completamente inventati, eppure hanno spesso tratti di persone vere con le quali sono cresciuta.

D: Curiosità: tu hai studiato arte e dipingevi, che tipo di pittrice eri?

R: Non ero male. Ma avevo sfoghi allergici a contatto con i pigmenti (o coloranti se vuoi) presenti nelle vernici e ho dovuto trovare un altro strumento artistico. È magnifico che la tastiera del mio computer sia ipoallergenica.

Domande finite, ciao e grazie ancora di aver accettato l’intervista (un grazie anche al tuo assistente per aver fatto da mediatore), hai proprio un bel rapporto coi tuoi fan. Noi poveri italiani ancora siamo molto indietro con le traduzioni dei tuoi romanzi, speriamo che la casa editrice si dia una mossa!

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